600 bottiglie straordinarie: all’asta la più grande collezione privata di whiskey americani

Sono 600 le bottiglie, suddivise in lotti separati che fanno parte di una collezione maggiore di circa 9000 pezzi. «Batterle all’incanto è meglio che lasciarle riposare in una cantina».

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La Notizia

Finirà lunedì 19 ottobre 2020 l’asta della più grande collezione privata di bourbon e di whiskey americani. Un evento per il mondo degli spirits, il cui incanto è tenuto da “Whisky Auctioneer” che in 10 giorni circa batterà 600 bottiglie, suddivise in lotti separati. Il lotto americano fa parte di una più vasta raccolta di circa 9000 bottiglie di whisky provenienti da tutto il mondo, raccolte in oltre 15 anni di collezionismo rampante. Alcune centinaia erano già state vendute a settembre, ma era solo un piccolo assaggio della grande asta che doveva venire.

La notizia nella notizia è che, al di là del numero di referenze di whiskey americani, la collezione privata messa all’asta nasce da un incontro fortuito, avvenuto in un oscuro e polveroso negozio giapponese molti anni fa, situato sotto una delle stazioni della ferrovia. Fu infatti lì che un anonimo collezionista di nome Pat, durante un pellegrinaggio per conoscere la produzione di whisky del Giappone, seguendo il consiglio di amici di fermarsi in un negozietto un po’ fuori mano, ha scoperto per la prima volta il bourbon: «Quando sono arrivato in quell’incredibile posto, c’era una bottiglia che ha catturato la mia attenzione. Aveva una splendida etichetta scritta a mano. Ho chiesto alla signora che cosa fosse e ho scoperto che si trattava di un bourbon di 19 anni, il che è piuttosto raro. Ho comprato la bottiglia e l’ho assaggiata, una Old St. Nick di 19 anni, e me ne sono innamorato. Resta ancora uno dei migliori bourbon che abbia mai assaggiato». 

Da quel fortuito incontro nella terra del Sol Levante iniziò a dare la caccia a bourbon e altri whiskey americani. Così, in tre lustri di impegnative ricerche, Pat ha assemblato una collezione di tutto rispetto, raccogliendo e catalogando 600 di bottiglie, per il piacere di possedere una grande varietà di liquidi, definita appunto come la più grande scorta privata mai messa all’asta. La collezione comprende un set quasi completo della Buffalo Trace Antique Collection; molti ricercati imbottigliamenti di Pappy Van Winkle; la leggendaria AH Hirsch Reserve del 1974; e quasi 100 bottiglie di Jack Daniel’s, inclusa la Sinatra Century, la Old No.7 Inaugural Bottle e la serie della medaglia d’oro.

Nell’annuncio ufficiale dell’asta, il massimo esperto di bourbon (e collaboratore di Forbes) Fred Minnick ha sottolineato quanto sia speciale la raccolta: «La collezione di whiskey americani di Pat è una miniera d’oro contemporanea di bourbon e ryes rari, incredibilmente difficili da trovare, che vanno da quasi tutte le bottiglie della serie Buffalo Trace Experimental alle ambite esportazioni Van Winkle del 1974. È una delle collezioni più forti che abbia mai visto nei miei 15 anni di carriera». 

Pat ha sostenuto che la sua collezione di 9.000 bottiglie era destinata ad essere aperta e bevuta, anche se alla fine si è reso conto che sarebbe stato impossibile per lui assaggiarli tutti. Da qui nasce la decisione di battere all’asta le bottiglie, lasciandole tornare a girare nel mondo: «Doveva essere una raccolta per far divertire le persone a bere bene. Batterle all’incanto è forse il modo migliore per raggiungere più persone possibile, piuttosto che lasciarle riposare in una cantina. È solo così che riesco a venire a patti con il lasciar andare via tutto. Sono molto contento dell’approccio che sta adottando il banditore, quindi sono in pace». L’asta di bourbon e whiskey americani si chiuderà il 19 ottobre; mentre le altre bottiglie della Pat’s Collection saranno incluse nelle aste mensili di “Whisky Auctioneer”.

Fonte: Forbes