Bollinger. Uno Champagne degno di James Bond da offrire alla vostra bond girl

Un marchio storico che mantiene un altissimo livello qualitativo da quasi due secoli. La punta di diamante? l'introvabile Vieilles Vignes Français prefillossera.

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La Storia

Progredire senza mai tradire lo spirito che fa nascere i grandi progetti, anche senza immaginarli di principio. È alle numerose famiglie d’oltre Reno che si deve la nascita di grandi marchi di Champagne il cui fascino è rimasto inalterato nei secoli. Heidsieck fu la prima, poi Krug, Mumm, Roederer e Bollinger nel 1829, marchio e azienda tuttora gestiti parzialmente a livello familiare e non tenuti sotto gli ampi ombrelli dei grandi gruppi che hanno rastrellato quasi tutti i più famosi nomi storici.

Lo stile vinoso e robusto dei vini della maison è dovuto ad una base maggioritaria di pinot noir vinificato in fusto per le diverse cuvèe destinate ad un lungo e sereno invecchiamento nelle cantine di Ay. Vini importanti che si esprimono bene già all’ora dell’aperitivo per poi adeguarsi o imporsi con autorità anche per tutto il resto del pasto. Poi le cose cambiano, come ovunque, ma da quelle parti molto più lentamente, così come l’affinamento di un grande Champagne.

Con le dovute proporzioni è stato a suo tempo l’approccio all’entry level -un po’ cambiato recentemente- della maison Bollinger a invogliarmi ad approfondire il resto dei blasonati Champagne usciti dalle cantine di Ay. Proprio lo Special Cuvèe fu convincente da subito e rimane ancora oggi un numero uno della sua categoria, affiancato a volte anche dal regolarissimo Brut Réserve di Billecart Salmon, vino del cuore spezzato, ma in entrambi i casi sono vini rivelatori, vini che fanno facilmente intendere quali meraviglie si possano nascondere oltre l’etichetta d’apertura di gamma.

Sul primo piano dei millesimati troviamo le versioni Grand Année, sia in versione bianco che rosè le cui espressioni in annate favorevoli quali la 1999 sono oggi di altissimo profilo, specialmente sul rosè, categoria nella quale sono più spesso i piccoli produttori a zoppicare, mentre sono normalmente i produttori di grande taglia come Bollinger a raggiungere i risultati migliori. Anche qui, il paragone con Billecart resta latente, indimenticabile con il suo profilo sodo, morbido e arrotondato, di mandarino e zenzero, ma quella è un’altra Histoire.

Per raggiungere un’ulteriore gamma di sensazioni più complesse ci si può rivolgere alla selezione R.D. che per chi non fosse addentro ai fatti della Champagne significa Recentemente Sboccato, degorgée. Si tratta quindi di un vino ricavato dalla vendemmia dell’annata indicata in etichetta, molto matura, ma liberata dalle impurità concentrate negli anni a contatto con il tappo solo recentemente. Gli RD stanno mediamente una decina d’anni in cantina sui lieviti prima di essere sboccati e messi in commercio in una condizione ideale di maturità e di freschezza. Epocale per esempio il 1996, ma quasi tutti i millesimi proposti non tradiscono mai le aspettative. Poi decidi tu, se lasciargli altro spazio di tempo in fase di affinamento in bottiglia oppure se tagliargli il collo.

Punta di diamante della produzione Bollinger è ovviamente il Vieilles Vignes Françaises, ricordato periodicamente dagli appassionati come “il pre fillossera”: questo blanc de noir è prodotto in piccola quantità ricavata da due piccoli appezzamenti vitati con porta innesti a piede franco piantato in bassa densità (3000 ceppi per ettaro).  Produzione di estrema nicchia, alternativa al resto della produzione i cui vigneti sono stati destinati allo scopo all’inizio degli anni 60.

La prima annata imbottigliata e messa in commercio è stata la 1969. La superficie totale dei vigneti utilizzati per questo Champagne raro è meno di mezzo ettaro. I cru utilizzati sono ormai due: Clos Saint-Jacques in Ay e Chaudes Terres in Ay, perché nel 2005, la fillossera distrusse il terzo vigneto usato per questo vino, Croix Rouge a Bouzy. Le bottiglie sono numerate e la produzione annuale delle parcelle non innestate ha oscillato nelle ultime vendemmie tra le 3000 e le 5000 bottiglie. Ultima annata considerata degna, la 2007.

La Maison continue de préserver son savoir-faire artisanal tout en intégrant le meilleur des technologies innovantes, afin de poursuivre, à l’avenir, le développement commercial et qualitatif de la marque”.

Ne volete sapere di più? Inscrivetevi al Club Bollinger 1829, oppure bagnatevi le narici nel sensazionale (al naso) Cote aux Enfants, un pinot noir come in Borgogna. Non sarete in Borgogna con il palato ma con la mente sì. Non sarete in Borgogna perché tante cose non si possono fare altrove, almeno di principio, ma in conclusione sì.