I migliori vini d’Italia secondo Luca Gardini. Diciottesimo numero

Un appuntamento settimanale per scoprire le eccellenze vinicole italiane: Luca Gardini seleziona per noi le bottiglie più interessanti fra rossi, bianchi e rosé, con un focus sui vini naturali. Ecco la diciottesima tappa del suo itinerario enoico.

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I 10 vini della settimana di Luca Gardini

ROSSI

Petrolo

Val d’Arno di Sopra DOC Merlot Vigna Galatrona 2020

 

Petrolo, la creatura di Luca Sanjust di Teulada, alla guida della cantina fondata da nonno Gastone nel 1947 (anche se le origini della tenuta sono del ‘700) fin dagli anni ‘90, continua nel suo cammino, che ha come obiettivo finale la qualità. Un territorio benedetto, certo, incastonato in un panorama incontaminato, e allora compito primario di chi fa il vino è trasformare con mano leggera, quasi invisibile. L’apoteosi del lavoro di accuratezza svolto da anni è questo Galatrona: Merlot in purezza, naso nitido, ribes rosso, con un finale di scorza di sanguinella e alloro, bocca croccante-salmastra, con ritorno agrumato e finale persistente, lievemente mentolato.

Otto Ettari

Montecucco Sangiovese DOCG Riserva 2018

 

In quel paradiso naturale che è la Maremma, per la precisione a Montenero d’Orcia, si realizza una sorta di ideale gemellaggio tra Italia e Germania, ma si sa che in questa zona il Sangiovese fa (davvero) miracoli. Manfred e Andreas Kunert, cugini, le mogli Andrea e Corina, Gianni Bartolommei e Jacopo Vagaggini hanno un’idea comune: sfruttare al meglio vocazione del territorio e passione per arrivare ad imbottigliare prodotti unici. Un eccellente Sangiovese ‘annata’, e questo Riserva, altra lettura di precisione e finezza. Piccoli frutti rossi al naso, melagrana, tocchi di maggiorana e zest di arancia. Bocca tesa e croccante, con tannini salati e finale di ottima persistenza.

Cantina Girlan

Alto Adige DOC Pinot Noir Riserva Vigna Ganger 2017

 

Una vera e propria leggenda di cantina associativa, con sede a Cornaiano (già identificato come ‘borgo vinicolo’ di Girlan attorno all’anno 1000). Nasce nel 1923, dall’iniziativa di 23 viticoltori, all’interno di un maso storico, risalente al sedicesimo secolo. Ora, conclusi gli imponenti lavori di ristrutturazione conservativa, Girlan si posiziona ancora più fortemente come un pilastro enoico nell’Oltradige e nella Bassa Atesina, forte dei 200 soci viticultori e dei 220 ettari complessivi vitati. Un artigianato raffinato con focus sui territoriali, tra cui spicca questa Riserva, frutto di un pluriennale lavoro di zonazione, che ha identificato un cru di poco più di un ettaro e mezzo a Mazzon. Ribes nero al naso, tocchi di sottobosco e officinali, di rosmarino, poi ginepro e chinotto. Bocca salmastro-sapida, succosa, lunghissima.

BIANCHI

COLLEMASSARI

Montecucco DOC Vermentino Irisse 2021

 

Tutta la spinta salmastra della Maremma, e la mano di grandissima finezza di una cantina che la storia della Maremma vitivinicola ha contribuito ha crearla, sul fronte dei vini rossi, con un’etichetta iconica come il Grattamacco, ma anche con un bellissimo percorso sui vini bianchi, evidenziato da questo Irisse, per l’appunto Vermentino (con piccola partecipazione di Grechetto) bio. Rovere in affinamento, un vino dal naso finissimo, tocchi di cedro, sentori di caco, gelsomino e salvia, con speziatura di cannella. La bocca è tesa, croccante e compatta, con ritorno fruttato e bella persistenza.

Jermann

Venezia Giulia IGT Vintage Tunina 2019

 

Un’azienda-totem del movimento vitivinicolo friulano, capace di rivoluzionare, fin dagli anni ’70, la viticoltura del Collio, grazie all’opera e alle visioni di Silvio, che ora cura, con le stesse idee di prossimità degli esordi, i 170 ettari aziendali, collocati tra Villanova di Farra e Ruttars. Questa, la bottiglia della svolta, prodotta per la prima volta nel 1975. Un freschissimo blend di vitigni, internazionali e territoriali, a costruire un complesso, sfaccettato e riuscitissimo, affresco ‘in bianco’. Naso di ricchezza, fiori di zagara, zafferano, nettarina e salvia, con bella nota balsamica. Bocca sapida, di persistenza, finale con ritorno fruttato.

