La Mosella, la patria del Riesling (parte prima)

Nel panorama ampelografico mondiale ci sono pochissimi vitigni a bacca bianca che reggono il confronto con lo chardonnay; se poi ci concentriamo sul potenziale espressivo e sulla longevità, allora il conteggio si ferma solamente ad uno: il Riesling.

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La Notizia

I Vini della Mosella

Tra le città di Trier e Koblenza, lungo l’omonimo fiume e i suoi due affluenti principali (Saar e Ruwer), si sviluppa il più rinomato distretto vinicolo di Germania: la Mosella. Conosciuta sino al 2009 con la dicitura “Mosel-Saar-Ruwer” – divenuta oggi semplicemente Mosel -, la denominazione conta oltre 10.000 ha vitati, spesso terrazzati, che sorgono lungo i 150 chilometri curvilinei di questo fiume.

Un percorso che insegue la rifrazione del sole, elemento necessario a contrastare la rigidità di un clima estremo, dovuto a una latitudine limite per la coltivazione della vite (siamo sul 50° parallelo!). Una viticoltura che si alterna continuamente sulle due sponde del fiume e che ospita nelle zone più alte, dove il sole si infrange con maggiore forza, l’indiscusso protagonista di questa regione: il riesling, il vitigno che occupa la metà del vigneto locale e che funge da lente di ingrandimento di un terroir magnifico, dove si realizzano vini dall’impostazione irriproducibile in qualsiasi altra area di Germania.

 

I terreni

più alti della Mosella sono composti prevalentemente dall’ardesia (anche conosciuta come pietra di Lavagna), una particolare varietà di roccia metamorfica, che nasce dalla sovrapposizione progressiva di un limo finissimo. L’aspetto è quello di lastre sottili, facilmente divisibili, piatte e leggere, impermeabili e resistenti agli agenti atmosferici. Con l’acqua piovana l’ardesia rilascia potassio che viene assorbito dalle viti, regalando componenti minerali che si riflettono magistralmente nel bicchiere. Scendendo verso il letto del fiumi si incontrano terreni più pesanti e argillosi, ricchi di humus e quindi anche più fertili, normalmente destinati a vitigni diversi, come il kerner e il Muller Thurgau, che qui non trovano la medesima purezza espressiva.

Nel bicchiere i vini della Mosella vivono la propria fase giovanile all’insegna di note floreali e agrumate, con un immancabile supporto minerale di stampo ferroso che, con il tempo, si evolve in note idrocarburiche dalle più svariate declinazioni, variabili a seconda dell’area di provenienza del vino. Al palato la caratteristica sostanziale dei riesling tedeschi, e in particolare modo della Mosella, è rappresentata da un’acidità portante, che sostiene integralmente quelle che si presentano come le strutture più affilate e taglienti del panorama ampelografico mondiale. L’acidità che sostiene questi vini presenta raramente un valore inferiori a 7 grammi per litro, un valore accentuato dalla tradizionale assenza della fermentazione malolattica. Tuttavia, quello che differenzia maggiormente la Mosella dalle atre regioni tedesche non è il valore analitico (analogo in altre zone), quanto il suo attacco sottile e freddo, affilato come una lama, che sa essere, nelle migliori versioni, anche incredibilmente succoso e coinvolgente. Tradizionalmente con residuo zuccherino, i Riesling della Mosella hanno un’incredibile longevità, seconda solo alle migliori espressioni del Rheingau, anche se entrambe le zone possono sfoggiare una longevità impressionante.

 

Distretti della mosella e alcuni produttori

Il ruwer è tra i dei due affluenti della Mosella sicuramente quello racchiuso da una vallata più stretta e meno soleggiata; condizioni che rendono ancora più rigido il clima e più arduo il raggiungimento di una maturazione adeguata delle uve. L’ardesia che si trova in quest’area è molto frastagliata e di colore bluastro, una tipologia generalmente conosciuta per regalare ai vini un impatto floreale molto deciso. Tra i migliori vignaioli che risiedono lungo il Ruwer ci sono Carl Von Schubert della tenuta Maximin Grunhaus e Peter Geiben della tenuta Karlsmuhle. Tra i migliori vigneti del Ruwer ci sono l’Abtsberg (monopolio di Carl Von Schubert), il Karthauserhof, il Nies’chen ed il Lorenzhofer (monopolio di Karlsmuhle). Nelle annate più calde e soleggiate questi vini, riescono a essere i più puri e profondi della regione.

