Il nuovo rifugio del bere bene a Roma: Metropolita, la mixology che avanza con i drink di Giovanni Baldolato

Situato in un contesto urbano in evoluzione, è il nuovo punto di ritrovo della mixology capitolina. Una mano elegante, guarnizioni essenziali e twist on classic sono i suoi punti di forza.

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Il locale

Metropolita è il cocktail bar che si affaccia dirimpetto al Teatro Olimpico di Roma, sede di grandi stagioni teatrali, di musical e di danza contemporanea (la mia preferita). È anche a due passi dal Maxxi, l’ormai celebre Museo di Arte Contemporanea progettato dall’archistar Zaha Hadid, un luogo pulsante di modernità e bellezza con i suoi spazi bianchi, polivalenti e futuribili.

 

Insomma, il locale, aperto nell’autunno del 2019 dall’impegno imprenditoriale di tre soci -Carlo e Roberto Annessi e Roberto Rabaglino- si può dire che sia un nuovo punto di ritrovo nella geografia della mixology capitolina, situato strategicamente in un contesto urbano in evoluzione, ricco di romani, di residenti, ma anche di appassionati del mondo dell’arte e della cultura teatrale.

Nato, come si diceva prima, in prossimità di Covid-19 (ahinoi, ancora temibile per le varianti in trasformazione e l’insana pazzia dei timorosi), l’8 marzo del 2020 è stato costretto come tutti alla chiusura per lockdown. Si può quindi dire che, a distanza di quasi due anni dal debutto, il locale sia tutto da scoprire e quasi da inaugurare.

I soci hanno allestito un luogo dalle eleganti tonalità fumé, articolato su due imprevedibili livelli, grazie agli ampi soffitti dei locali. L’architetto ha infatti creato un soppalco con privé sospesi in atmosfere intriganti o romantiche, a seconda dei punti di vista. Dalle altezze del secondo livello è possibile comunque avere una vista perfetta sull’altare della mixology, il bancone bar, la cui finestra alle spalle si apre sul lungotevere, offrendo tutte le possibili declinazioni della luce, dal meriggio alla sera, e arredando di riverberi le boiserie. L’atmosfera che si respira all’interno del Metropolita è quella di una Roma elegante e piacevolmente distratta dalle conversazioni rilassate e felici del pre dinner, dopo una giornata lavorativa.

Anche i tavoli al piano zero sono ben distribuiti ed accoglienti con divanetti comodi e, in alcuni casi, difesi (se non protetti) dall’articolazione delle sale. La vera punta di diamante è senz’altro il bancone. Sedersi agli sgabelli e lasciarsi distrarre dai tocchi del bar manager Giovanni Badolato, appena trentenne, intento a preparare i cocktail, è altrettanto rilassante.

 

Impegnati in conversazioni più o meno importanti, spesso l’occhio insegue il dettaglio della mano che mescola i liquidi, dei prodotti versati nello shaker, del garnish leggero che rifinisce il signature ordinato, piuttosto che il classico twistato. Inoltre, al bancone del bar diventano ancora più decisive le alte boiserie vetrate che incorniciano la finestra e che danno la sensazione di trovarsi di fronte ad un altare. Non per niente il Metropolita è stato presentato come il nuovo tempio della miscelazione romana.  

Il cocktail bar

Qui è possibile cenare a base di cocktail, scegliendo alcuni piatti dalla cucina che inseguono le attenzioni della ristorazione più raffinata, senza per questo necessariamente ambire a quelle vette. È vero che siamo in un crocevia di arte, teatro, uffici e residenze eleganti, ma le atmosfere sono informali, rilassate e, come si dice a Roma, comode. Gli impiattamenti sono curati, le materie prime scelte con attenzione, ma l’impianto resta comunque quello di un food pairing per un cocktail bar.

