10 vini rossi da bere a Natale secondo l’Independent in Inghilterra e nonostante la Brexit

Tra i vini suggeriti per le cene di Natale Secondo Terry Kirby dell’Independent, c’è una buona presenza delle aziende italiane con tre prodotti capaci di abbinare qualità e prezzi convenienti. Nonostante la Brexit sia ormai una realtà.

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10 vini rossi da bere a Natale
I Vini

Come si festeggia il Natale nel Regno Unito? Quali sono i consigli dei critici sui vini da acquistare per le feste e da accompagnare alle pietanze che saranno preparate nei giorni della Natività? Secondo Terry Kirby, giornalista dell’Independent, è probabile che alcune di queste bottiglie saranno acquistate e consumate solo in questi giorni, mentre altre hanno un mercato che abbraccia più mesi se non l’intero arco dell’anno. Tra questi ci sono anche tre vini italiani, segno che le produzioni nostrane hanno la capacità di colpire i palati degli inglesi e comunque alla qualità abbinano anche un ottimo rapporto con il prezzo. Ecco i dieci rossi perfetti per un drink natalizio.

Il primo è il Pigassou 2018, dal costo abbastanza contenuto per il consumatore inglese, circa £ 9 pounds (11,00 € in Italia), ricavato da uve autoctone del sud ovest della Francia semisconosciute ai più: marselan e caladoc. Il suo terroir in pratica è in Linguadoca. Ha una resa frizzante e floreale, bevibile sia se servito a temperatura ambiente che freddo, è di medio corpo e con un gradiente alcolico di 13,5 %. Insomma, non proprio un vino da “amouche bouche”, quindi fate attenzione, specialmente se siete a inizio pasto.

Per questo, se qualcuno desidera qualcosa di più leggero (ma non troppo), che possa essere servito anche a temperature più basse, Kirby suggerisce il Mandrarossa Frappato Costadune 2018, un vino in grado di accompagnare le chiacchierate tra gli amici, senza essere aggressivo. Nonostante sia un monovarietale autoctono siciliano, è possibile trovarlo nel Regno Unito ad un prezzo intorno ai £ 10 pounds. Ha sentori leggeri di lampone e viene prodotto a Menfi, nella costa sud-occidentale della Sicilia. Gradazione 13%.

Spostandoci nell’emisfero australe, si può trovare un’altra uva relativamente sconosciuta a molti, specialmente sul suolo inglese. Si tratta del durif, noto anche come petite syrah, originario della Francia, ma ora coltivato ad altre latitudini. Oggi le sue patrie elettive sono l’Australia e gli States. La versione presa in considerazione dal critico dell’Indipendent è il De Bortoli 1628 Durif, prodotto da una famiglia di origine italiana, ormai stabilita nella King Valley a Nord Est di Victoria. Ha note di frutti rossi, con sentori vanigliati e di spezie, dati dalla permanenza in legno. Sicuramente un vino adatto a pietanze elaborate come arrosti di manzo o di tacchino. Bisogna fare attenzione ai suoi 14,5% alcolici. Al pubblico si vende intorno agli £ 11 e almeno in questo è moderato!

Alzando un po’ la fascia di prezzo, vengono presi in considerazione un paio di vini che possono adattarsi a dei secondi meno impegnativi con verdure o carne di pollame, più leggera degli arrosti. Nella Loira, dall’uva Cabernet Franc si produce un vino di medio corpo che comunque conserva una facilità di beva, dai cui bicchieri emergono le note di mora, succose e succulenti per il critico, ma capaci di conservare verticalità e una certa persistenza finale. Il Joel Taluau Les Expression St Nicolas De Bourgueil 2017, venduto a £ 14.25, ha inoltre un’eleganza setosa in bocca che aggiunge piacevolezza al vino.

Simile, ma con una netta inflessione italiana è il Crissante Dolcetto D’Alba 2018 (per l’utente inglese si trova a £ 14,95) con l’asprezza controllata tipica del Piemonte e assolutamente da abbinare, perché delizioso, con funghi, salumi e affettati. Che sia citato da Kirby meraviglia, sorprende e fa comunque piacere, perché di per sé il dolcetto ha perso quell’allure che aveva venti anni fa, almeno in Italia. Il pinot nero invece è più indicato ad accompagnare pietanze grasse o lavorate come l’oca o gli arrosti conditi con salse francesi. Per molti Kirby sarebbe la scelta ideale, ma forse conviene evitare i prezzi eccessivi della Borgogna e guardare all’emisfero australe, dove si può trovare il Nautilus Southern Valys Marlborough Pinot Noir 2014/15 che ha aromi floreali, eleganti con note di frutti rossi e spezie e una lunga persistenza finale in bocca. Il pinot nero, specie se giovane, può accompagnare anche le portate di pesce. Prezzo di partenza intorno ai £ 22.

Alcuni, per tradizione e per palato, amano accompagnare le portate principali dei pasti delle feste con vini di maggiore struttura e complessità, con tannini evidenti che riempiono la bocca e danno soddisfazione come un buon boccone di agnello in salmì. In questo caso Kirby suggerisce un cabernet sauvignon e invita a restare nel nuovo mondo con l’audace Journey’s End Sir Lowry Cabernet Sauvignon 2017 (£ 15 il suo costo), prodotto da Stellenbosch in Sud Africa ha sentori di cedro maturo, frutti rossi, violetta e al naso alcune note balsamiche, riconducibili alla menta, che danno un effetto di freschezza. Oppure consiglia di provare il Petaluma Coonawarra Cabernet Sauvignon 2016 (£ 20) un cabernet australiano tipico di quel terroir, con forte presenza di ribes nero, sapori più aspri e spigolosi, e sostenuto da note erbacee aromatiche. Un azzardo per alcuni palati troppo snob e tradizionali, ma che offre uno spaccato delle terre del mondo australe.

Per i consumatori più difficili e tradizionalisti, in chiusura di pezzo Kirby offre un paio di classici successi europei, per i pasti che davvero contano durante il Natale: la Rioja Vega Venta Jalon Reserva Especial 2014 (venduto a £ 40), vino in edizione limitata da una delle case più prestigiose della Rioja, è leggermente speziato e aromatico, con alcuni tocchi di vaniglia e notevole intensità di sapori di frutta, con un bouquet che non risulta pesante. Anche qui ci vogliono carni grasse oppure importanti, oca, selvaggina e grandi brasati.

Si chiude con l’Italia e si torna in Piemonte con il Michele Chiarlo Barolo Tortoniano 2014, un vino prodotto da una delle grandi famiglie del barolo che presenta una ricchezza aromatica e gustativa fuori dal comune. È profondo, vellutato, ricco sentori di frutta rossa, derivati dall’invecchiamento dell’uva Nebbiolo in rovere per almeno due anni. Una nota aspra è insita nella beva che resta comunque intensa e persistente. Qui emergono le grandi qualità e capacità realizzative dell’azienda e tutto questo naturalmente ha un prezzo, circa £ 45 a bottiglia. Ma in fondo è Natale e qualche volta ci si può lasciare andare a qualche piccolo peccato di gola.

Fonte e foto di independent.uk