I vini più buoni d’Italia secondo Luca Gardini. Sedicesimo numero

Un appuntamento settimanale per scoprire le eccellenze vinicole italiane: Luca Gardini seleziona per noi le bottiglie più interessanti fra rossi, bianchi e rosé, con un focus sui vini naturali. Ecco la sedicesima tappa del suo itinerario enoico.

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Le 10 bottiglie della settimana scelte da Luca Gardini

I vini più buoni d’Italia secondo Luca Gardini: le 10 bottiglie della settimana

ROSSI

LUCIO POMPILI

MARCHE IGP SANGIOVESE GREPPO DI SOTTO 2016

Lucio non ha sicuramente bisogno di presentazioni: lo ‘chef-cacciatore’ è uno dei personaggi che hanno fatto la storia della ristorazione italiana negli ultimi 40 anni e la cantina del suo ristorante, il Symposyum Quattro Stagioni di Cartoceto, è un chiaro esempio di attenzione e cura ai dettagli. Da qualche anno Lucio produce anche vini, eccellenti, come questo Sangiovese. Al naso note intense di geranio, amarena e rosmarino, con tocchi balsamici in chiusura. L’ingresso al palato è fresco e sapido, con ritorni di mora selvatica e tannini croccanti. Finale lungo e intenso.

GABRIELE MORRA

BARBARESCO DOCG 2019

 

Un’attività che risale al primo ‘900, quella dell’ex cantina Pautasso, ora portata avanti, con grande passione e competenza, da Gabriele e Stefano, impegnati a valorizzare un territorio di grande fascino; piante vecchie, anche di 60 anni, in zona di Alba, con fermentazioni spontanee e imbottigliamento assecondando le fasi lunari. Un Barbaresco di grandissima peculiarità, note di marasca sotto spirito, rabarbaro, liquirizia amara e timo cedrino. La bocca ha tannini sapido-salmastri, ritorno fruttato e grande persistenza.

FATTORIA DI BACCHERETO-TERRE A MANO

CARMIGNANO DOCG 2018

 

Montalbano, pochi chilometri da Carmignano, dove si trova la Fattoria di Bacchereto, curata dalla famiglia Bencini Tesi fin dal 1925, che dal 2002, grazie a Rossella, Marco Vannucci e Adriano Zago, rinasce con un progetto sostenibile tra i più importanti in Italia, 167 ettari destinati alla biodiversità, boschi, frutteti, castagneti, 60 ettari di uliveto e 8 ettari di vigne, dedicate Trebbiano, Sangiovese, Canaiolo e Cabernet. Questo, il blend ‘in rosso’ di Sangiovese, Canaiolo Nero e Cabernet Sauvignon, ha le stimmati del grande ‘taglio’. Ciliegie al naso, note di salvia limonata e menta bergamotto. Bocca succosa, tesa, con ritorno fruttato-mentolato.

BIANCHI

CASTELLO DELLA MUGAZZENA

TOSCANA IGT BIANCO PANTAGRUEL 2019

 

La Lunigiana, un territorio tutto sommato non ancora esplorato dalla viticoltura, che invece per Santo Gentilcore, una vita da chirurgo di successo a Milano, poi ‘sacrificata’ al richiamo della terra, sulle orme del nonno paterno. Siamo a Tresana, un progetto di 140 ettari in grande e convinta biodiversità, prima dedicato all’allevamento dei cavalli poi, con grandi sacrifici, adibito alla viticoltura. Questo Pantagruel, taglio bianco ispirato alle picaresche avventure dei personaggi di François Rabelais, è un blend di Vermentino, Viognier e Malvasia dalle eccellenti caratteristiche olfattivo-gustative. Note di susina gialla, ginestra e bergamotto al naso, alla bocca salmastro-iodato, con ritorno fruttato e agrumato.

ALBINO PIONA   

CUSTOZA SUPERIORE DOC CAMPO DEL SELESE 2019       

Fare vino con passione fin dal 1893, in zona di Custoza DOC, questa l’esperienza di Albino Piona, un microcosmo dove territorio, clima e grandissimo artigianato concorrono alla creazione di grandi vini. Questo, ottenuto da uve di Garganega, Trebbiano, Trebbianello, Chardonnay e Bianca Fernanda. Tutte le uve sono lavorate separatamente, una piccola parte è maturata a Basilea. Naso denso e intenso, nettarina bianca, maggiorana, poi un accenno fiorito di biancospino. Il sorso è denso e teso, sapido, con una buona acidità e persistenza.