Certo è possibile, grazie alla scelta in menù, trasformare l’ora dell’aperitivo in una cena veloce. Non mancano i vini, ma è chiaro che chi va al Metropolita vuole testare la mano di Badolato e lasciarsi andare a qualche classico rivisitato, soprattutto nella scelta dei prodotti utilizzati per la miscelazione.  

Non serve infatti spingere sulla sperimentazione oppure tentare la via ardua dei bilanciamenti inaspettati. È possibile dare movimento e dinamismo anche soltanto variando la composizione di un classico. Se si sostituisce un gin tradizionale con un gin contemporaneo che al palato, magari, spinge sulla sapidità, ecco che un Martini Cocktail diventa qualcosa di nuovo e di interessante.

Daiquiri

Twist on classic, ma in modo delicato: con l’aggiunta di un sale particolare o un vermouth innovativo, ad esempio, un Negroni e un Margarita possono assumere fattezze differenti in bocca e al naso, senza perdere autenticità. Del resto, la tradizione in questa estate 2021 sta facendo sentire tutto il proprio peso.

Dark

Se si esclude l’Aperol Spritz con tutte le sue variazioni, che resta in assoluto, a livello mondiale, il cocktail più richiesto di queste ultime stagioni, al Metropolita stiamo assistendo ad un ritorno importante dei grandi classici. Americano, Negroni, Margarita, Gin Tonic, Bloody Mary sono tra i più richiesti, nonostante in carta ci siano signature e proposte originali”, afferma Badolato.

Riviera

La sua formazione è avvenuta sul campo, anche se da giovanissimo: affascinato dai colori, sapori e odori della cocktaillerie, a soli 17 anni ha seguito un corso di bartender, per poi partire due anni dopo per l’Australia. Lì si è avviato alla professione e, rientrato a Roma nel 2014, ha lavorato allo Sheraton del Parco dei Principi di Roma, dedicandosi successivamente ad alcune aperture di locali romani.

5 P.M.

Nel 2019 è arrivato al Metropolita e ha collaborato all’allestimento del bancone e dei prodotti, firmando le drink list, poche per la verità, che si sono succedute. Non per causa sua, ma per le ripetute chiusure. “Ancora non abbiamo deciso di applicarci sulla drink list di ottobre. Siamo in attesa di capire cosa avverrà, per non trovarci nella spiacevole situazione di dover fermarci e non poter testare la nuova lista e, magari, doverla portare avanti ad aprile 2022. Come del resto è successo ad ottobre 2020”.

Mc. Truffle

La direzione che traccia Giovanni Badolato, comunque, non si discosta dai trend di respiro internazionale. “A Londra, oggi patria della mixology e ispiratrice delle nuove mode, si servono drink minimal, dove spesso il garnish è dato solo dal ghiaccio. Sono venuti meno gli allestimenti pomposi, colorati, ricchi di elementi coreografici. Oggi la parola d’ordine in fatto di guarnizioni è essenzialità. Basta il bicchiere e appunto del lime disidratato. Nessun apparato scenografico ulteriore è richiesto al drink. Noi andiamo in questa direzione”, ci svela Badolato.

Sweet Dreams

La nuova drink list, se tutto andrà bene sarà composta da circa 12/14 drink in carta e saranno studiati sulla base dei grandi classici, con variazioni minime nelle ricette base per dare il senso di nuovo nella tradizione, come le variazioni di Bach, dove scale diverse danno risultati inaspettati.

Bulevardier

Nella drink list non mancheranno di fare bella mostra di sé variazioni sul Negroni, Martini Cocktail e Margarita, ma si aggiungeranno anche long drink, twist con le bollicine, cocktail dolci e piccanti. Qualche novità e tendenza la mano di Badolato l’ha già assimilata, come inserire drink a base di amaro. Ancora poco praticabile per lui sono i twist con la grappa, che preferisce lasciare alle polibibite futuriste.

Foto: Crediti Alberto Blasetti

Indirizzo

Metropolita 

Piazza Gentile da Fabriano 2 – Roma

Tel: 06 8438 1895

info@metropolita.it

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