Tappi difettosi: una cantina fa causa al produttore di sughero per 3,5 milioni di dollari

La compagnia assicurativa di Cayuse chiede un risarcimento dopo che la cantina ha perso gran parte della sua annata 2015 a causa di tappi di sughero contaminati

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La Notizia

Nell’autunno del 2017, l’azienda vinicola americana Cayuse ha diramato un comunicato con il quale informava i propri clienti che un lotto di tappi di sughero difettosi aveva causato la perdita di gran parte dei vini relativi all’annata 2015. Tali bottiglie non vennero messe in commercio e l’azienda provvide a rimborsare i propri clienti attraverso una compagnia assicurativa, che ha in questi giorni citato in giudizio Lafitte Cork & Capsule, il fornitore dei tappi, per oltre 3,5 milioni di dollari a causa dei danni subiti.

Christophe Baron and Trevor Dorland, , Cayuse, Walla Walla, Washington

I tappi contaminati rovinarono circa 3.000 casse di bottiglie da 750 ml ma anche quasi 2.700 magnum (tra cui Bionic Frog, Cailloux Vineyard, En Chamberlin ed En Cerise) dell’azienda Cayuse, i cui vini hanno un prezzo di vendita che compreso tra i 90 e i 175 dollari a bottiglia e che vengono venduti mediante mailing list. In una lettera indirizzata a Wine Spectator, l’enologo e proprietario Christophe Baron ha dichiarato: “Sebbene negli ultimi due anni abbiamo lavorato diligentemente per risolvere questo sfortunato capitolo della nostra storia con il fornitore di sughero Lafitte Cork & Capsule e il suo assicuratore, questi sforzi non hanno avuto successo”.

La compagnia assicurativa di Cayuse ha quindi intentato una causa contro Lafitte depositando la documentazione presso la Corte distrettuale degli Stati Uniti della California del Nord alla fine di gennaio. Si è deciso di procedere in questo modo poiché l’assicuratore era responsabile ai sensi della polizza sottoscritta per le perdite subite da Cayuse durante l’imbottigliamento, e quindi ora si cerca di recuperare la somma dall’azienda produttrice di sughero. Fondata nel 1982, Lafitte Cork & Capsule ha sede a Napa e fa parte del gruppo Lafitte, che ha impianti di produzione di sughero in Europa e Sud America.

La causa riguarda solo la compagnia assicurativa al momento, ma il direttore generale della Cayuse Trevor Dorland ha riconosciuto che la situazione potrebbe cambiare: “Abbiamo fatto tutto il possibile per trovare una soluzione”, ha detto a Wine Spectator, “ma senza i risultati sperati”. La compagnia assicurativa afferma che Lafitte ha violato il suo contratto consegnando tappi difettosi con marchio Cayuse e Hors Catégorie alla cantina e fatto false dichiarazioni. Secondo la denuncia, i tappi utilizzati per imbottigliare i vini del 2015 “Introdussero particelle di paraffina, silicio e una pellicola oleosa nel vino Cayuse, contaminandolo e rendendolo inadatto alla vendita sul mercato”.

Cayuse acquistò oltre 44.600 tappi da Lafitte nell’aprile 2017 per un ammontare di 69.000 dollari, secondo quanto scritto nel fascicolo giudiziario, inclusi circa 38.000 tappi per i vini a marchio Cayuse. La cantina notò un problema mentre venivano tappate le bottiglie di Hors Catégorie Syrah nel maggio 2017. La cantina smise di imbottigliare immediatamente quando scoprì la presenza di paraffina nei tappi difettosi e contattò Lafitte. Cayuse afferma che l’azienda Lafitte dichiarò che la contaminazione avrebbe interessato solo i tappi a marchio Hors Catégorie e che la cantina avrebbe potuto procedere all’imbottigliamento del resto dei suoi vini. “Ci hanno detto che i tappi Cayuse provenivano da un secondo, separato lotto di tappi ed erano sicuri”, ha affermato Dorland.

Secondo la denuncia, dopo l’imbottigliamento dei vini, Lafitte ammise che la tappatrice che applicava i rivestimenti in paraffina era nuova e che il primo set di tappi presentava una contaminazione da cera. Successivamente, l’azienda scoprì la presenza di paraffina e di una sostanza oleosa nei vini imbottigliati anche con il secondo set di tappi. Cayuse e Lafitte hanno condotto un’ispezione congiunta dei vini, arrivando a confermare che l’intero imbottigliamento era interessato dalla contaminazione. “Abbiamo rapidamente rimborsato tutti i nostri clienti che avevano acquistato le bottiglie interessate”, ha affermato Baron. “È stata una grande delusione per tutti noi poiché i vini erano molto attesi e già molto acclamati”.

Nato nella regione francese della Champagne, Baron si trasferì nello stato di Washington nei primi anni ’90, piantando il suo primo vigneto nella valle di Walla Walla. Ora ha 10 vigneti di proprietà che sono piantati principalmente in uva Rhône e Bordeaux. I suoi vini Cayuse hanno spesso conquistato 90 punti o più sulla scala dei 100 punti di Wine Spectator. Dopo l’episodio relativo alla contaminazione, la cantina è passata a un nuovo produttore di sughero nel 2016. I vini della vendemmia 2015 che sono stati imbottigliati nel 2016 e nel luglio del 2017 sono per fortuna integri.

“È un qualcosa che non ci era mai capitato prima”, ha affermato Dorland, che spera che la situazione possa risolversi rapidamente, “Faremo tutto il possibile per lasciarci alle spalle quanto accaduto per produrre vini all’altezza”. L’azienda produttrice dei tappi in sughero, la Lafitte, non ha rilasciato alcuna dichiarazione al momento.