Asini in vigna al posto della tecnologia e vitigni rari: così nasce il vino di Bordeaux più costoso del mondo

Loïc Pasquet ha raggiunto un nuovo prezzo record con il suo Liber Pater. Il suo nome è quindi ormai associato all’idea di vino unico, ma soprattutto costoso.

0
141
La Notizia

È ormai una regola che il mitico enologo Loïc Pasquet provochi scalpore con processi ottenuti da metodi di coltivazione non convenzionali, eppure di recente ha raggiunto un nuovo prezzo record con il suo Liber Pater. Il suo nome è quindi ormai associato all’idea di vino unico, ma soprattutto costoso.

Personalità indiscussa nel mondo internazionale del vino, nel 2005 ha rilevato un vigneto di 2,4 ettari nella denominazione Graves a Bordeaux nel sud-ovest della Francia. Da allora ha coltivato i suoi terreni piantando viti rare ed effettuando un faticoso lavoro manuale, utilizzando gli asini in vigna al posto della tecnologia moderna.

Pasquet si affida a vitigni rari come Castets, Tarney-Coulant e Pardotte. Si narra che il suo vino abbia lo stesso sapore che poteva avere nella metà del XIX secolo, prima della classificazione di Bordeaux voluta da Napoleone III e della grande piaga della fillossera.

Le uve utilizzate da Pasquet derivano da una resa in vigneto eccezionalmente bassa, il che spiega almeno in parte il prezzo elevato dei suoi vini. Vengono prodotte solo 1.200 bottiglie di Liber Pater all’anno: è però del tutto evidente che nessuno può verificare se il vino abbia effettivamente un sapore pre-fillossera. Questo è uno dei motivi per cui il Liber Pater viene spesso criticato, tanto che Robert Parker è arrivato a definirlo “assurdamente caro”. Di certo, in fondo, c’è che a Pasquet piace ribellarsi allo status quo nel mondo del vino. Tanto da sostenere che il sistema attuale stia diventando sempre più industriale, e che il vino subirà la stessa sorte del formaggio. Ci saranno vini tecnicamente ben fatti ma senz’anima. Ecco perché secondo lui è necessario lottare contro l’uniformità e preservare il gusto.

Loïc Pasquet non riceve soltanto elogi e prestigio per i suoi metodi e i suoi prezzi, ma anche parecchia invidia. Nel 2015 una parte delle sue vigne è andata distrutta.

Inoltre, il Liber Pater non è stato autorizzato all’Appellation d’Origine Controlée (AOC) Graves perché troppe sono state le linee guida infrante dall’enologo. Tra le critiche che gli sono state mosse c’è il fatto di coltivare troppe varietà in uno spazio ristretto; si dice anche che la rinuncia agli erbicidi sia stata una ragione per la revoca dell’autorizzazione. Il Liber Pater si è affermato come Bordeaux più costoso al mondo nel settembre 2019, quando 240 bottiglie della vendemmia 2015, la prima annata di viti a piede franco, sono state lanciate sul mercato a circa 30.000 euro ciascuna. In media, una bottiglia di Liber Pater costa 4.440 dollari, secondo la piattaforma Wine-Searcher e attualmente è al trentesimo posto tra i 50 vini più costosi. Il prezzo massimo della bottiglia di Liber Pater è impressionante, perché a 37.672 dollari una bottiglia era ancora più costosa dello Scharzhofberger Riesling Trockenbeerenauslese di Egon Müller, al numero 5 della lista.

Secondo quanto riportato da The Drinks Business, una bottiglia da 18 litri dell’annata 2011 è stata recentemente venduta a un cliente privato dalla società di investimenti vinicoli Oeno. Era  una delle sole tre bottiglie di questo tipo che Pasquet aveva imbottigliato nel 2015. Questo significa che due delle bottiglie erano già state vendute, sebbene in origine Pasquet avesse dichiarato di volerle conservare per le sue figlie. Si suppone che il prezzo della 18 litri sarà astronomico: per avere un’idea la terza e ultima bottiglia sarà messa all’asta da Oeno nel 2022 con un prezzo minimo di 210.000 sterline (circa 239.000 euro).