Niente carriera come avvocato o medico: rinuncia a seguire l’esempio dei genitori per diventare produttrice di vino

Andando contro le tradizioni di famiglia che volevano tutti medici e avvocati Camilla Rossi Chauvenet ha seguito la sua passione e sensibilità verso la natura. Oggi produce ottimi vini nella sua tenuta Massimago in Valpolicella e in una masseria in Puglia

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La Storia

Inseguire il proprio sogno, un sogno che almeno inizialmente si discostava del tutto dalla tradizione di famiglia in cui erano tutti avvocati, medici e professionisti. Paradossalmente però sono state proprio le giornate e le estati trascorse nella tenuta vinicola di famiglia  tra le splendide colline della Valpolicella a far capire a Camilla Rossi Chauvenet che la sua anima così gentile e la sua passione per la natura avrebbero trovato realizzazione solo se si fosse allontanata dallo stile di vita frenetico e stressante della sua famiglia per dedicarsi anima e corpo al suo grande sogno: diventare produttrice di vino con le uve autoctone. Quando annunciò che il suo futuro sarebbe stato produrre vino tutti rimasero perplessi anche perchè in famiglia nessuno beveva vino. Una volta ottenuta la patente così Camilla ha iniziato a frequentare un corso di sommelier e si è letteralmente innamorata del vino.

La giovane Camilla pensava, allora, che nessuno dei suoi familiari avrebbe potuto capire questa sua scelta, ma ironia della sorte col passare del tempo furono proprio le personalità opposte a creare un mix necessario per dare a Camilla la possibilità di superare molti degli ostacoli che si sono presentati lungo il suo percorso. Scelta insolita quella della giovane Rossi Chauvenet non solo rispetto alle tradizioni familiari, ma anche perché non ha iniziato a vinificare nella parte più classica della Valpolicella ovvero quella occidentale, ma nella zona della Valle di Mezzane  dove si trova la tenuta dove ha avviato il suo marchio Massimago. In questa zona si trovano per lo più coltivatori che vendono le loro uve alle cooperative perché non hanno la fortuna di avere un marchio forte o una solidità economica alle spalle. 

Tornata da studi universitari in Italia, in Spagna e in Francia dove ha imparato a conoscere la vinificazione e la viticoltura nel 2003 ha avviato Massimago, e la gente del posto pensava che fosse una pazza e che avrebbe sconvolto la gerarchia della Valpolicella. L’idea iniziale della giovane imprenditrice oltre a produrre vino era quella di gestire un incantevole bed and breakfast tra i vigneti per regalare ai suoi ospiti l’esperienza di vivere in armonia con la natura bevendo ottimo vino e degustando bun cibo. Ben presto, però, si rese conto del motivo per cui tante piccole aziende vinicole si trovavano a chiudere o a vendere le loro uve alle cooperative: la burocrazia. Una burocrazia così pesante e costosa che ben pochi si trovavano a poter affrontare. La via da percorrere, quindi era solo una: aumentare la produzione di bottiglie per riuscire a mantenere una cantina finanziariamente sostenibile. Grazie alla sua intuizione e al duro lavoro così Camilla è diventata in breve tempo un nuovo e splendente volto tra i giovani produttori della parte orientale della Valpolicella che stanno contribuendo a  realizzare vini caratterizzati da una finezza e sfumature nuove. Vedendo i risultati e il duro lavoro della figlia i suoi genitori decisero di entrare nel mondo del vino, evento scioccante per lei. Sua madre, rispettata in famiglia per trasformare in oro tutto ciò che tocca, incoraggiò Camilla a viaggiare in Puglia con lei dopo essere stata ispirata da una conversazione con un produttore di vino pugliese. La madre decise così di acquistare nel 2008 la proprietà storica chiamata Masseria Cuturi 1881 perché “è meglio investire nella terra in quanto può essere tramandata alle generazioni future”.

La Masseria Cuturi è una bellissima proprietà con un’antica fattoria in cui il precedente proprietario fece dissotterrare le secolari viti primitive e così Camilla dovette ripiantare i vigneti delle varietà autoctone pugliesi come il Primitivo, oltre a proteggere ulivi secolari di 500 anni. Anche in Puglia le sfide da affrontare non sono state poche poichè nonostante il terreno fosse relativamente economico è stato estremamente costoso creare un’infrastruttura per ricevere acqua ed elettricità e si sono dovuti pagare numerosi permessi per trovare un’altra cantina a Manduria dove poter produrre il vino finchè non fosse stata pronta la cantina della struttura. Nel 2019 finalmente Camilla vince il secondo posto per la categoria Primitivo ai Radici del Sud 2019, una manifestazione che premia i vini del Sud Italia, e ha ricevuto altri  due riconoscimenti per la sua prima annata ufficiale con il Primitivo Masseria Canturi “Tumà” 2017.

Considerati i 17 anni necessari per vedere i successi della sua azienda in Valpolicella Camilla pensa che non sarà mai testimone della sostenibilità finanziaria della sua proprietà in Puglia. Ma la determinazione di sua madre che le dice sempre “dovresti essere coraggiosa pensare alla prossima generazione” la fa procedere nel suo cammino più determinata che mai anche in periodi estremamente difficili come quest’ultimo anno. Durante i momenti più duri Camilla ricorda sempre il suo sogno originale di produrre vino, il suo scopo nella vita.

Fonte: forbes