BOLLICINE

Maso Martis

TrentoDoc Blanc de Blancs

 

Maso Martis è da ormai più di un trentennio tra le realtà di riferimento per tutto il movimento del TrentoDoc. Siamo a Martignano, ai piedi del Monte Calisio, l’idea di praticare fin dagli esordi una viticultura di prossimità, concentrandosi fin da subito sugli spumantizzati. 12 ettari coltivati su terreno collocato a circa 450 metri slm, a prevalenza calcarea. Chardonnay, Pinot Nero, Pinot Meunier ma anche Moscato Rosa i vitigni rappresentati, curati con grande attenzione da Antonio e Roberta Stelzer, ora coadiuvati dalle giovanissime figlie Alessandra e Maddalena. Questo Blanc de Blancs è un vero monumento allo Chardonnay trentino. Naso con note di bergamotto, poi ortica e maggiorana, gelsomino e un tocco di eucalipto. Beva sapida, tesa, persistente.

Ca’ Rugate

Lessini Durello DOC Riserva Metodo Classico Pas Dosé Amedeo 2016

 

Una pregevolissima storia aziendale snodata tra Valpolicella e Soave Classico, quella di Ca’ Rugate, dove l’antica tradizione del fare vino incontra i nuovi principi di prossimità, con un lungo percorso di avvicinamento alla certificazione biologica delle bottiglie, a partire dalla vendemmia 2020. Il territorio della Durella completa il quadro di ricchezza della produzione aziendale con apice in questo spumantizzato di classe, da uve coltivate in Località Brenton, nella zona collinare del comune di Roncà. Timo cedrino, limone di Sorrento, piccola ammandorlatura in chiusura. Bocca tesa e croccante, con bella tensione salmastra-iodata e persistenza.

ROSATO

Mora&Memo

Isola dei Nuraghi IGT È 2020

 

Elisabetta Pala, figlia d’arte, alla guida della brillante realtà con sede a Serdiana, nel sud della Sardegna, appena a Nord di Cagliari, ha da sempre, fin dalla nascita di Mora & Memo, autonomia di vedute e stile rispetto alla cantina di famiglia; tanto da concretizzarsi in una linea di bottiglie sbarazzine e anticonvenzionali, l’idea di restituire la tempra di un territorio di peculiarità come quello sardo. In un progetto imperniato, fin dalle etichette – le ‘Bandidas’ create appositamente dall’artista Katia Marcias – sulla proverbiale tenacia delle donne sarde, Elisabetta, nei 40 ettari di proprietà, crea vini capaci di raccontare storie antiche ma sempre attuali, come questo rosato da Cannonau e Monica, naso con note di mora rossa, salvia limonata e rosa canina. La bocca è sapido-salmastra, croccante e con ritorno fruttato.

DOLCE

LAMOLE DI LAMOLE

Vinsanto del Chianti Classico DOC 2017

 

Una storia moderna che si sviluppa a partire dal secondo dopoguerra, imperniata in una tradizione vitivinicola che risale al XIV° secolo, Lamole di Lamole è una delle firme più autorevoli della denominazione del Chianti Classico, in una serie di bottiglie che uniscono cura filologica a grande contemporaneità. Come è questo Vinsanto del Chianti Classico DOC, da blend di Trebbiano Toscano, Malvasia e altri vitigni, provenienti da vigne sui 600 metri slm, affinato nei classici caratelli da 50 a 100 litri, ha note di albicocca matura, timo disidratato e cannella, con tocchi di miele di acacia. La bocca è succosa, sapida, con grande persistenza.

NATURALE

OCCHIPINTI

Sicilia DOC Il Frappato 2020

 

Una delle paladine della viticoltura vinnaturista, capace di mantenersi a livelli di grande affidabilità qualitativa nonostante l’approccio antinterventista, abbinato peraltro a solide conoscenze tecniche. A favore di Arianna e dell’indiscutibile lucidità della sua visione giocano la splendida collocazione, Vittoria, sud dei Monti Iblei, e questo vitigno misterico, forse la sua lettura più riuscita, un territoriale di grande espressività, potente e nervoso e insieme raffinato e vellutato. Fermentazione spontanea, 12 mesi in rovere. Mirtillo al naso, tocchi di tabacco fresco e sottobosco, mirto e macchia mediterranea. Bocca succosa, persistente, sapida.