Una vigna, due Pinot: l’eco dell’Oltrepò nelle Terrazze di Tenuta Mazzolino

Due anime, due terrazze: Tenuta Mazzolino declina il Pinot Nero in una coppia di etichette tutte da scoprire. Ecco come vengono realizzati i vini di quest'azienda incastonata nelle colline dell’Oltrepò Pavese.

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Tenuta Mazzolino

Come cambia il paesaggio nel tardo autunno. Dal mattino, quando la nebbia ne avvolge i colori ovattandoli, al momento in cui il sole fa capolino esaltandone ogni sfumatura. Arrivare alla Tenuta Mazzolino rappresenta un breve, spettacolare passaggio da una pianura che dopo qualche curva si trasforma in colline di rara bellezza. Siamo in Oltrepò Pavese, sulla collina di Corvino, in un luogo dal nome che trae origine dal latino Mansiolinum e vuol dire “tappa” o “punto d’incontro”.

Quassù, attorno a un magnifico borgo ottocentesco circondato da vigneti e campagna, Enrico Braggiotti dà vita, a partire dal 1980, a quella che oggi è una realtà da poco meno di centomila bottiglie di alta qualità. Il vitigno principe? È il Pinot Nero. Il sogno di produrre grandi vini viene costruito e messo in atto dalla figlia Sandra, la quale ridà energia all’azienda che era stata del marchese Alfonso Corti, reimpiantando la quasi totalità delle viti e realizzando una nuova, spaziosa cantina.

Le radici francesi di famiglia ricorrono costantemente nella vita di questa realtà: dopo aver visto alla gestione delle vigne Jean-François Coquardfino nel 2014, è l’unica in Italia a vantare dal 1998 una collaborazione con Kyriakos Kynigopoulos, enologo borgognone di grande fama. La squadra tecnica in campo è ora affidata al piacentino Stefano Malchiodi, mentre alla guida dell’azienda c’è Francesca Seralvo, figlia di Sandra Braggiotti. Su ventidue ettari, con esposizioni e caratteri distintivi ben delineati, trovano espressione trentanove piccole parcelle gestite separatamente su terreni argillosi in decisa pendenza, che poggiano tra substrati sabbiosi e arenarici con una presenza costante di vene calcareo-gessose.

Le rese per ettaro sono limitate, si praticano i sovesci e l’inerbimento naturale; per i trattamenti vengono utilizzati solamente rame e zolfo: questi i segreti principali per vini che sanno dare grandi soddisfazioni, tanto a chi li realizza quanto a chi li beve. Tra le differenti espressioni del Pinot Nero, oltre all’ottimo metodo classico Oltrepò Pavese DOCG Pinot Nero Spumante Rosé Cruasé e alle poche migliaia di bottiglie della punta di diamante rappresentata dal Noir Oltrepò Pavese Doc, c’è Terrazze IGT Provincia di Pavia, al quale si è aggiunto un nuovo nato, il Terrazze Alte, che arriva da una decisione non pianificata, come racconta Francesca.

Ci siamo interrogati e ci interroghiamo sempre sull’idea di realizzare dei Cru, sicuramente verranno. Nel caso di Terrazze Alte però era così evidente che tra la parte bassa e la parte alta di questa collina ci fosse una differenza così spiccata che ci è venuto naturale e ci siamo detti: dobbiamo tenerle separate.”

Arriva in questo modo Terrazze Alte. Ricorda Malchiodi: “Terrazze è un vino cardine dell’azienda, un pinot nero giovane che fa solo acciaio e viene da quattro vigneti in quattro posizioni diverse, con l’idea di esprimere non una singola vigna ma la collina su cui siamo: in francese si chiamerebbe village. Si chiamano terrazze perché sono vigne talmente pendenti che si ha proprio l’impressione di trovarsi su un terrazzo. Su una pendenza così importante si nota particolarmente la differenza tra la parte alta e la parte bassa. Nella stessa vigna, se voi ci andate in aprile, in alto ci sono i germogli già fuori di diversi centimetri, in fondo invece si devono ancora schiudere, ci sono quegli otto nove giorni di differenza di maturazione. 

Anche da lì l’idea di raccogliere separatamente che ci è venuta alcuni anni fa e poi adesso la decisione di dividerle in vinificazione. Terrazze nella parte bassa è più immediato e pronto prima, mentre per Terrazze Alte la vigna soffre un po’ di più, così si va un po’ più in concentrazione e la spina dorsale gessosa emerge con più decisione, donando dando profondità e lunghezza.”

 

Terrazze alte è un vino con una maggiore tessitura e una trama più fitta, dove oltre a una spiccata sapidità si nota ancora di più la tipica speziatura e la nota agrumata del pinot nero con l’arancia rossa in evidenza. Due profili netti nelle loro peculiarità, due identità ben delineate, anche perché entrambi i vini sostano in acciaio, ma Terrazze Alte va in bottiglia dopo la vendemmia successiva, mentre Terrazze viene imbottigliato tra maggio e giugno. Due espressioni sorprendenti, entrambe da conoscere.

Indirizzo

Tenuta Mazzolino

Via Mazzolino, 34, 27050 Mazzolino PV

Tel: 0383876122

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