La seconda vita di Dom Pérignon: Plénitude 2 e l’incontro con la cucina di Paco Roncero

Il concetto di spazio e tempo e Plénitude 2: la seconda vita di Dom Pérignon. Presentata la Vintage 2002 al Salone dei Tessuti di Milano. Un’esperienza intima, di scoperta e conoscenza, esaltata dal menù elaborato da Paco Roncero.

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La Notizia

Sto bevendo le stelle!”: si dice che siano state queste le parole pronunciate dal monaco benedettino Dom Pierre Pérignon dopo aver assaggiato lo Champagne che aveva creato e che da quel momento in poi avrebbe portato il suo nome. Le sue parole possono descrivere un’esperienza totalizzante, perché la filosofia che da sempre contraddistingue la Maison è la ricerca dell’Armonia come fonte di emozione.

Una ricerca incessante che permette a Dom Pérignon di riaffermare i propri valori estetici e sensoriali – precisione, intensità, tatto, mineralità, complessità e completezza, un modo di abbracciare e sostenere la nota – e che si rinnova di vendemmia in vendemmia. Ed è proprio la vendemmia a rappresentare l’unico vincolo al processo creativo di Vincent Chaperon, dal 1° gennaio 2019 nuovo Chef de Cave di Dom Pérignon, che ogni giorno incarna e interpreta l’ideale estetico della Maison con sensibilità, intelligenza e determinazione.

Il suo atto creativo, come quello del suo predecessore Richard Geoffroy, si reinventa con ogni Millesimo, aggiungendo sia diversità che coerenza al percorso di Dom Pérignon. Esprimere l’essenza di ogni Vintage è impegnativo, perché richiede audacia, assunzione del rischio, superamento dei propri limiti, a volte significa anche accettare che in alcuni anni una vendemmia non potrà essere dichiarata. Ogni Vintage è il risultato di questi processi di creazione ed elaborazione.

Il Tempo è fondamentale nell’equazione di Dom Pérignon e nell’espressione delle sue Plénitude, finestre temporali nelle quali lo Champagne rivela la propria identità in maniera più chiara e incisiva e può quindi essere presentato al mondo. Sono necessari non meno di otto anni di riposo nelle cantine della Maison perché il vino raggiunga ed esprima la sua prima Plénitude, il Vintage.

Dopo 15 anni di lunga, lenta e controllata trasformazione, lo Champagne aumenta la propria energia per raggiungere un picco di vitalità. Elevato a nuove altezze, si dispiega in tutte le dimensioni – più ampio, più profondo, più lungo – dotato di una nuova longevità estesa. Questa nuova vetta prende il nome di Plénitude 2 e rappresenta la seconda vita del Vintage Dom Pérignon.

Foto di Gabriele Zanon

Accanto al Tempo, attraverso la Plénitude 2, Dom Pérignon può idealmente dialogare con un’altra dimensione, quella dello Spazio, a cui da sempre l’uomo guarda con stupore e ammirazione. Questa dualità è qualcosa di condiviso dalla maturazione sui lieviti dello Champagne: lenta e paziente, in cui solo Dom Pérignon è capace di affermare la sua personalità e raggiungere altezze senza precedenti.

Foto di Gabriele Zanon

Il viaggio nella cosmogonia di Vintage 2002 – Plénitude 2 è stato al centro dell’evento al Salone dei Tessuti di Milano. Un’esperienza intima, di scoperta e conoscenza, esaltata dal menù elaborato da Paco Roncero.

Foto di Gabriele Zanon

Roncero indaga il rapporto tra Tempo e Spazio, attraversando tanto l’universo e le sue componenti quanto le caratteristiche che definiscono Vintage 2002 – Plénitude 2. Ecco allora una prima parte della cena dedicata ai Satellites (Satelliti di formaggio Marjorero e cioccolato), le Meteorites (Rocce spugnose di sesamo nero e miso) e i Black Holes (Olive nere reinventate), mentre la seconda parte si concentra su The Origins (Cupola di lava con mini verdure e Carpaccio d’astice con brodo di canocchie), Elevation (Spalla di capretto cotta nella cenere con mojo e patate delle Isole Canarie) e On The Moon (“Luna nitro” di cocco e frutto della passione).

Foto di Gabriele Zanon

“Dom Pérignon è concepito per confrontarsi col tempo e la sua metamorfosi è ciò che rende questo Champagne uno dei vini più complessi mai realizzati. Grazie al Tempo, la Plénitude 2 rivela tutta la complessità di Dom Pérignon e lo eleva alla sua seconda vita – dichiara Valeria Righetti, Senior Brand Manager di Dom Pérignon Italia – La Maison da sempre ispira e si lascia ispirare dalle stelle della gastronomia mondiale e siamo molto felici che Paco Roncero abbia voluto interpretare le potenzialità espressive del Vintage 2002 – Plénitude 2 accompagnandoci in un viaggio nell’universo del fine dining”. 

Foto di Gabriele Zanon

Dom Pérignon è sempre Millesimato e nasce esclusivamente dalle uve raccolte in una singola annata. Sono richiesti non meno di otto anni di paziente elaborazione perché si raggiunga quell’ideale estetico che rappresenta la cifra stilistica della Maison sin dalla sua nascita.

Nell’oscurità delle cantine, all’interno delle bottiglie, il vino compie una trasformazione attiva sui lieviti, raggiungendo l’Armonia che da sempre ne caratterizza l’identità. È completo, tattile, senza soluzione di continuità.

Per ogni Millesimato, fin dal suo concepimento, un numero limitato di bottiglie viene messo da parte nelle cantine, predestinato a una più lunga maturazione. Beneficiando di questa maggiore quantità di tempo, l’attività all’interno della bottiglia aumenta. I lieviti trasmettono la propria energia al vino… conferendogli una nuova e affascinante vita.

Dopo 15 anni di riposo, l’espansione dell’Energia raggiunge il suo picco e Dom Pérignon arriva a un apice di vitalità essenziale e radiosa nel suo stato di Plénitude. Elevato a nuove altezze, si dispiega in tutte le dimensioni – più ampio, più profondo, più lungo – dotato di una nuova longevità estesa. È preciso, intenso, vibrante.