Impennata clamorosa delle vendite di vino. Chi è cresciuto di più: i dati incredibili del Liv-ex 100

+70%. Ad influire in modo importante: la nascita di numerose start-up, le nuove app digitali e le vendite online in costante aumento, oltre alle degustazioni online. Ecco chi è cresciuto di più.

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Mondo Vino

L’anno scorso è stato davvero positivo per il mercato del vino, con tutti i principali indici Liv-ex che hanno mostrato importanti aumenti”: le parole di Justin Gibbs, direttore e cofondatore di Liv-ex (il mercato globale per il commercio del vino) sottolineano un trend confortante per il mondo del vino e le sue vendite. Il Bordeaux che un tempo dominava il mercato ha visto scendere di oltre il 50% la sua quota, ma non perché le vendite siano diminuite, ma solo perché è aumentato in modo clamoroso il movimento complessivo. Parliamo di oltre il 70% di crescita dal 2019, grazie soprattutto ai vini della Borgogna, a quelli italiani, americani ed agli Champagne.

Il Liv-ex (London International Vintners Exchange) è il mercato globale del commercio del vino, con sede a Londra, un riferimento per i commercianti di vino di tutto il mondo che qui acquistano e vendono bottiglie provenienti da ogni dove. I dati di Liv-ex sono sempre estremamente affidabili e soprattutto consente di stabilire lo stato di salute del mercato del vino, ed ora evidenziano un movimento in forte espansione e che si sta allargando. Il numero di marchi scambiati sul Liv-ex è infatti aumentato del 70% passando dai 996 del 2019 ai 1.420 del 2020, mentre il numero totale di vini riconducibili a questi marchi (comprese le diverse annate) è cresciuto del 72% nello stesso periodo passando da 6.367 a 8.735.

Trend che non conosce soste anche nell’anno corrente: la chiusura di marzo ha fatto registrare il più alto numero di marchi scambiati (1.250), di cui 130 nuovi arrivi, per un importo complessivo di quasi 110 milioni di dollari di offerte. L’esempio più eclatante di tale fenomeno è rappresentato dalla crescita del Burgundy 150, i cui scambi sono aumentati dell’87% grazie agli investimenti di nuovi collezionisti, mentre i vini italiani hanno fatto registrare un incremento del 45% negli ultimi cinque anni. Interessante anche la crescente attenzione per i vini americani, il cui valore economico degli scambi è passato dal 2% al 7% in un solo anno.

Tra i fattori che hanno influenzato la crescita delle vendite di vino c’è sicuramente la tecnologia: l’introduzione di innovazioni di vario genere, la nascita di numerose start-up, le nuove app digitali e le vendite online in costante aumento, oltre alle degustazioni online, hanno influito in modo importante. “Queste innovazioni tecnologiche hanno avuto un impatto significativo sui modelli di acquisto”, ha affermato Gibbs. “Man mano che il commercio del vino diventa sempre più digitale, assistiamo ad un cambio nelle scelte e nelle abitudini dei collezionisti, che ora possono decidere in prima persona, e rapidamente, come muoversi”. Di conseguenza i vini scambiati attraverso il Liv-ex nel 2020 non provenivano solo da regioni tradizionalmente vocate alla produzione vinicola quali Bordeaux e Borgogna, ma anche da Cina, Ungheria, Svizzera, Austria, Germania, Cile e Argentina.

Il Liv-ex 1000 ha sette indici: due per Bordeaux, uno per Borgogna, Champagne, Rodano, Italia e il “Resto del mondo”, e sono stati scelti in base al loro livello degli scambi al momento della creazione degli indici stessi. Le misurazioni prendono in considerazione il prezzo per singola cassa da 12 bottiglie (nove litri); le eccezioni sono rappresentate dal Domaine de la Romanée-Conti che, a causa dei prezzi elevati e della mancanza di liquidità, si misura sulla forza di una singola bottiglia, e da Petrus e Le Pin che si misurano su confezioni da tre bottiglie.