Elixir Falernum di Petrone, il primo liquore subacqueo del mondo

A Mondragone, nel casertano, l’Azienda Petrone ha lasciato affinare uno dei propri liquori sotto i fondali marini per 12 mesi.

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La notizia

Il primo liquore affinato sui fondali marini è casertano (ma c’è anche un viticoltore elbano che immerge le uve in mare come i Greci: date un’occhiata qui!). Si tratta di un distillato a base di acquavite, frutti rossi e brandy e l’idea è di un produttore locale, Andrea Petrone, manager dell’omonima azienda storica.

Il 7 luglio 2021 una partita di 370 bottiglie di Elixir Falernum è stata posizionata sui fondali marini in prossimità della città romana di Sinuessa, sprofondata sotto il livello del mare nel IX secolo D.C. Dopo un anno, il 14 luglio 2022, le bottiglie sono state recuperate dalle acque casertane per essere vendute su eBay; l’asta sarà attiva fino al prossimo 7 dicembre e parte del ricavato sarà investito per realizzare attività sociali sul lungomare della città di Mondragone. Ma per quale motivo l’azienda Petrone ha preso la decisione di fare invecchiare uno dei suoi distillati sui fondali marini, anziché in una normale cantina?

La risposta arriva proprio dal giovane Andrea Petrone, che afferma: “Questo tipo di affinamento, già diffuso nel mondo del vino, ha acceso in me la curiosità di verificarne i potenziali effetti sui liquori. Il particolare microclima che si viene a generare sui fondali marini sembra creare condizioni ottimali per la maturazione dei liquori grazie a diversi fattori: temperatura costante, assenza totale di luce e di ossigeno, movimento delle correnti e delle onde che cullano le bottiglie e completo riparo dalle fasi lunari”.

L’Elixir Falernum, il cui nome è un omaggio dell’azienda produttrice a un vino molto amato dai romani, è un liquore dolce e fruttato che può essere abbinato con successo a un dessert per concludere il pasto o essere sorseggiato in accompagnamento a un buon sigaro. Non resta che assaggiare questo distillato per valutare gli effetti dell’affidamento marino. E chissà che l’esperimento nostrano non si trasformi in una nuova tecnica di affinamento certificata.

Fonte: ansa.it

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Foto per gentile concessione di Antica Distilleria Petrone