Carl von schubert

della tenuta Maximin Grunhaus, possiede una collina intera suddivisa in tre vigneti: Abtsberg (il migliore), Herrenberg (il più vasto) e Bruderberg (il meno favorevole). I suoi vini sono caratterizzati da acidità incredibili, mai inferiori a 8gr/l, ma talvolta anche superiori a 10gr/l. Sono vini tradizionali, con residuo zuccherino sempre molto controllato, di enorme e prevedibile longevità.

Karlsmuhle

letteralmente il “mulino di Karl”, è una delle tenute migliori del Ruwer. Il proprietario, Peter Geiben, è un vinificatore molto sensibile che si distingue anche per la capacità di realizzare un Pinot Nero veramente succoso (uno dei pochi!). Tra le sue proprietà spicca per valore il monopolio aziendale del Cru “Lorenzhofer”. I suoi Riesling si distinguono, oltre che per un favorevolissimo rapporto qualità/prezzo, anche per una grandissima finezza.

 

Il saar è il secondo affluente della Mosella e identifica un’area vitata di 600 ettari. Anche questa zona è particolarmente rigida e restia a offrire condizioni ideali per la maturazione delle uve. Rispetto al Ruwer, si caratterizza per una maggiore ampiezza della vallata e, quindi, maggiore solarità. I terreni migliori della Saar sono composti da ardesia “vecchia” molto frastagliata, che si mischia in alcune zone (Saarburg) ad argilla rossastra. I vini della Saar risultano nelle migliori annate i più raffinati della regione, caratterizzati da acidità sostenute e sensazioni di mela e miele che si fondono a fiori e agrumi canditi. Il più famoso e valoroso produttore di quest’area è senza dubbio Egon Muller, con i suoi molteplici pradikatt di Scharzhofberger, il migliore cru dell’area che, eccezione alla regola, non si affaccia sul fiume. Degna di nota anche la tenuta St. Hurbans che ha la proprietà in alcuni dei migliori cru della zona come Bockstein a Ockfen. Tra i migliori vigneti anche Braune Kupp (Wiltingen) e Raucsh (Saarburg).

Egon muller

è il produttore più ricercato e rinomato di Germania. Il suo vigneto Scharzhofberger è per lui così importante che nelle etichette compare con un carattere più evidente rispetto al nome dell’autore. Dai suoi appezzamenti, in parte a piede franco, realizza in rispetto della tradizione solo vini con residuo zuccherino; vini in grado di invecchiare per decenni. E’ un produttore mito le cui versioni dolci staccano quotazioni impressionati ma valgono ogni centesimo del loro costo [produce generalmente 50/60.000 bottiglie].

 

La mittelmosel

rappresenta il cuore pulsante della regione. Parliamo dei 65km che occupano la parte centrale del corso del fiume, nello specifico da Schleich a Enkirch. Qui si trovano spettacolari pareti di ardesia nera che si inerpicano sino a 200 metri sul livello del mare, catturando e riflettendo un’enorme quantità di luce e proteggendo il suolo dall’effetto dell’erosione. L’ardesia che si trova qui è di formazione più recente rispetto a quella di Saar e Ruwer, quindi molto meno frastagliata e più compatta. Un “muro” che in molto casi ha protetto la vite dall’attacco della fillossera (non per niente tra questi vigneti si trova una delle più alte concentrazioni di viti pre-fillossera del mondo). In questo tratto i “Grand Cru” o Cru di prima classe superiore sono numerosi: superando l’ottimo Laurentiuslay, nel comune di Leiwen, la città di Piesport ne ospita uno di particolare valore, il Goldtropchen, famoso per produrre vini dalla magica fragranza e dal sentore di miele che, per l’argilloscisto particolarmente profondo, emana una mineralità spiccata. Più corposi e ricchi i vini che provengono da Juffer Sonnenhur a Brauneberg, un vigneto che all’inizio del secolo scorso era considerato come il migliore della Mosella.

Continuando in direzione Reno ci s’imbatte in una serie impressionante di vigneti “Grand Cru”, che inizia nella città di Bernkastel con il famosissimo Doctor e che continua nella città di Graach con il Dompbrost e nella città di Wehlen con il rispettivo Sonnenhur. Il marchio di fabbrica di Bernkastel è una nota netta di silice, quello di Wehlener, suolo caratterizzato da argilloscisti di basso spessore, è un’intensa raffinatezza e un carattere più caldo, mentre i Graach, coltivati su argilloscisti più spessi, è una profonda nota minerale. Interessanti anche le valutazioni del Klostergarten di Leiwen, dell’Himmelreich di Graach e del Klosterberg di Wehlen.

