Le delizie della Costiera in un percorso sensoriale a tutto gusto: Mimmo di Raffaele e i piatti del Belvedere al Belmond Caruso

Al Belmond Caruso di Ravello, Mimmo di Raffaele confeziona una cucina che a seconda dell’occasione offe scampoli di creatività sempre diversi, puntando sulla suggestione dei sapori tipici locali.

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Ristorante Belvedere- Hotel Belmond Caruso Ravello

L’Hotel

Difficile non pensare all’anno 2021 come a una stagione inevitabilmente di transizione per quanto riguarda l’ospitalità alberghiera e i viaggi, in un momento storico caratterizzato dalle incertezze pandemiche e dalla voglia di ripartenza, dalle troppe e confuse condizioni di viaggio che cambiano di Paese in Paese, ma con l’intima speranza che tutto si riaggiusti al più presto e che si possa tornare a una parvenza di normalità.

Ciò nonostante, le novità non sono certo mancate e tra opere di rinnovamento, cambio di casacca da parte di cuochi, proposte stagionali ad hoc e varie inaugurazioni, gli ultimi mesi hanno detto che il settore dell’ospitalità in Italia è più vivace e pimpante che mai. Tra le catene alberghiere che hanno saputo distinguersi più di altre -non solo per la qualità della proposta, ma anche per il dinamismo e la capacità di offrire servizi su misura ai propri clienti- c’è sicuramente Belmond, che sul suolo nazionale vanta diverse strutture, tutte di gran pregio, e spesso una clientela di repeaters perlopiù stranieri (anche se gli ultimi due anni hanno sicuramente riportato una buona percentuale di italiani a vivere le vacanze in casa, senza muoversi troppo).

Una delle destinazioni predilette è stata ed è, come sempre, la Costiera Amalfitana. E qui tra gli indirizzi imperdibili non si può non citare proprio il Belmond Caruso di Ravello, che oltre a godere di una delle viste più belle, e qualcuno direbbe iconiche, in un paesino ricco di storia e di cultura fuori dai clamori della costa, ha saputo mettere sul piatto gustose opportunità per i suoi ospiti, anche in questi giorni di ottobre. Ma andiamo per ordine.

Se gli appuntamenti stagionali a disposizione degli ospiti hanno come sempre offerto una vasta scelta di opportunità per conoscere meglio le delizie della Costiera, come i celebri limoni o la colatura di alici, oppure gli artisti più rappresentativi del territorio (vedi le sculture di Paolo Sandulli a Praiano) e le passeggiate spettacolari come il Sentiero degli Dei, il comparto gastronomico dell’hotel ha messo in campo ancora una volta un’ampia scelta a più livelli, ma sempre confezionata con classe per garantire un excursus nelle tipicità locali.

Dall’aperitivo alla cena romantica, dalla pizza gourmet, ma non solo, da degustare a fianco della celebre Infinity Pool fino alle certezze del territorio espresse dal ristorante Belvedere, al Caruso non c’è sicuramente tempo per annoiarsi a tavola. Anche perché il factotum è il vulcanico Mimmo di Raffaele, casertano Doc che da queste parti bazzica ormai da circa tre lustri.

Lo chef

Campano nell’anima, al punto da aver orgogliosamente intitolato il suo libro di cucina uscito quest’anno Pazziamm ‘ja (con prefazione di Nino Di Costanzo), Di Raffaele in realtà può vantare un background dal respiro internazionale, con il passaggio nella mitica cucina di Fredy Girardet a Losanna, verso la metà degli anni Novanta, anche se il suo percorso a cavallo dei secoli lo ha portato a trascorrere del tempo al Marino alla Scala, a Milano, e poi con Enrico Derflingher all’Eden di Roma, tra gli altri.

