Il Brunello e l’emergenza senza fine: chiesto lo stato di calamità e preoccupano le consegne “in conto vendita”

L’apertura dei ristoranti per sbloccare il settore Horeca ed evitare il rischio di vendite scorrette: ecco la richiesta di Assoenologi per evitare che l’emergenza si trasformi in vera e propria calamità.

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La Notizia

Il Consorzio del Brunello di Montalcino ha chiesto il 28 aprile all’assessore all’Agricoltura della Regione Toscana la dichiarazione dello stato di calamità, con il conseguente accesso al Fondo di solidarietà nazionale ed anche, per fronteggiare i provvedimenti del Governo per quel che concerne la proroga di mutui e debiti, l’attivazione del Mediocredito Toscano. Il Consorzio ha sottolineato come le misure a sostegno del settore, attualmente in fase di studio, non siano ritenute sufficienti per tutelare un’etichetta che caratterizza un prodotto di alta fascia.

In questa fase della crisi – ha dichiarato Fabrizio Bindocci, presidente del Consorzio del Brunello di Montalcino – siamo convinti che occorra oltre a un’adeguata dotazione creditizia, una reazione forte basata su promozione e marketing. Per questo stiamo studiando un piano di presenza nei principali mercati esteri dalla Germania agli Usa, dal Giappone al Canada, per la seconda parte dell’anno. Per questo però riteniamo sia necessario modificare le norme attuative dei programmi di promozione Ocm e Psr attraverso una maggiore flessibilità sulle scadenze, la possibile rinuncia all’investimento senza penali per l’anno in corso e il rilancio delle azioni sul triennio successivo magari ripristinando la misura del cofinanziamento regionale”.

Altra grande criticità è quella legata alla distribuzione dei vini: gli operatori sono preoccupati per il pericolo che venga messa in atto la pericolosa pratica delle consegne “in conto vendita”. Il Club Exellence (associazione di 18 tra i principali operatori della distribuzione del vino di pregio in Italia) ha infatti lanciato un grido d’allarme per scongiurare questo tipo di attività.

Un settore – ha spiegato Lorenzo Righi, direttore di Club Exellence – che nel primo trimestre dell’anno ha visto un calo del fatturato del 30% e che potrebbe arrivare ad un decremento del 60% a fine aprile. In questo quadro nasce la grande preoccupazione collegata all’eventuale adozione della cosiddetta consegna in conto vendita, che qualcuno erroneamente indica quale soluzione alla crisi. La fornitura di un prodotto senza il corrispondente pagamento oltre che essere sleale, minaccia la tenuta di imprese impossibilitate a offrire le medesime condizioni. Non è un caso se proprio di recente il ministero per le Politiche agricole ha aperto uno sportello presso l’Ispettorato repressione frodi al quale segnalare le eventuali pratiche anticoncorrenziali”.

Sui temi legati al rapporto tra vino e ristorazione è intervenuto anche Riccardo Cotarella, presidente dell’Assoenologi (l’associazione degli enologi ed enotecnici italiani), scrivendo al presidente del Consiglio Giuseppe Conte affinché venga “aperta una eventuale nuova riflessione così da agevolare il ritorno alla piena attività della ristorazione seppur con le dovute e necessarie misure anti contagio”.