“Se sei donna, diventare chef è un’impresa. Mi sono sentita invisibile per anni”: Pía León e le difficoltà in cucina

La “Migliore chef donna del mondo” parla della mancanza di figure femminili nelle cucine e denuncia la differenza di trattamento che ha subito in passato. Oggi, al suo Kjolle, ha creato un ambiente di lavoro equilibrato tra i due sessi dove a vincere è l’aspetto umano.

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La notizia

Per Pía León il mestiere di chef è una gratificante missione di vita e non crede che avrebbe fatto altro con la stessa motivazione. Aveva 21 anni quando è entrata nel team del Central di Lima di Virgilio Martínez dove in un lustro è arrivata a ricoprire il ruolo di head chef. Trascorsi 12 anni, nel 2018 ha debuttato da solista al Kjolle, ristorante di cui è cuoca e proprietaria. Pur essendo ambientato sempre nello stesso edificio del Central, nel quartiere alla moda di Barranco della capitale peruviana, questo nuovo format ha lasciato subito il segno sulla scena gastronomica sud-americana.

Crediti Kjolle

Infatti, l’anno seguente è entrata nella classifica dei 50 migliori ristoranti dell’America Latina in 21esima posizione, ritirando il premio Highest New Entry. All’inizio di quest’anno la León è stata nominata Miglior chef donna del mondo, un riconoscimento che prima di lei ha premiato altre colleghe del calibro di Daniela Soto-Innes, ex Cosme e Atla a New York, nel 2019; la britannica Clare Smyth nel 2018; Ana Roš di Hiša Franko in Slovenia nel 2017; Dominique Crenn di San Francisco nel 2016; e la chef francese Hélène Darroze nel 2015.

Crediti Mil

Quando è diventata “Migliore chef donna del mondo” le sono state inevitabilmente rivolte domande sulla mancanza di figure femminili nelle cucine. Sebbene sia una strenua sostenitrice delle quote rosa nei ristoranti e gestisca un ambiente di lavoro equilibrato tra i sessi, ovvero in numero quasi identico di cuochi e cuoche, afferma di non aver messo in atto nessuna politica “speciale” per incentivare l’assunzione di donne. Crede altresì che le donne abbiano una leadership diversa e più performante rispetto agli uomini e che sia importante sottolinearlo. “Stiamo cercando l’uguaglianza, ma probabilmente possiamo portare differenze. Parlo per la mia esperienza. Ci sono più donne che uomini in posizioni dirigenziali qui, anche perché siamo più organizzate, più attente ai dettagli; delle perfezioniste, insomma”, ha dichiarato alla testata inglese Big Hospitality. La vera rivelazione è arrivata quando ha confessato che agli esordi, prima di lavorare al Central, è stata trattata in modo diverso nelle cucine perché era una donna.

Crediti EFE

Mi sentivo invisibile. Ero una donna tra tanti uomini, tutti chef, tutti con formazione ed esperienza alla pari in altre cucine simili, ma per me è stato un po’ più difficile farmi notare. Le cose sono cambiate radicalmente in questi ultimi anni. Non solo nelle nostre cucine ma ovunque. Certo, c’è ancora molto margine per migliorare”.  Puntando i piedi in questa nuova direzione, la chef non è venuta meno ai valori costruiti nel corso dell’ultimo decennio insieme a Virgilio Martínez, ambasciatore della cucina peruviana nel mondo nonché suo attuale compagno di vita e nel campo professionale. Al Kjolle sono stati mantenuti gli stessi standard, che si concentrano su ciò che lei descrive come l’aspetto umano” dei ristoranti, quella sensibilità che mette in sintonia le persone per comprenderne provenienza, motivazioni, ambizioni, preoccupazioni dei suoi dipendenti.Bisogna tenere a mente che si lavora con le persone, non con parti di macchine, sostituibili, regolabili, mobili”.

Crediti Kjolle

Per garantire un ambiente di lavoro disteso e sano, Pía León consiglia alle cucine che stanno incentivando l’assunzione di più donne di conoscere adeguatamente il proprio personale per stabilire un rapporto sincero e costruttivo. Aggiunge che per intraprendere questa professione ci vuole determinazione ed entusiasmo e, ammettendo il grande sforzo che questo mestiere richiede, pensa che questa sia una occupazione sorprendentemente ipertrofica che riesce a regalare emozioni anche nella sfera personale.

Fonte: bighospitality.co.uk.

Foto di Copertina: Crediti Gustavo Vivan