Solo nel 2007 approda a Ravello, ammaliato dalla vista e dalla materia prima eccellente, e da qui non si sposta più. Anche se, come si evince dal titolo del libro, ha saputo mettersi in gioco più volte, con una cucina che a seconda dell’occasione, offe sempre scampoli di creatività o gioca con più insistenza la carta della rappresentazione classica dei sapori locali. E la varietà delle proposte del Caruso gioca un ruolo fondamentale in questa possibilità.

Se è vero che la pizza a bordo piscina ha un suo pizzaiolo dedicato, tutto il resto della ristorazione passa attraverso Mimmo di Raffaele, che si preoccupa di volta in volta degli aperitivi serviti al Bar della Loggia, del Belvedere e dello spettacolare tavolo da private dinner che quest’anno ha impreziosito l’offerta gastronomica del Caruso. Un tavolo open air, ma sotto un pergolato, per un numero di persone tra le due e le otto, al massimo, a due passi dall’orto delle aromatiche e realizzato sul più alto dei verdi terrazzamenti che caratterizzano il giardino dell’albergo.

Con un menù degustazione dedicato, e wine pairing, decisamente più creativo e spinto rispetto a quello del Belvedere, e con la complicità del cuoco che fa capolino dalla cucina e si intrattiene con gli ospiti, oltre all’esclusività di una cena intima e raccolta come se tutta la Costiera fosse a propria disposizione per qualche ora.

Il Ristorante Belvedere

Il Ristorante Belvedere invece si muove sulle note più classiche dei sapori campani e ancor più locali, con la Frisella di pane di Agerola con palamita di tonno e burrata di Capaccio ad aprire le danze di un percorso a tutto gusto dove il mare e la terra si sposano alla perfezione e dove la colatura di alici di Cetara presentata nel rombo chiodato con piselli e spinaci, lascia spazio alla Costina di maialino di Tramonti con scarola  mela annurca o allo Stracotto di manzo Beneventano all’aglianico con soffice di patata.

È una cucina, quella del Belvedere, che non va per il sottile giocando di fioretto e manifesta, senza troppi giri di parole, la sua forte appartenenza territoriale con piatti concreti e quasi didattici nel raccontare la napoletanità. Come accade per il Sartù di riso e piselli.

 

 

E a chiudere il cerchio ci pensano i dolci ineffabili del pasticcere Vincenzo Virno, con il Limone bio 2.0 (sfusato amalfitano candito con namelaka al basilico, zabaione al limoncello, cubetti di anacaprese e sorbetto al basilico e limone) o il Babà Caruso senza pensieri, un ricco babà savarin da abbinare a un rum invecchiato di tre a scelta.

Ma se rimane un po’ di spazio prima ancora dei dessert, val la pena curiosare con attenzione nel carrello dei formaggi, visto che la selezione locale proveniente in gran parte dai vicini Monti Lattari è davvero rimarchevole.

L’evento A tu per tu

La stagione dell’Hotel Caruso ha anche un colpo di coda autunnale davvero gustoso in programma: domenica 10 la festa A Tu Per Tu, alla sua prima edizione, promette di far conoscere meglio alcuni dei più rinomati produttori campani e della Costiera. La terrazza del ristorante Belvedere a partire dalle ore 12 (ingresso a 80 euro) si animerà tra degustazioni e discussioni grazie alla presenza di molte eccellenze enogastronomiche.

 

Dai vini di Marisa Cuomo alle mozzarelle di bufala di Paestum, dai limoni della azienda agricola Salvatore Aceto alla colatura di alici di Armatore, a Cetara, fino alla pasta di Gragnano del Pastificio Gentile e i salumi e i formaggi di Tramonti. Una bella occasione anche per scoprire alcuni piatti di Mimmo di Raffaele, che pe l’occasione confezionerà un menù dedicato all’evento. Chissà che non diventi un appuntamento fisso nella lunga stagione del Caruso anche per gli anni a venire.

 

Indirizzo

Belmond Hotel Caruso

Piazza San Giovanni del Toro, 2 – Ravello (Sa)

Tel. 089.858801

www.belmond.com

Foto: Crediti Benedetta Bassanelli