Lazzarito Riserva di Réva, un grande Barolo in libertà

Miroslav Lekes, imprenditore ceco innamorato delle Langhe, ha creato una delle realtà enoiche più interessanti nella Penisola. Dal resort al fine dining, fino ai vini come il Lazzarito Riserva, ecco i suoi fiori all’occhiello.

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Lazzarito Riserva di Réva

L’azienda

Ho trovato dei colleghi con i quali siamo riusciti a fare in dieci anni quello che si fa in dieci generazioni. Arrivo da una famiglia che con il vino non aveva nulla a che fare: abbiamo vissuto sotto il regime comunista e bevevamo solo birra. Fino a quando nel 2001 sono arrivato in questa zona e mi sono reso conto di essere in un mondo diverso. Poi ho visto questo posto e la possibilità di investire e ho firmato un contratto senza praticamente conoscere nulla, a partire dalla lingua. Perché quello che faccio lo faccio col cuore, il cervello arriva dopo.”

È visibilmente orgoglioso della sua creatura che celebra il decimo compleanno, Miroslav Lekes, imprenditore ceco, collezionista di vini e d’arte, innamorato delle Langhe, il quale ha dato vita a Réva, che nella sua lingua significa ‘grappolo d’uva’, attorniandosi di persone che, di quest’azienda vinicola che ha saputo fare anche dell’accoglienza e della ristorazione un punto fondamentale, sono il fulcro.

A partire da Daniele Scaglia, general manager e gourmet che ha dato il via alla collaborazione con uno chef di fama internazionale come Yannick Alléno per il Fre che di Réva Resort è il ristorante fine dining: “Amo una frase: ‘se possiamo sognarlo, lo possiamo fare’. È quello che è successo qui, in un’azienda che in realtà viviamo come un vero e proprio organismo che si sviluppa a trecentosessanta gradi e nel quale parliamo di sostenibilità praticandola: stiamo verificando la possibilità di realizzare piatti carbon free, abbiamo scavato un pozzo artesiano che arriva a più di 230 metri di profondità che produce 3,5 litri d’acqua al secondo; poi recuperiamo tutta l’acqua piovana per irrigare i giardini e probabilmente la spa sotto la terrazza.” Oltre ai vigneti qui si parla di silvicoltura, noccioleti e apicoltura, nell’ottica di quella che si può definire economia agricola circolare, con una conduzione integrata in modo da creare un ecosistema basato sull’autosufficienza.

Réva è quindi un’azienda a gestione profondamente manageriale, controcorrente rispetto alla tendenza imperante nelle Langhe. Proprio grazie a questa veloce e precisa crescita i vini “nascono partendo dalla fine”, come racconta il brand manager Daniele Gaia, perché prima “qui si pensa a come dovrebbe essere il vino che ci piacerebbe bere e di conseguenza si indirizzano lavoro in vigna e vinificazione”. Col risultato di realizzare bottiglie di grande personalità.

I vini

Quest’azienda non si limita a produrre diversi notevoli Barolo tra cui un ottimo chinato, ma si trovano ottimi Dolcetto, Nebbiolo e Barbera; oltre a questi un meraviglioso bianco prodotto con il Sauvignon Gris, vitigno piuttosto raro e il prossimo Alta Langa da uve Pinot Nero in purezza. Le proprietà di Réva si estendono su più di 35 ettari: 23 di questi sono vitati e a conduzione biologica sui quali si distribuiscono sei terroir differenti, tra Langhe del Barolo e Alta Langa tra Roddino, Monforte d’Alba, Serralunga d’Alba, Novello, Barolo e Grinzane Cavour.

Nella conduzione dei vigneti l’azienda non utilizza prodotti di sintesi, si muove con pratiche biologiche e sta valutando l’efficacia di quelle biodinamiche. Si lavora con sovesci e per la fertilizzazione si usa compost selezionato proveniente da allevatori non industriali, con l’idea di produrre lo stesso a ciclo chiuso sulla base della produzione dell’organismo agricolo. Le azioni in vigna sono tutte manuali e particolarmente mirate grazie a una squadra dedicata ad hoc.

È vero che Réva è un’azienda molto giovane, ma anche per questo motivo le espressioni dei suoi vini sono accomunate da uno stile libero di muoversi al di là degli stili, frutto delle storie e delle lunghe esperienze delle grandi famiglie. A questo proposito ci è piaciuta la grande finezza del Barolo Lazzarito Riserva, proveniente dalla nota menzione del comune di Serralunga d’Alba, con esposizione a sud est e un’altezza di 380 metri sul livello del mare, con suoli caratterizzati dalle arenarie di Diano e composti soprattutto da marne, sabbie, un alto contenuto di calcare con terreni più ‘sciolti’ rispetto ai terreni circostanti.

Da qui concentrazione e struttura importanti e vini dalla trama tannica possente che richiedono lunghi affinamenti: il vino esce dopo cinque anni e soltanto nelle annate che l’azienda reputa adatte e come gli altri prodotti beneficia di una cantina recentissima e ad alta tecnologia. Dopo una prima selezione manuale in vigneto, ne avviene una seconda su tavolo di cernita vibrante, in modo tale che solo gli acini desiderati vadano in vinificazione. La fermentazione, spontanea, avviene in tini tronco-conici di rovere austriaco per 40 giorni. L’affinamento richiede 36 mesi in botte grande e altri due anni in bottiglia. È un vino di notevole carattere e di struttura potente ma anche di intensa armonia, tra frutta rossa matura e fresche note speziate con un finale lunghissimo, di quell’eleganza che da giovane è austera, ma promette un’evoluzione emozionante.

Indirizzo

Réva

Località Gallinotto 128- 12064, La Morra (CN)

info@revawinery.com

Sito web