Come 4 amici hanno trasformato un caffè vintage in un tempio dei vini naturali: la sfida enoica di Palinuro Bar a Milano

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Palinuro Bar

Si conoscono intorno ad un tavolo, bevendo vino. Ecco come nasce il racconto di quattro soci che hanno intrapreso la sfida di aprire un nuovo locale a Milano durante la pandemia. C’è voluto coraggio, pianificazione strategica e tanta passione per il mondo dei vini naturali. La proposta è di offrire non solo un’enoteca, ma un luogo di cultura, design, scambio e informazione.

La storia

Il team è composto da 4 soci: Antonio Crescente, oste e sommelier che, formatosi nel ristorante 28 Posti di Marco Ambrosino -un’eccellenza della nuova cucina italiana- continua con Champagne Socialist, locale di riferimento per il vino naturale; Nicola Nunziata, artista visivo e visual designer; Fabrizio Vatieri, artista visivo, musicista e dj (Insieme sono Op–Fot: uno studio indipendente di fotografia e video); Davide Coppo, infine, scrittore e copywriter, da oltre dieci anni nel team di Rivista Studio, una delle testate leader in Europa nel campo della cultura e del lifestyle.

Crediti Giulia Ticozzi

Tutte le nostre energie e i nostri background sono andati a confluire insieme intorno a bicchieri e bottiglie di vino, appassionandoci così a questo mondo”. Nel pieno del secondo lockdown si ritrovano davanti alla voglia di Antonio di aprire un locale tutto suo e decidono quindi di raccogliere questa sfida insieme.

“Il primo posto che abbiamo visto si è rivelato essere poi quello che abbiamo rilevato. È stato tutto immediato, non potrebbe mai più ricapitare una fortuna così” dice Davide. La zona (tra Loreto e Città Studi) e il locale così caratteristico per la sua architettura interna hanno subito colpito i soci, ma la scelta non è stata avventata, in quanto la pianificazione imprenditoriale è stata frutto di molto studio e numerose opzioni con diversi scenari (causa Covid-19). “Quando abbiamo rilevato l’attività era zona rossa, e siamo stati fortunati perché abbiamo aperto il 17 giugno, giorno in cui è stato spostato il coprifuoco”.

Il locale

Nato e riproposto come locale identitario di quartiere, ha l’auspicio di mantenere un pezzo di storia della città. “C’è una forte passione per design e architettura da parte di tutti, perciò abbiamo voluto mantenere lo stile vintage già presente. Ci siamo innamorati di quel tipo di architettura di interni perché era distinto dal solito minimalismo che oggi si può trovare in qualsiasi locale da Berlino a Londra, senza spiccare per identità. Abbiamo preso quanto già presente come come patrimonio da mantenere e valorizzare. Non abbiamo toccato niente, solo integrato alcuni aspetti, cercando di far sposare il vecchio con il nuovodice Davide.

La loro particolarità sta nella scelta di oltre 500 etichette selezionate tra i migliori produttori di vino naturale del mondo, dal Carso al Cile, dall’Etna allo Jura: il wine bar mostra quindi grande attenzione al mondo della cultura e dell’immagine.

La cucina

La proposta è quella di un wine bar e una piccola tavola fredda, lavorando direttamente con produttori che riforniscono semilavorati. Abbiamo deciso di non fare i taglieri, ma di avere una piccola salumeria di terra e di mare. Ti portiamo 50-60 grammi come se fossi in una salumeria/macelleria dice Davide. Il resto sono piattini da condividere come il Macco di fave con friarielli conservati o Filetti di salmerino affumicato con pere fermentate. Nella concezione americana dello ‘sharing is caring’ (la condivisione è cura), si cerca di proporre un’offerta dai piatti semplici e costi ridotti.

Oggi il wine bar è percepito anche come bistrot in cui fare un aperitivo prolungato dove si può anche mangiare abbondantemente. Ma le novità non finiscono qui: l’idea dei soci è quella di dare ancora più valore a questo locale per viverlo come vero e proprio luogo di quartiere, proponendo eventi diurni con produttori con lezioni/tasting di vino.

“Ci teniamo a dire che non vogliamo lasciare il vino da solo ma circondarlo da una parte di eventi. Abbiamo anche una piccola edicola di consultazione di riviste indipendenti e di libri d’artista da sfogliare, lentamente!” Un’altra particolarità? È un locale cashless: non accetta contanti, solo carte!

Foto per gentile concessione del locale

Indirizzo

Palinuro Bar

Via Giovanni Paisiello, 28, 20131 Milano MI

Tel: 327 288 6016