Luce 2020, in anteprima la grande Toscana di Tenuta Luce

In anteprima, l’esperienza d’assaggio del Luce 2020. Un blend di Sangiovese e Merlot dal sorso lunghissimo, che entrerà in commercio nel 2023.

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Luce 2020 di Tenuta Luce

L’azienda

Nomen omen è una locuzione che nel caso di Luce appare perfettamente calzante, a partire da quella luminosità inconfondibile che offre la vista a perdita d’occhio tra i vigneti della tenuta a Castelgiocondo nell’area di Montalcino. La cantina, ipogea, si trova sotto un antico casale circondato da un giardino mediterraneo di rara bellezza progettato da Richard Shelbourne.

Il simbolo che rende inconfondibile questo nobile marchio è un sole contornato da dodici raggi fiammeggianti: ispirato dall’altare di una chiesa del XVI secolo, Santo Spirito, opera di Brunelleschi fatta erigere a Firenze su un terreno donato dalla famiglia Frescobaldi. Il sole come fonte di vita, quindi, così come di quell’energia e quel calore che servono a crescere e a nutrire la vite e a far maturare l’uva, ma anche di quel colore brillante che assume il vino in un calice.

Tutto inizia nei primi anni Novanta quando due eminenti personalità del mondo del vino come Vittorio Frescobaldi e Robert Mondavi si incontrano e scelgono Montalcino per dare il via a un progetto innovativo, legato a un vino che potesse superare la tradizione e allo stesso tempo non la dimenticasse.

Ecco quindi l’unione di Sangiovese, elegante vitigno autoctono di rango, con il Merlot dal carattere pieno e rotondo. Fin da subito nell’idea vengono coinvolti i figli di Frescobaldi e Mondavi, Lamberto e Tim: le prime due annate di Luce (1993 e 1994 escono insieme nel 1997). Nel 2004 termina il sodalizio con Mondavi ed è Lamberto Frescobaldi a prendere le redini di Tenuta Luce.

I vigneti si distribuiscono tra i 230 e i 430 metri sul livello del mare: per ciascuna uva coltivata è stato identificato il terreno ideale; l’esposizione a sud ovest garantisce luce e brezza e le condizioni climatiche sono ideali, con notevoli escursioni termiche estive e una naturale protezione dal freddo invernale. Abbiamo visitato i vigneti con l’enologo marchigiano Alessandro Marini, il quale ci ha spiegato come in alto, dove si coltiva il Sangiovese, a prevalere siano il galestro con scisti argillosi e un suolo drenante e ricco di scheletro: da qui acini piccoli e di grande concentrazione.

Più giù è l’argilla a farla da padrona, a garanzia di una riserva idrica che per il Merlot è ideale. Nel mezzo, una fascia di sabbie gialle e arenarie ospita il Cabernet Sauvignon. Le pratiche in vigneto sono le meno invasive possibili e per arricchire il suolo di sostanze organiche si fa ricorso al sovescio con graminacee, leguminose e altre erbe.

Le rese medie per ettaro vengono mantenute basse e il carico ideale per ogni pianta è regolato attraverso un’accurata potatura degli speroni; le potature verdi si effettuano in modo da ottimizzare il rapporto tra apparato fogliare, sole e vento. Si vendemmia a mano parcella per parcella in periodi differenti a seconda dell’uva: prima il Merlot a metà settembre e poi il Sangiovese, tra la fine del mese e metà ottobre. Le uve vengono selezionate ancora prima della pressatura soffice e della fermentazione spontanea con lieviti indigeni; i rimontaggi sono delicati ed eseguiti con bassa frequenza.

I vini

Oltre al primo nato Luce, le etichette della Tenuta prevedono Lucente, anch’esso un blend di Merlot e Sangiovese caratterizzato da una minore complessità e dal frutto piacevolissimo; ancora Luce Brunello e dal 2015 Lux Viti, che vede insieme al Cabernet Sauvignon una piccola parte di Sangiovese.

Luce 2020, che abbiamo avuto modo di assaggiare in anteprima dalle botti, verrà messo in bottiglia in novembre e sarà sul mercato nella primavera del 2023: blend di Sangiovese e Merlot, frutto di una vendemmia regolare, viene vinificato in lotti separati in tulipani di cemento e poi affinato 24 mesi in barriques di rovere francese per l’80% nuove e il 20% di secondo passaggio prima di sostare in vetro altri sei mesi. Come racconta Lamberto Frescobaldi, “l’anno è iniziato nel peggiore dei modi con la pandemia: credo che nessuno di noi dimenticherà mai quei mesi. Noi siamo stati abbastanza fortunati, come produttori di vino liberi di muoverci tra vigne e cantina.

Ricordando la bellissima primavera del 2020, prendiamo Luce come simbolo di un nuovo inizio dopo tempi così difficili che non dimenticheremo e che speriamo di non rivedere mai più. Per quel che riguarda il vino, il gioco è fatto e non possiamo tornare indietro, mi sembra un grande vino, con una gran bella consistenza e una freschezza notevole”.

In effetti, come abbiamo potuto osservare con Alessandro Marini, in questo vino il legno è già molto ben integrato e mantiene la struttura senza coprire il frutto. Questo si conferma degustando tre annate differenti come la 2019, la 2016 e la 2013, con un filo conduttore dato dall’eleganza e da un’intensità mitigata dalla freschezza di spezie e macchia mediterranea. In bocca velluto, corpo struttura e ragguardevole lunghezza. Un grande vino.

 Indirizzo

Tenuta Luce

Tenuta Luce, Loc. Castelgiocondo, 53024 Montalcino SI

Tel: 055 27141

Sito web