Una roccaforte del vino nel Chianti: Castello D’Albola e il carattere deciso dell’Acciaiolo Cabernet Sauvignon

Un pezzo di storia vinicola dal fascino senza tempo: Castello d’Albola vanta origini secolari e una produzione fra le più interessanti sul territorio toscano. Venite a scoprirla con noi: ecco le etichette da non lasciarsi scappare.

0
51
Castello d'Albola

L’azienda

Il Castello di Albola e il suo borgo medievale hanno una storia millenaria: il paesaggio è quello delle colline del Chianti, il cui fascino è universalmente noto. Qui da più di quarant’anni la famiglia Zonin, alla settima generazione nel mondo del vino, ha scelto di stabilire una delle sue 12 tenute. Nello specifico si tratta di una tenuta di oltre 900 ettari di cui 125 vitati, con un’estensione in altitudine tra i 350 e i 650 metri sul livello del mare con vigneti caratterizzati da forti pendenze.

Francesco Giattino, fresco responsabile (è in azienda da sei mesi) dell’home trade con una squadra dedicata alla ristorazione, ci racconta come questo antico insediamento cinto da mura a Radda in Chianti abbia visto passare alcune tra le più blasonate famiglie toscane come gli Acciaiuoli, i Samminiati, i Pazzi, i Ginori Conti e questa zona, nella quale trovano sede anche altre importanti cantine, sia stata menzionata come terra vocata alla viticoltura in un documento ora nell’archivio di stato di Firenze che ne testimonia l’acquisto da parte degli Acciaiuoli nel 1480. Dal 1979 è di proprietà degli Zonin, i quali hanno riportato la tenuta agli antichi splendori.

Crediti Angela Merolla

Con i suoi vigneti circondati da boschi di querce e alberi di ulivo secolari, è una zona altamente vocata al Sangiovese questa, ma tra i vini che abbiamo assaggiato ci ha colpito in particolare quello che può essere considerato un fiore all’occhiello di Castello D’Albola.

Il vino

Si tratta dell’Acciaiolo, il quale evidentemente deve il suo nome alla famiglia che per prima si è insediata qui per occuparsi anche di viticoltura. IGT Toscana ora da Cabernet Sauvignon in purezza, perché le annate precedenti (la prima prodotta è stata il 1988) prevedevano anche una percentuale di Sangiovese, arriva da un terreno da formazione geologica di alberese, originato da depositi marini pliocenici. Da qui un suolo argilloso, con presenza di scheletro e un buon drenaggio.

La fermentazione del mosto dura 10 giorni, a cui ne seguono altri 15 di macerazione. L’affinamento avviene in barrique di primo e secondo passaggio per 14 mesi ai quali seguono altri 12 mesi in bottiglia. Di un bel rosso rubino carico, ha un profumo potente che si esprime con frutti di bosco, prugna e note di liquirizia. In bocca si rivela di elegante ricchezza fin da giovane, con un’acidità intensa che lascia intendere una notevole capacità di invecchiamento.

Se si accompagna idealmente con carni arrosto e selvaggina, vale la pena assaggiarlo in abbinamento a formaggi stagionati e di carattere. La produzione è di 16.000 bottiglie all’anno. Un vino dalla personalità inattesa.

Indirizzo

Castello d’Albola

Via Pian d’Albola, 31-53017 Radda in Chianti (SI)

Tel. 0577 738019

Sito Web

Foto per gentile concessione dell’azienda