Successivamente si giunge a Zeltingen, uno dei comuni più grandi e migliori della Mosella, con diversi vigneti “premier cru”. Questo comune sancisce la fine del “muro” di ardesia nera che viene sostituito a Urzig da un argilloscisto rossastro che conferisce ai vini un carattere più esotico (pompelmo rosa) ed una maggiore spezia (ginepro). Il “Grand Cru” per eccellenza con queste caratteristiche è il Wurzgarten. Chiude la serie dei vigneti “Grand Cru” il comune di Erden, con i “caldi” vini provenienti da Pralat e gli austeri vini di Treppchen.

Così la Mittelmosel volge al termine, lasciando spazio a un panorama che muta drasticamente e dove i vigneti appaiono assai più frazionati e relegati quasi esclusivamente a stretti terrazzamenti, da qui il nome di questa parte di Mosella: Terrassenmosel. In questa zona Heymann-Lowenstein produce comunque ottime versioni di vini secchi e corposi da uve che maturano molto prima rispetto alle zone sopracitate.

 

Acuni dei migliori produttori della mittelmosel (in ordine geografico)

Carl Loewen, Fritz Haag, J.J.Pum, Dr.Loosen e Willi Schaefer.

 le migliori annate degli ultimi anni

1993 – 1994 – 1995 – 1997 – 2001 – 2007 – 2008 – 2009 – 2010

Superfici coltivate a vite e quantità prodotte delle regioni vinicole

 

Regione viticola

 

 

Superfice vita (ha)

 

 

(2001)

 

 

Produzione annuale

 

 

(1990-2000)

 

Assia renana

26333

2552790

Palatinato

23422

2420710

Baden

15866

1195330

Württemberg

11336

1114050

Mosella-saar-ruwer

10392

1520520

Franconia

6040

503420

Nahe

4387

362520

Rheingau

3205

246130

Saale-unstrut

651

17920

Medio reno

562

72830

Ahr

519

43690

Bergstraße assiana

456

37660

Sassonia

446

13430

Totale

103615

10101000

I 12 vitigni più diffusi (2001)

 

Vitigno

 

 

Superfice vitata (ha)

 

 

Percentuale

 

Riesling

21514

20,8%

Müller-thurgau

18609

18%

Spätburgunder

9606

9,5%

Silvaner

6422

6,2%

Kerner

6054

5,8%

Dornfelder

5530

5,3%

Portugieser

5039

4,9%

Bacchus

2967

2,9%

Grauburgunder

2905

2,8%

Scheurebe

2693

2,6%

Trollinger

2615

2,5%

Schwarzriesling

2481

2,4%

 

Tra le città di Trier e Koblenza, lungo l’omonimo fiume e i suoi due affluenti principali (Saar e Ruwer), si sviluppa il più rinomato distretto vinicolo di Germania: la Mosella. Conosciuta sino al 2009 con la dicitura “Mosel-Saar-Ruwer” – divenuta oggi semplicemente Mosel -, la denominazione conta oltre 10.000 ha vitati, spesso terrazzati, che sorgono lungo i 150 chilometri curvilinei di questo fiume.

Un percorso che insegue la rifrazione del sole, elemento necessario a contrastare la rigidità di un clima estremo, dovuto a una latitudine limite per la coltivazione della vite (siamo sul 50° parallelo!). Una viticoltura che si alterna continuamente sulle due sponde del fiume e che ospita nelle zone più alte, dove il sole si infrange con maggiore forza, l’indiscusso protagonista di questa regione: il riesling, il vitigno che occupa la metà del vigneto locale e che funge da lente di ingrandimento di un terroir magnifico, dove si realizzano vini dall’impostazione irriproducibile in qualsiasi altra area di Germania.

 

I terreni

più alti della Mosella sono composti prevalentemente dall’ardesia (anche conosciuta come pietra di Lavagna), una particolare varietà di roccia metamorfica, che nasce dalla sovrapposizione progressiva di un limo finissimo. L’aspetto è quello di lastre sottili, facilmente divisibili, piatte e leggere, impermeabili e resistenti agli agenti atmosferici. Con l’acqua piovana l’ardesia rilascia potassio che viene assorbito dalle viti, regalando componenti minerali che si riflettono magistralmente nel bicchiere. Scendendo verso il letto del fiumi si incontrano terreni più pesanti e argillosi, ricchi di humus e quindi anche più fertili, normalmente destinati a vitigni diversi, come il kerner e il Muller Thurgau, che qui non trovano la medesima purezza espressiva.

