Luca Gardini: “Ecco 10 bottiglie per veri appassionati di vini: i migliori assaggi della settimana”. Decimo numero

Un appuntamento settimanale per scoprire le eccellenze vinicole italiane: Luca Gardini seleziona per noi le bottiglie più interessanti fra rossi, bianchi e rosé, con un focus sui vini naturali. Ecco la decima tappa del suo itinerario enoico.

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I 10 vini della settimana di Luca Gardini

Decimo Numero

ROSSI

1.BANFI

Brunello di Montalcino DOCG Vigna Marrucheto 2017

Una casata che ha fatto la storia moderna di Montalcino, capace di affiancare, da sempre, a numeri importanti un costante impegno a livello qualitativo, spesso orientato a valorizzare il concetto di ‘singola vigna’. Come questo splendido Brunello, da tre parcelle di Vigna Marrucheto, una delle concretizzazioni della sapienza enologica di casa. Naso di marasche sotto spirito, tocchi di rabarbaro e salmastri, di frutti di cappero. Bocca succosa, di bella sapidità e persistenza, con ritorno fruttato.

2.BOROLI

Barolo DOCG Brunella 2018

Una cantina relativamente giovane, con un bel progetto imprenditoriale risalente all’800 che poi, dagli anni ’90 del secolo scorso, si concentra anche sulla viticoltura. Un marchio ormai di grande affidabilità in ambito Barolo, che si sta facendo strada a suon di bottiglie iconiche, come questa, assaggiata in anteprima. Siamo a Castiglione Falletto, settore occidentale del cru Villero, un succoso Barolo che mostra grande freschezza. Lampone, arancia sanguinella, gardenia, poi chiodi di garofano. Bocca di densità e tensione, tannini sapidi, finale di persistenza.

3. Ricasoli 1141

Toscana Igt Casalferro 2018

Quasi 1000 anni di storia vitivinicola a Gaiole in Chianti, zona di Chianti Classico DOCG, ma con grande vocazione anche sugli internazionali, come dimostra ampiamente questa storica bottiglia, uscita in first release nel 1993. Prodotto per la prima volta, oltre che con le migliori uve del vigneto omonimo, anche con contributi da vigne Pecchierino e Sodacci, Casalferro 2018 è un Merlot in purezza di caratura, al naso profumi intensi di mirtillo, ribes ed erbe balsamiche. Al gusto è ampio, elegante e di spettacolare pulizia. Tannini setosi, ottima bevibilità.

BIANCHI

4.CANTINE BARONE

Cilento DOC Fiano Vignolella 2020

Una cantina che lodevolmente si occupa di rafforzare la tradizione di un’areale, quello cilentano, soltanto recentemente ritornato a calcare palcoscenici adeguati alla sua storia plurimillenaria. Nata dalle ceneri della Cantina Sociale di Rutino, Cantine Barone fin dal 2004 si occupa di produrre territoriali in letture di fedeltà varietale, come questo splendido Fiano, naso di cedro, poi gelsomino e nettarina, la bocca è salmastra-sapida, con finale di persistenza e ritorno fruttato-agrumato.

5.CANTINA SAN MICHELE APPIANO

Alto Adige Chardonnay DOC Sanct Valentin 2019

Impeccabile, come al solito, interpretazione per una cantina cooperativa di grandissima tradizione, che ha contribuito impagabilmente ad alzare l’asticella qualitativo-stilistica di tutti i bianchi altoatesini. Profilo olfattivo dinamico e sfaccettato, per l’alternarsi di note di frutta fresca e officinali-speziate, mela Golden in testa, con chiusura di timo cedrino e menta selvatica. Palato che fonde sensazioni fruttate e salmastre, densità e grande persistenza.

BOLLICINE

6.CANTINE DELLA VOLTA

Spumante Brut Metodo Classico Blanc De Noirs Il Mattaglio 2016

Uno dei prodotti più sorprendenti della cantina guidata da Christian Bellei, dal 2010 a riscrivere la storia dei rifermentati in bottiglia, a base Lambrusco, con uso mirabile del Metodo Classico. Questo, da vigneti di Pinot Nero in località Riccò, comune di Serramazzoni, provincia di Modena, è uno squarcio sul futuro di un territorio di cui evidentemente ancora non si è esplorata interamente la potenzialità. 46 mesi sui lieviti, naso di susina gialla, timo cedrino, con sferzate di fiori gialli. Bocca sapido-croccante, finale con ritorno officinale-floreale.

7. PARUSSO

VSDQ Metodo classico Extra Brut 30 mesi

 

Una grandissima firm, interprete di alcune tra le esperienze più significative in ambito Barolo che qui, inseguendo le ‘vulcaniche’ intuizioni di Marco, apre una nuova stagione con un’interpretazione ispiratissima di Nebbiolo sì, ma in versione spumantizzata. 100 mesi sui lieviti, un elegantissimo vino che evidenzia al naso tocchi di nespola, pesca gialla, con chiusura speziata, ricordo di pepe bianco e note balsamiche. In bocca teso, bollicina croccante e densa. Piacevole acidità e finale salino, di grande profondità e ottima beva.

ROSATO

8.TACCO ROSA

Salento IGT Negroamaro Rosato Tacco Rosa 2021

Il ritorno alle origini di Dario Stefàno, senatore della Repubblica, che proprio all’avito Salento dedica questo vino, unica etichetta della sua cantina, nato da una passione personale per la tipologia. Vigne di 40 anni, allevate nella tradizionale forma ad alberello, in zona Cellino San Marco, provincia di Brindisi, lavorato in solo acciaio, un vino dal naso di maggiorana e pompelmo rosa, con tocchi di noce moscata, la bocca è succosa e salmastra, con bella persistenza e ritorno agrumato-officinale.

DOLCE

9.CÀ DI RAJO

Torchiato di Fregona DOCG Colli di Conegliano Ciàcoe

Una consolidata tradizione vinicola, quella di famiglia Cecchetto, punto fermo della zona del Piave, con il bonus della conservazione di modalità di allevamento storiche (ed altamente coreografiche) come la Bellussera. 80 anni dedicati alla viticoltura, 100 ettari coltivati tra Veneto e Friuli, con approccio artigianale in vigna e idee moderne in cantina. Questo, una vera chicca, un vino di lunghissima tradizione, attestato fin dal ‘600, in versione sorprendente, fichi caramellati e frutta secca al naso, bocca salmastra, finale di freschezza.

NATURALE

10.ELISABETTA FORADORI

Vigneti delle Dolomiti IGT Nosiola Fontanasanta 2019

Cantina pioniera della biodinamica, quella di Elisabetta, ora accompagnata nel suo progetto di lungimiranza, ormai policolturale, dai figli Emilio, Theo e Myrtha. Dagli anni ’80 in poi, una delle aziende leader della ‘rinascita’ vitivinicola trentina. Questa, una Nosiola d’autore, cui la spinta macerazione conferisce tridimensionalità olfattivo-gustativa. Rosmarino al naso, poi albicocca, zest di clementina e tocchi iodati, bocca tesa e salmastro-sapida, con finale ammandorlato.