La tempesta perfetta: Dom Perignon vintage 2010, un trofeo conquistato da una vendemmia difficile

Oggi Dom Pérignon è tra i pochi a poter raccontare le peculiarità di una stagione così particolare, attraverso qualcosa che più che una vendemmia è stato un trofeo conquistato: la 2010.

0
47
La Notizia

Una pioggia torrenziale farebbe passare a chiunque la voglia di uscire. Evidentemente Vincent Chaperon, Chef de Cave di Dom Perignon, mal sopporta anche i più piccoli lockdown, specialmente quando in ballo c’è il suo nuovo vintage 2010, figlio di una vendemmia che ha messo a dura prova moltissime Maison che assemblano millesimati. Intorno a ferragosto di quell’anno sulla regione è caduta così tanta acqua che avrebbe messo in difficoltà anche Noé.

Ma è proprio nel momento peggiore che accadono le cose straordinarie.

Assumendosi grandi rischi, oggi Dom Pérignon è tra i pochi a poter raccontare le peculiarità di una stagione così particolare, attraverso qualcosa che più che una vendemmia è stato un trofeo conquistato: la 2010.

La natura spietata di quell’annata si è trasformata in un tripudio di freschezza e di intensità, quasi a suggellare lo stile che Dom Pérignon ricerca sin dalla sua fondazione. Uno champagne complesso, che racconta la durezza di nascere nonostante tutto, ma al contempo un corpo snello, minerale che danza e professa il buon umore.

Come quello che è arrivato anche in questa estate, mai così desiderata. Per celebrare al meglio questa rinascita, la Maison ha portato il suo ultimo Millesimato in una delle cornici più suggestive d’Italia: Capri, da sempre tra le località protagoniste dell’estate italiana. La serata del 30 luglio è stata speciale, perché si è svolta in una delle “istituzioni del buon umore” dell’isola. Il Ristorante Aurora è stato aperto più di cent’anni fa dalla famiglia D’Alessio e oggi è condotto da Mia, che ne rappresenta la terza generazione.

Qui la pizza l’ha fatta da padrone e da padrone di casa. Dom Pérignon ha incontrato la pizza all’acqua del padre di Mia, Gennaro, nata dal bisogno di soddisfare il palato del jet-set internazionale e dalla necessità di rimanere leggeri per continuare a godersi la dolce vita dell’isola.

Pensate che questa pizza era il piatto di benvenuto, oggi è il più richiesto all’Aurora. Solo acqua, farina, poco lievito, mozzarella e basilico freschi e una manciata di peperoncino.

Per esaltare l’acidità agrumata e la struttura del Vintage 2010, Franco Aversa, chef dell’Aurora ha proposto anche due nuove interpretazioni del suo cavallo di battaglia: una con burrata, carpaccio di gambero e scorza di lime e una con uovo, caviale e fogliolina d’oro.

La rinascita dell’isola e del suo turismo generoso non potevano avere un miglior partner per celebrare una ripartenza, così come ha anche ricordato Valeria Righetti, Senior Brand Manager di Dom Pérignon: “La genesi del Vintage 2010 è stata complessa e non priva di incognite. Ma l’audacia, l’esperienza e la maestria dimostrate dallo Chef de Cave hanno permesso alla Maison di raggiungere il traguardo desiderato. Siamo certi che lo spirito che ha animato la nascita di questo Millesimato sarà di ispirazione in un anno come questo, ricco di sfide, stimoli e creatività”.

Alle prossime sfide, e ad altre 2010.