Nel bicchiere i vini della Mosella vivono la propria fase giovanile all’insegna di note floreali e agrumate, con un immancabile supporto minerale di stampo ferroso che, con il tempo, si evolve in note idrocarburiche dalle più svariate declinazioni, variabili a seconda dell’area di provenienza del vino. Al palato la caratteristica sostanziale dei riesling tedeschi, e in particolare modo della Mosella, è rappresentata da un’acidità portante, che sostiene integralmente quelle che si presentano come le strutture più affilate e taglienti del panorama ampelografico mondiale. L’acidità che sostiene questi vini presenta raramente un valore inferiori a 7 grammi per litro, un valore accentuato dalla tradizionale assenza della fermentazione malolattica. Tuttavia, quello che differenzia maggiormente la Mosella dalle atre regioni tedesche non è il valore analitico (analogo in altre zone), quanto il suo attacco sottile e freddo, affilato come una lama, che sa essere, nelle migliori versioni, anche incredibilmente succoso e coinvolgente. Tradizionalmente con residuo zuccherino, i Riesling della Mosella hanno un’incredibile longevità, seconda solo alle migliori espressioni del Rheingau, anche se entrambe le zone possono sfoggiare una longevità impressionante.

 

Distretti della mosella e alcuni produttori

Il ruwer è tra i dei due affluenti della Mosella sicuramente quello racchiuso da una vallata più stretta e meno soleggiata; condizioni che rendono ancora più rigido il clima e più arduo il raggiungimento di una maturazione adeguata delle uve. L’ardesia che si trova in quest’area è molto frastagliata e di colore bluastro, una tipologia generalmente conosciuta per regalare ai vini un impatto floreale molto deciso. Tra i migliori vignaioli che risiedono lungo il Ruwer ci sono Carl Von Schubert della tenuta Maximin Grunhaus e Peter Geiben della tenuta Karlsmuhle. Tra i migliori vigneti del Ruwer ci sono l’Abtsberg (monopolio di Carl Von Schubert), il Karthauserhof, il Nies’chen ed il Lorenzhofer (monopolio di Karlsmuhle). Nelle annate più calde e soleggiate questi vini, riescono a essere i più puri e profondi della regione.

Carl von schubert

della tenuta Maximin Grunhaus, possiede una collina intera suddivisa in tre vigneti: Abtsberg (il migliore), Herrenberg (il più vasto) e Bruderberg (il meno favorevole). I suoi vini sono caratterizzati da acidità incredibili, mai inferiori a 8gr/l, ma talvolta anche superiori a 10gr/l. Sono vini tradizionali, con residuo zuccherino sempre molto controllato, di enorme e prevedibile longevità.

Karlsmuhle

letteralmente il “mulino di Karl”, è una delle tenute migliori del Ruwer. Il proprietario, Peter Geiben, è un vinificatore molto sensibile che si distingue anche per la capacità di realizzare un Pinot Nero veramente succoso (uno dei pochi!). Tra le sue proprietà spicca per valore il monopolio aziendale del Cru “Lorenzhofer”. I suoi Riesling si distinguono, oltre che per un favorevolissimo rapporto qualità/prezzo, anche per una grandissima finezza.

 

Il saar è il secondo affluente della Mosella e identifica un’area vitata di 600 ettari. Anche questa zona è particolarmente rigida e restia a offrire condizioni ideali per la maturazione delle uve. Rispetto al Ruwer, si caratterizza per una maggiore ampiezza della vallata e, quindi, maggiore solarità. I terreni migliori della Saar sono composti da ardesia “vecchia” molto frastagliata, che si mischia in alcune zone (Saarburg) ad argilla rossastra. I vini della Saar risultano nelle migliori annate i più raffinati della regione, caratterizzati da acidità sostenute e sensazioni di mela e miele che si fondono a fiori e agrumi canditi. Il più famoso e valoroso produttore di quest’area è senza dubbio Egon Muller, con i suoi molteplici pradikatt di Scharzhofberger, il migliore cru dell’area che, eccezione alla regola, non si affaccia sul fiume. Degna di nota anche la tenuta St. Hurbans che ha la proprietà in alcuni dei migliori cru della zona come Bockstein a Ockfen. Tra i migliori vigneti anche Braune Kupp (Wiltingen) e Raucsh (Saarburg).

Egon muller

è il produttore più ricercato e rinomato di Germania. Il suo vigneto Scharzhofberger è per lui così importante che nelle etichette compare con un carattere più evidente rispetto al nome dell’autore. Dai suoi appezzamenti, in parte a piede franco, realizza in rispetto della tradizione solo vini con residuo zuccherino; vini in grado di invecchiare per decenni. E’ un produttore mito le cui versioni dolci staccano quotazioni impressionati ma valgono ogni centesimo del loro costo [produce generalmente 50/60.000 bottiglie].

