I vini più buoni d’Italia secondo Luca Gardini. Ventitreesimo numero

Un appuntamento settimanale per scoprire le eccellenze vinicole italiane: Luca Gardini seleziona per noi le bottiglie più interessanti fra rossi, bianchi e rosé, con un focus sui vini naturali. Ecco la ventitreesima tappa del suo itinerario enoico.

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Wine Reporter

I vini più buoni d’Italia scelti da Luca Gardini

ROSSI

Canalicchio di Sopra

Rosso di Montalcino DOC 2020

Canalicchio di Sopra è indubbiamente una delle realtà più interessanti dell’universo di Montalcino, per qualità dei vini e modernità delle proposte. 60 anni di storia, fondata da Primo Pacenti, oggi condotta dai nipoti Simonetta, francesco e Marco Ripaccioli, brilla soprattutto per la nitidezza di letture di Sangiovese. Non solo Brunello, dato che questo Rosso di Montalcino è vino sorprendente, che esprime bene i valori dell’azienda Offre profumi di more di rovo e peonia, con chiusura balsamica e iodata. Al gusto è teso e fresco con richiami di eucalipto e arancia sanguinella. Chiusura speziata e salata. Profondo.

PAITIN

BARBARESCO DOCG FASET 2019

Un legame di lunghissima durata, quello che unisce famiglia Pasquero-Elia al territorio di Serraboella, fin dal 1893: un grande cru, il Sorì Paitin, declinato in diverse, prestigiose, etichette di Barbaresco, da anni ai vertici qualitativi della tipologia. Come è rinomato il cru Faset, rinomato anfiteatro affacciato sul Tanaro, che origina questo Barbaresco di pulizia ed intensità dal. Naso di gelso rosso, con tocchi di gardenia, liquirizia e rabarbaro. Beva con tannini salmastro-sapidi, finale con ritorno fruttato e della liquirizia.

Cusumano

Etna Rosso DOC Alta Mora 2019

Un progetto di largo respiro, nemmeno vent’anni ma idee cristalline: papà Francesco il capostipite, oggi i figli Alberto e Diego. L’ambizione di dare ad ogni vitigno la possibilità di esprimersi al meglio, 5 tenute tra San Giacomo, Ficuzza, Presti e Pegni, Partinico e nel progetto principe, a Castiglione di Sicilia, versante Nord dell’Etna. Una viticoltura peraltro ardua, da ostinati: ripagata, nei casi migliori, come dimostra questa etichetta, un Nerello Mascalese in purezza che alterna note di sottobosco ad una freschezza sorprendente al palato. Ribes e lampone al naso, con note di foglia di pepe, bocca succosa, tannini sapidi e grande persistenza.

Masciarelli

Trebbiano d’Abruzzo DOC Castello di Semivicoli 2019

Alle spalle della Maiella e di fronte all’Adriatico c’è il Castello di Semivicoli. Qui la famiglia Masciarelli una delle perle del firmamento vitivinicolo abruzzese, produce vino da quarant’anni, valorizzando le varietà territoriali. Castello di Semivicoli è frutto delle migliori uve di Trebbiano. La vinificazione solo in acciaio e la sosta in bottiglia di almeno due anni conferiscono al vino grande freschezza e complessità. Fonde delicate note di menta, anice e fiori di biancospino a quelle più prorompenti di pesca e bergamotto. Particolarmente sapido al palato.

Paternoster

Basilicata IGT Falanghina Vulcanico 2021

Il faro del movimento vitivinicolo della Basilicata, Paternoster, quasi 100 anni di storia impiegati, con grande scrupolo, ad esaltare il patrimonio vitivinicolo del Vulture, soprattutto con l’Aglianico, declinato in alcune delle versioni più importanti della tipologia, ma anche con i vini bianchi, come dimostra questa Falanghina di densità e tensione gustativa. Naso con note di pesca Tabacchiera e biancospino, con tocchi di litchi. Beva succosa, con ritorno fruttato-floreale.

BOLLE:

Villa Sandi

Valdobbiadene DOCG Superiore di Cartizze

 

Il solito, eccellente progetto vitivinicolo di famiglia Moretti Polegato, con le bollicine al centro, in questo caso in una denominazione, all’interno dell’universo Prosecco, da sempre fonte di prestigio e grande fascinazione. Naso di eccellente ricchezza, con note di cedro, pera Fetel, sfalcio di campo e fiori di zagara. Alla beva molto avvincente, palato salmastro-sapido, con ritorno fruttato-officinale e finale sulle sfumature dei fiori bianchi.

Franchetto

Lessini Durello Spumante DOC Riserva

Terrossa di Roncà, ultimo lembo est della DOC Soave, cantina dalle origini vivaistiche, attiva fin dagli anni ’30 del secolo scorso, successivamente, a partire dagli anni ’80, dedicata alla vinificazione a marchio, con focus ovviamente sui territoriali, Garganega e Durella. Questo, un Metodo Classico ineccepibile, da 60 mesi sui lieviti. Susina gialla, tocchi di timo citrino al naso, con sfumature di sambuco. Al gusto sapido-salmastro, con bella persistenza e finale fruttato-officinale.

ROSATO:

Cantele

Salento IGT Negroamaro Rosato Rohesia 2021

Cantina dalla grande storicità in zona Guagnano, Salento, ora condotta dalla terza generazione. Una bella vocazione sui territoriali, con capacità di accostare a bei numeri anche una notevole qualità media dei prodotti finiti, con una certa predisposizione alla ricerca di nuovi paradigmi espressivi, vedi il caso dell’Amativo. Questo Negroamaro vinificato in rosa è una conferma delle qualità di casa, con un profilo olfattivo di ciliegia rossa, con note di salvia limonata e rosa canina. Alla beva è sapido-salmastro, con ritorno fruttato-floreale.

DOLCE

Battifarano

Basilicata Rosso Passito IGT Sacro Dono

Prima Masseria, poi Azienda Agricola, successivamente Tenuta, come è normale in 500 anni di storia. Siamo a Nova Siri, provincia di Matera, dove l’autosussistenza prima, poi l’evoluzione nella direzione della viticoltura, sono un chiaro segnale del trascorrere del tempo. Questo passito, del tutto inedito, è invece un evidente segnale di svecchiamento: Pinot Nero in purezza, naso di ribes rosso in confettura, tocchi di sottobosco, pepe nero e cannella, alla bocca succoso, persistente, con ritorno della frutta in confettura e delle tracce officinali.

NATURALE

Monterosso

Etna Bianco DOC Crater 2019

 

Versante Sud-Est dell’Etna, un cono vulcanico caratterizzato dal suolo peculiare, di colore rossastro. Vigne anche centenarie, a piede franco, allevate con il tradizionale alberello, per una viticoltura (bio) di grandissimo impatto emotivo, esaltata da questo Carricante in purezza coltivato su suolo pozzolanico. Naso con note di pesca bianca, rosmarino selvatico, macchia mediterranea, con classica ammandorlatura finale. Bocca sapido-salmastra, con ritorno officinale-fruttato e della frutta secca tostata.