I migliori vini sotto i 25 euro da bere questa primavera: la selezione di Decanter per il 2022

Decanter compila l’elenco dei migliori vini sotto i 25 euro da gustare a primavera. Dal Roero Arnais del Piemonte all’Etna Rosso siciliano, ecco le etichette nostrane selezionate dalla celebre piattaforma internazionale.

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La notizia

In un articolo abbastanza pop apparso sulla rivista Decanter a firma della giornalista free-lance Ines Salpico si è parlato dei “vini della primavera” che si aprono alla freschezza, alla mineralità e alla presenza della frutta fresca e che possono essere abbinati alle verdure di stagione. Come sempre, la redazione di Decanter analizza vini provenienti da tutto il mondo, rivolgendosi ad un pubblico londinese o comunque inglese, abituato ad importare i vini. La discriminante, però, non è solo quali vini siano più indicati per la Primavera, ma soprattutto i costi che, come in tutti i Paesi europei, per via della guerra cominciano a mordere le tasche dei consumatori. Per cui la brava Ines Salpico ha messo in fila uno dietro l’altro una serie di vini che si possono trovare a meno di 20 sterline. E devo dire che la cosa può essere davvero di aiuto per il lettore che, avvicinandosi agli scaffali del supermercato, lasciando spaziare la vista sulla lunga fila di bottiglie allineate e colorate, spesso ha l’imbarazzo della scelta.

Diciamo anche che il prezzo limite di 20 sterline, per noi italiani abbastanza alto, visto che al cambio siamo intorno ai 25 euro, per gli inglesi è più che normale, non tanto per via degli stipendi più alti, ma per il fatto che le bottiglie sono tutte importate. Una cosa simile in Italia si potrebbe fare fissando il prezzo limite di 5 euro e ne verrebbe fuori un bel panorama di vini abbordabili e di buona qualità. Tornando al pezzo, la giornalista si sofferma sul carattere dei vini presi in considerazione e sulle possibilità di connubio che offrono con i cibi. Resistono i bianchi con struttura che presentano espressività aromatica, corpo e consistenza. Queste tipologie potranno abbinarsi a diversi piatti come le insalate primaverili, le grigliate di pesce o anche a piatti di carne meno intensi di stufati o bolliti. I blend a base di viognier o gewürtraminer danno aromi freschi e piacevoli con sentori di frutta bianca, un corpo che va da medio a pieno, una bella spalla acida e alle volte una consistenza cremosa in bocca.

Villiera Sauvignon Blanc

Tra i vini da esplorare ci sono il Moschofilero in Grecia o il Furmint in Ungheria, dal quale si ricavano anche vini secchi con una distinta consistenza minerale. Per la giornalista anche il Muscadet sarebbe una scelta sicura. Mentre tra gli italiani viene nominato tra i “bianchi di primavera” solo il Roero Arnais del Piemonte. Un peccato, perché nel Regno Unito a prezzi contenuti si possono trovare il Frascati Superiore Docg e il Vermentino di Gallura Docg, due vini altrettanto adatti ad accompagnare le pietanze primaverili.

Valpolicella Superiore Capitel Nicalò Tedeschi 2019

Con la stagione più temperata tornano sulle tavole anche gli splendidi rosati. Belli a vedersi, freschi, profumati, di facile abbinamento perché trasversali, sono vini che divertono, danno allegria e senso di festa. Possono andare dai pallidi provenzali, tipo il Pierrefeu-Côtes de Provence, un blend di Grenache, Syrah, Cinsault, ai rosati più marcati come il Thymiopoulos, un vino greco di maggiore carattere per via dell’abbondante sole che ricevono le uve. Assenti (giustificati) nel pezzo sono i rosati italiani che, sebbene in crescita nelle attenzioni dei consumatori nostrani, non hanno ancora la forza di convincere i bevitori o le bevitrici d’OltremanicaÈ più facile trovare negli shop rosati cileni che un Chiaretto di Bardolino. Peccato, perché -senza nulla togliere ai greci e ai macedoni- un rosato da uve primitivo o sangiovese ha certamente un carattere pari se nono superiore, battendosela anche sui prezzi al dettaglio.

 

Etna Rosso Pietradolce

In tema di rossi da servire freschi, con meno forza tannica e magari più spalla acida e vivacità in bocca al momento le preferenze inglesi si rivolgono verso i Beaujolais o i Pinot Nero cileni. Inoltre, la giornalista suggerisce ai suoi lettori di avventurarsi a provare la purezza vulcanica del nostro Etna Rosso. Non manca di nominare un rosso dell’Alentejo settentrionale. Entrambi avrebbero un’affinità quasi naturale con la freschezza. Nelle serate primaverili più fresche, se non ancora freddine (siamo pur sempre nel Regno Unito), la Selpico consiglia di tenere a portata di mano qualche rosso più caldo e confortante, utili anche per un barbecue. Tra questi sarebbe bene pensare ad un Valpolicella o ad un vino della Navarra, due regioni da tenere d’occhio, entrambe sottovalutate ma che offrono qualità ed eleganza robusta, pur conservando una certa freschezza a ottimi prezzi.

La lista completa dei vini sotto i 25 euro consigliati da Decanter

Fonte: decanter.com