 

La mittelmosel

rappresenta il cuore pulsante della regione. Parliamo dei 65km che occupano la parte centrale del corso del fiume, nello specifico da Schleich a Enkirch. Qui si trovano spettacolari pareti di ardesia nera che si inerpicano sino a 200 metri sul livello del mare, catturando e riflettendo un’enorme quantità di luce e proteggendo il suolo dall’effetto dell’erosione. L’ardesia che si trova qui è di formazione più recente rispetto a quella di Saar e Ruwer, quindi molto meno frastagliata e più compatta. Un “muro” che in molto casi ha protetto la vite dall’attacco della fillossera (non per niente tra questi vigneti si trova una delle più alte concentrazioni di viti pre-fillossera del mondo). In questo tratto i “Grand Cru” o Cru di prima classe superiore sono numerosi: superando l’ottimo Laurentiuslay, nel comune di Leiwen, la città di Piesport ne ospita uno di particolare valore, il Goldtropchen, famoso per produrre vini dalla magica fragranza e dal sentore di miele che, per l’argilloscisto particolarmente profondo, emana una mineralità spiccata. Più corposi e ricchi i vini che provengono da Juffer Sonnenhur a Brauneberg, un vigneto che all’inizio del secolo scorso era considerato come il migliore della Mosella.

Continuando in direzione Reno ci s’imbatte in una serie impressionante di vigneti “Grand Cru”, che inizia nella città di Bernkastel con il famosissimo Doctor e che continua nella città di Graach con il Dompbrost e nella città di Wehlen con il rispettivo Sonnenhur. Il marchio di fabbrica di Bernkastel è una nota netta di silice, quello di Wehlener, suolo caratterizzato da argilloscisti di basso spessore, è un’intensa raffinatezza e un carattere più caldo, mentre i Graach, coltivati su argilloscisti più spessi, è una profonda nota minerale. Interessanti anche le valutazioni del Klostergarten di Leiwen, dell’Himmelreich di Graach e del Klosterberg di Wehlen.

Successivamente si giunge a Zeltingen, uno dei comuni più grandi e migliori della Mosella, con diversi vigneti “premier cru”. Questo comune sancisce la fine del “muro” di ardesia nera che viene sostituito a Urzig da un argilloscisto rossastro che conferisce ai vini un carattere più esotico (pompelmo rosa) ed una maggiore spezia (ginepro). Il “Grand Cru” per eccellenza con queste caratteristiche è il Wurzgarten. Chiude la serie dei vigneti “Grand Cru” il comune di Erden, con i “caldi” vini provenienti da Pralat e gli austeri vini di Treppchen.

Così la Mittelmosel volge al termine, lasciando spazio a un panorama che muta drasticamente e dove i vigneti appaiono assai più frazionati e relegati quasi esclusivamente a stretti terrazzamenti, da qui il nome di questa parte di Mosella: Terrassenmosel. In questa zona Heymann-Lowenstein produce comunque ottime versioni di vini secchi e corposi da uve che maturano molto prima rispetto alle zone sopracitate.

 

Acuni dei migliori produttori della mittelmosel (in ordine geografico)

Carl Loewen, Fritz Haag, J.J.Pum, Dr.Loosen e Willi Schaefer.

 le migliori annate degli ultimi anni

1993 – 1994 – 1995 – 1997 – 2001 – 2007 – 2008 – 2009 – 2010

Superfici coltivate a vite e quantità prodotte delle regioni vinicole

 

Regione viticola

 

 

Superfice vita (ha)

 

 

(2001)

 

 

Produzione annuale

 

 

(1990-2000)

 

Assia renana

26333

2552790

Palatinato

23422

2420710

Baden

15866

1195330

Württemberg

11336

1114050

Mosella-saar-ruwer

10392

1520520

Franconia

6040

503420

Nahe

4387

362520

Rheingau

3205

246130

Saale-unstrut

651

17920

Medio reno

562

72830

Ahr

519

43690

Bergstraße assiana

456

37660

Sassonia

446

13430

Totale

103615

10101000

I 12 vitigni più diffusi (2001)

 

Vitigno

 

 

Superfice vitata (ha)

 

 

Percentuale

 

Riesling

21514

20,8%

Müller-thurgau

18609

18%

Spätburgunder

9606

9,5%

Silvaner

6422

6,2%

Kerner

6054

5,8%

Dornfelder

5530

5,3%

Portugieser

5039

4,9%

Bacchus

2967

2,9%

Grauburgunder

2905

2,8%

Scheurebe

2693

2,6%

Trollinger

2615

2,5%

Schwarzriesling

2481

2,4%

 

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