Chateau de Malle, il romanticismo in un vino dolce non dolce per la festa della donna.

Un Sauternes teoricamente di seconda fascia ma che in realtà si rivelerà come una grande conquista.

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Il Vino

Volete conquistare una ragazza? Vi consiglio Chateau de Malle. Così si comincia, accompagnando un calice di buon Sauternes ben maturo con un piccolo trancio di torcione di foie gras e null’altro. Pan brioche bello tosto, certo, ma nient’altro. Il resto arriverà presto e lei non lo dimenticherà mai. Come una lettera d’amore incisa sul bordo di un bicchiere di fine cristallo.

Però non al primo appuntamento, ci vuole pazienza. Prima bisognerà conquistarla con la testa e poi con gli argomenti. Ci vuole pazienza, non sono vini da bere giovanissimi questi, ci vuole maturità nel bicchiere e convinzione in testa, passando da una pallida biondina che tenderà con gli anni al castano chiaro, nei capelli e negli occhi, che si rifletteranno nel bicchiere, di egual colore. Con il tempo sarà ambra, ma intanto è questo. Niente teen wines, hanno pochi contenuti e fanno venire la cefalea una volta finita nel calice.

Ne basta poco, di vino, perché non salga il mal di testa, mangiando solo quello però, un bel trancio di foie gras in terrina o in torchon cotto rosa, un mi-cuit per esempio. Mai melenso negli argomenti, mi raccomando. Non è un vino passito, è un vino che ha la sua giusta dose di acidità, se no non vivrebbe decenni più di quanto ti aspetti.

Lei sognerà di essere la principessa di questo bel castello del XVII secolo collocato a Preignac, nel sud ovest francese, ça va sans dire. L’ingresso principale da su un sobrio cancello che anticipa il cortile rurale. Pilastri, due ali che terminano con torri. Un gran bell’ edificio classificato come “storico” dal 1949. Sei in campagna sognando l’Atlantico, ad un’oretta di macchina, se proprio desidera una gita al mare.

Gli piacerà, sarà un bel viaggio, dolce e amaro, con poca acidità ma tanti alti e bassi, quindi niente noia ne’ stucchevolezza. Il Sauternes -di suo- non mi sento di classificarlo come un vino dolce, lui è moelleaux, mentre il foie gras non è proprio amaro, specie se marinato proprio nel Sauternes prima di essere cotto per nove minuti a novanta gradi, in terrina o in torchon. Cotto il giusto, mantenendo il proprio carattere e non perdendosi troppo nei sentimenti.

Come lei, qui i giardini sono tenuti all’italiana, formando bacini (enorme gioco di sensi nelle parole) adornati con statue e, perfino il ninfeo si inserisce nel contesto romantico, profumato come solo un Sauternes può restituire nel bicchiere al tavolo, meglio se basso, da divano o da salotto.

Si diceva in altri tempi che la morte di un uomo sono le pantofole e la poltrona. E allora sarei già morto da tempo e nessuna ragazza mi vorrebbe. Invece è con la calma e le riflessioni che si conquistano le ragazze più attente ai dettagli, grazie alle attenzioni dedicate, anche se hai un po’ di pancia, che alla fine sarà semplicemente un adorno dipinto da grandi cuochi e ottimi produttori di vino.

Château de Malle, 50 ettari di vigneti situati tra i comuni di Preignac, Fargues e Toulenne, rappresenta certamente un monumento storico di rilevanza nazionale ma secondo me va anche oltre, per motivi di affezione. Da sempre in mano alla stessa famiglia, i conti Lur-Saluces, già proprietari dello Château d’Yquem per un certo periodo storico.

Costruita nel 1600, la proprietà durante i secoli ha vissuto momenti altalenanti, alternando grandi fasti a periodi di abbandono, fino a quando, nel 1950, Pierre de Bournazel prese in mano le redini dello Château, ereditato dallo zio Pierre de Lur-Saluces, dedicandosi anima e corpo a ristrutturare la proprietà. Nel 1956 ripiantò tutti i vigneti, affermandosi come uno dei personaggi di spicco della viticoltura di Bordeaux. Scomparso nel 1985, da allora è sua moglie, la Contessa di Bournazel, a portare avanti la tenuta, avvalendosi di un team di validi esperti.

Le annate da buon ricordo? 1967, 1970, 1975. Sarà ora di rinfrescare i ricordi, anzi, ho già ricominciato. Il lusso sta anche nel saper scegliere e non solo comprare.

Qui si coltivano i tre vitigni classici utilizzati per la produzione di Sauternes: semillion, sauvignon e muscadel, vitigni profumati che ogni volta che vengono attaccati dalla muffa nobile di queste parti danno vita a vini eleganti e delicati, profondi e mai banali.

Quanto costa? Quanto dura? Non importa. Se ragioni così non te la meriti. Goditela fino in fondo e basta. Tieniti stretto stretto quello che ti sei conquistato con la mente e che ti bevi nel bicchiere, anche senza neanche rialzarti dal divano con in mano una mimosa.