BOLLICINE

GIANNI BIONDELLI

Franciacorta DOCG DOSAGGIO ZERO Première Dame 2011

 

Bornato, antico borgo collocato nel cuore della Franciacorta, per la precisione in una cascina cinquecentesca edificata davanti all’omonimo castello medievale, è dove inizia l’esperienza vitivinicola di Gianni Biondelli. Ora l’approccio biologico in vigna va di pari passo con la grande raffinatezza delle interpretazioni in cantina. Questo dosaggio zero, in particolare, è un bell’esempio del lavoro svolto in azienda: evidenzia naso di susina bianca, poi biancospino e fiori da zagara, con note di timo cedrino. Bocca tesa e densa, croccante, sapida, con ritorno fruttato e floreale.

PFITSCHER ATO ADIGE DOC SPUMANTE RISERVA BRUT 2017

Famiglia Pfitscher, di Montagna (BZ) di professione viticultori fin dal 1861. Sette generazioni a tramandarsi saperi antichi tra vigna e cantina, in quei 20 ettari di proprietà capaci di dare vita ad una serie di etichette preziose. Tecnologia, come dimostra la (bellissima) nuova cantina, realizzata nel 2011, ma anche artigianato raffinato, che parte con nonno Alfred, per arrivare a papà Klaus, coinvolgendo nel percorso mamma Monika e i figli Hannes, Daniel e Marion in un esempio aureo di impresa familiare. Passione concretizzata in una bellissima linea di bottiglie, tra cui questo raffinato 100% Pinot Nero da zona Gleno a Montagna, che non tradisce le attese. Zest di clementina, pesca bianca, poi salvia limonata, croccantezza di beva, bella eleganza.

ROSATO

CANTINE SANTA BARBARA

SALENTO IGT CAPIRUSSU NEGROAMARO ROSATO 2020

 

La nomea della frizzante new wave vitivinicola salentina, avamposto enologico di pregio e fulgido avvenire, passa per San Pietro Vernotico, provincia di Brindisi, cuore pulsante di Cantine Santa Barbara. La famiglia Giorgiani è attiva da tre generazioni nella coltivazione della vite, occupandosi, soprattutto grazie all’operato di Pietro, ora coadiuvato dalle figlie Maria Rosaria e Marcella, di perpetuare una tradizione territoriale, con focus in particolare su Negroamaro, Primitivo, Malvasia Nera, ma anche il mitologico Susumaniello. Una completa linea di vini su cui spicca questo Negroamaro, con piccola partecipazione di Malvasia Nera, dalla zona di San Pietro Vernotico. Cedro, fragoline selvatiche, tocchi di foglia di pepe nero al naso, poi macchia mediterranea, con bella iodatura in uscita. Bocca tesa, sapida, croccante, con finale persistente.

DOLCE

MANINCOR

VINO BIANCO DOLCE LE PETIT 2018

 

Caldaro sulla strada del vino, una cantina di grande tradizione capace di interpretare con rara finezza e occhi attenti alla sostenibilità (con principi non a caso improntati alla biodinamica in campagna) non soltanto la tradizione vitivinicola altoatesina, ma in generale una viticoltura di stampo internazionale che si arricchisca, definitivamente, nel territorio. Tra le tante etichette riuscite, questo bel vino dolce da vendemmia tardiva di Petit Manseng 100%, naso di bella densità, bergamotto, scorza di sanguinella, mandarino e zagara, palato altrettanto intenso, teso, con bella spalla acida e ritorno, sul finale, della traccia agrumata.

NATURALE

PAOLO FRANCESCONI

SANGIOVESE DI ROMAGNA SUPERIORE DOC LIMBECCA 2019

 

Faenza, una cantina all’avanguardia nella sostenibilità, fin dagli anni ’90, quella di Paolo Francesconi, ora certificata biodinamica ma soprattutto un lavoro pluriennale, di grande costanza e prossimità, dedicato alla vigna. Un Sangiovese emblematico, il suo, chiaro esempio delle potenzialità territoriali. Leggera macerazione sulle bucce, poi solo acciaio e bottiglia. Naso di ribes rosso e melograno, sferzate di buccia di arancia e maggiorana. Tannini salmastri alla bocca, persistenza, con ritorno fruttato-agrumato.