La Thailandia trionfa ai 50 Best Asia, imponendosi sul Giappone. Crescita prodromica a una possibile emancipazione: “Sarebbe triste se i giovani chef asiatici continuassero a formarsi in Europa. Dobbiamo aprire loro le porte”, è la riflessione del trionfatore Thitid 'Ton' Tassanakajohn.
La storia
Non era mai successo che la cucina thailandese primeggiasse nella classifica asiatica dei 50 Best: il merito va a Le Du, ristorante di Bangkok condotto da Thitid 'Ton' Tassanakajohn, come ufficializzato nella premiazione finalmente in presenza tenuta a Singapore, sulla base delle preferenze espresse da 300 giurati. Prima di lui era già toccato a un altro locale cittadino, Nahm, guidato però da una chef segnata dalla lunga permanenza negli Stati Uniti; dal 2015 al 2018 all’indiano Gaggan Anand (trovate qui la sua ultima intervista, ricca di curiosità), che con il suo format thailandese si è piazzato quinto.“È un sogno che diventa realtà e arriva del tutto inaspettato. Mi sento così onorato di trovarmi in questa sala fra grandissimi chef. I 50 Best hanno un valore speciale per me, non solo per la classifica, ma perché faccio parte di questa famiglia con tanti fratelli e sorelle”, ha dichiarato lo chef, che ha occupato anche il terzo gradino del podio con il suo secondo ristorante di cucina tradizionale thai, Nusara, portato avanti con il fratello Chaisiri insieme a un paio di locali informali. “Mi sembra irreale. Ho aperto Le Du dieci anni fa e siamo partiti molto umilmente, per quanto mi riguarda lo sono ancora. Siamo un ristorante ‘fun dining’ che vuole presentare la cucina del nostro paese con tanto cuore e tanto amore. Sono così felice che mi mancano le parole”.
Ton, come lo chiamano cuochi e amici, ha aperto Le Du nel 2013, dopo essersi formato negli Stati Uniti. Laureato presso il Culinary Institute of America, dove ha concepito il progetto di Le Du (che in thailandese significa “stagione”), è passato a bottega da Eleven Madison Park e Jean Georges. Tappe che gli sono paradossalmente servite per recuperare le radici, quei profumi della cucina materna che lo avevano fatto innamorare del cibo e dei fornelli. Ma il suo percorso è stato tutt’altro che lineare, visto che prima di vestire la toque è stato un bancario.
Oggi la cucina di Le Du ha un concetto ben definito: prodotti thailandesi, ricette agganciate alla memoria, tecniche spesso classiche o europee, per modernizzare i sapori di sempre. Vedi i gamberi di fiume aperti a farfalla, grigliati e serviti con due tipi di riso locale mantecato alla pasta di gamberi.
Ma la considerazione della cucina in Asia sta cambiando, e con essa le possibilità professionali per i giovani cuochi, approssimando forse il giorno dell’emancipazione dalla culla occidentale. “Sarebbe molto triste se tutti i giovani chef asiatici volessero formarsi in Europa. Dobbiamo offrire loro nuove opportunità e aprire loro le porte; bisogna che sappiano che gli chef asiatici possono essere annoverati fra i migliori del mondo”.
Fonte: theworlds50best.com
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Foto: @Le Du