Isesi di Cantine Pellegrino: l’eleganza del primo Zibibbo bianco secco di Pantelleria

Il primo vino bianco secco da uve Zibibbo mai prodotto a Pantelleria racchiude in un sorso tutti i sapori dell’isola. Siamo andati a scoprire come nasce e che gusto ha.

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Isesi di Cantine Pellegrino

 L’azienda

È un piacere ascoltare racconti d’azienda, quando sono narrati da un protagonista. È il caso di Benedetto Renda, presidente di Cantine Pellegrino, che a Pantelleria ci ha parlato di una storia ultracentenaria: “Quando parliamo della Pellegrino, parliamo di una realtà privata tra le prime della Sicilia, 140 anni di storia che si intreccia tra Marsala città e Marsala vino in mano alla stessa famiglia. E siamo arrivati alla sesta generazione.”

Le azioniste attuali sono tutte donne, ma è bene fare un passo indietro e tornare al principio, quando il notaio Paolo Pellegrino, innamorato del suo territorio e delle potenzialità a esso legate, dà vita alla cantina nel 1880. La prima donna a guidare l’azienda è Josephine Despagne, moglie di Carlo Pellegrino e figlia dell’enotecnico francese Oscar Pierre Despagne: ecco allora che la conoscenza francese e il territorio siciliano si incontrano.

Oggi le cantine sono tre, a Marsala, Cardilla nel trapanese e a Pantelleria; un numero importante di etichette arriva da un’area vitata che comprende cinque tenute e 150 ettari vitati in zone differenti della Sicilia occidentale, tutti in regime di coltivazione biologica e focalizzati sulla produzione da vitigni autoctoni.

Cantina Marsala
Cantina Marsala- crediti Giacomo Gabriele

C’è tanto da dire, su Pellegrino, ma qui ci vogliamo concentrare sulla cantina di Pantelleria, magnifica isola che di recente è stata colpita da un incendio che per fortuna non ha interessato la sua superficie vitata ma un’area coperta dalla boscaglia. Proprio questo è però il motivo che spinge a riflettere su quanto sia fondamentale tutelare quella che è di fatto una viticoltura eroica come quella pantesca, baluardo naturale a protezione delle fiamme; tutto ciò facendo attenzione a un dato critico impressionante che rischia di cambiare radicalmente l’identità dell’isola, perché qui gli ettari vitati negli anni Ottanta del secolo scorso erano cinquemila e nel 2021 di rivendicati ne rimanevano soltanto 407, addirittura meno di un decimo.

Il punto chiave a questo proposito, secondo Benedetto Renda, che del Consorzio per la tutela dei vini di Pantelleria è anche presidente, è il ricambio generazionale, data l’alta età media dei viticoltori locali. Ottimo segnale è la fattiva concertazione tra Parco Nazionale, Consorzio e autorità pantesche sul tema del rimboschimento, questione già affrontata in passato. Proprio Renda ci racconta: “Pellegrino già commerciava con i prodotti di Pantelleria quando nel 1992 ha deciso di costruire qui anche la cantina. Siamo su quest’isola da più di trent’anni e su di essa puntiamo tantissimo, tant’è che a oggi il fatturato aziendale per oltre il 30% arriva da qui e la nostra è la cantina più grossa. È un’isola di grande complessità, perché ogni ettaro ha la sua caratteristica che varia con l’esposizione e la conformazione del terreno: vanno capiti vari aspetti, tra i quali la migliore destinazione secondo le peculiarità dell’uva, il tempo per la vendemmia; la fase di maturazione è quella più delicata, perché è lì che prende la sua strada ed è in quel momento che avviene quasi tutto e si capisce se dovrà essere bianco, moscato o passito.”

La cantina si basa su scelte all’insegna della sostenibilità, a partire dagli impianti fotovoltaici per la produzione di energia; un altro pilastro importante che caratterizza ovunque la filosofia aziendale è l’aspetto dell’ospitalità, strettamente legato a una forte sensibilità nei confronti dell’arte: qui a Pantelleria si concretizza nel nuovissimo rifacimento dell’affascinante enoteca proprio a pochi metri dal mare. Le uve zibibbo provengono da 288 conferitori selezionati (l’azienda non ha mai voluto acquistare, affidandosi alla loro grande esperienza) che da 300 ettari di terreno ricavano tra i 15.000 e i 30.000 quintali di uva delle annate migliori.

I suoli dell’isola sono di colore nero e rossastro, da rocce scottate e lava vulcanica: dove la natura attecchisce le coltivazioni regalano un’altissima qualità, si tratti di ulivi o piante di capperi oppure degli agrumi, protetti dai magnifici giardini tradizionali. I contadini si occupano di ogni pratica agronomica legata alla viticoltura: la vite è allevata ad alberello, riconosciuta patrimonio Unesco. La raccolta delle uve avviene a mano; vengono deposte in cassette che non superano i 10 chilogrammi per evitare che gli acini possano danneggiarsi.

Cantina Cardilla

Il vino

I vini prodotti sull’isola da Cantine Pellegrino sono diversi: oltre al Moscato e al Passito di Pantelleria spiccano il premiatissimo Nes (recentemente miglior vino dolce d’Italia per Bibenda) e Isesi, primo bianco secco da uve zibibbo dell’isola.

Nes

Quest’ultimo in particolare ha richiesto a Nicola Poma, enologo di questa realtà, parecchio lavoro prima di essere messo a punto: “È nato nel 2018 e racchiude l’essenza di quest’isola: acidità e sapidità ci fanno pensare a un’evoluzione felice per almeno quattro o cinque anni. Quest’uva, oltre a essere particolare in sé è tosta da lavorare, selvatica com’è. Non è stato semplice, ma nel 2002 quando ho iniziato qui sono partito con nuove regole a seconda delle zone, conoscendo i fornitori uno per uno: abbiamo fatto molti progressi. Con Isesi ci abbiamo messo un po’, fino a quando ho trovato il blend ideale tra uve e zone per avere un vino che insieme parlasse del territorio e si facesse bere agevolmente.”

Isesi

E in effetti si tratta di un bel prodotto che arriva dalle contrade Sibà, Mueggen, Barone e Khamma a un’altitudine media di 300 metri sul livello del mare. Viene vinificato in riduzione con pressatura soffice e una successiva lunga fermentazione a bassa temperatura e affinamento sulle fecce fini. Al naso presenta note di grande freschezza con mela verde, pesca, fiore di cappero e sentori delicatamente speziati. In bocca si conferma fresco e spicca per una bella sapidità che ne bilancia la morbidezza. Un’idea dell’isola in un sorso.

Indirizzo

Cantine Pellegrino 1880

Cantina Pantelleria

Produzione Moscati e Vini di Pantelleria

Contrada Cuddie Rosse- 91017 Pantelleria (TP) Italy

Tel. +39 0923 719967

pantelleria@carlopellegrino.it

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