Il vino più invecchiato del mondo: 2000 anni per le anfore scoperte su un relitto in Sicilia, sono dell’epoca di Giulio Cesare

Al largo delle coste siciliane è stato rinvenuto il relitto di una nave che trasportava vino e olio d’oliva nel Mediterraneo all’epoca di Giulio Cesare: le anfore conservate al suo interno risalgono a 2000 anni fa.

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La Notizia

Il relitto di una nave d’epoca romana attorniato da una serie di anfore, comunemente utilizzate in quel periodo per conservare e trasportare il vino e l’olio d’oliva: è la scoperta fatta da un team di ricercatori al largo della costa nord-occidentale della Sicilia.

Crediti ARPA SICILIA
Crediti ARPA SICILIA

L’operazione, condotta dall’Agenzia per la protezione dell’ambiente (ARPA Sicilia) e dalla Soprintendenza del Mare della Regione Sicilia ha consentito di ricondurre le anfore ritrovare al II secolo a.C. Per esplorare il relitto situato ad una profondità di 92 metri, non distante dall’Isole delle Femmine e da Palermo, è stato utilizzato un robot telecomandato. La scoperta consentirebbe di aggiungere ulteriori prove relative al commercio di vino nel Mediterraneo in epoca romana.

Crediti ARPA SICILIA

Ad avvalorare la tesi relativa al florido commercio di vino viene in aiuto la tipologia di anfore, classificate Dressel 1 A, una particolare categoria di recipienti effettivamente utilizzata in epoca romana per trasportare il vino, ma non solo: “Il Mediterraneo ci regala continuamente elementi preziosi per la ricostruzione della nostra storia legata al commercio marittimo” ha affermato Valeria La Vigni, soprintendente al mare della Regione Siciliana, che ha guidato la missione al fianco dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente, ARPA Sicilia.

Quello appena ritrovato è il secondo relitto scoperto nel giro di poche settimane al largo delle coste della Sicilia: a precederlo, un’altra nave situata vicino alla piccola isola di Ustica, anch’essa probabilmente utilizzata per il trasporto del vino.

Lo scorso anno un’azienda vinicola situata sull’Isola d’Elba ha dichiarato di aver ripreso un metodo di lavorazione vecchio di 2.500 anni, che consiste nell’immergere l’uva sotto il mare, attività che probabilmente è stata utilizzata un tempo per poter rendere il vino idoneo ai gusti di Giulio Cesare.

Nell’antichità il vino aveva un ruolo molto importante: “I soldati romani viaggiavano portando con sé delle anfore, vasi di argilla ben fatti e colmi di vino, che diveniva una sorta di ‘carburante’ per i loro combattimenti, ma anche elemento di conforto per affrontare la forte nostalgia di casa”, ha scritto Nina Caplan, in un articolo pubblicato su Decanter nel 2018 e basato sul suo libro The Wandering Vine: Wine, The Romans and Me.

La Caplan ha affermato che dobbiamo ai Greci l’introduzione del vino nel nostro paese. Due anni fa, un team di ricercatori trovò prove molto credibili che dimostravano come i Celti, nell’età del ferro, che vivevano in Borgogna tra il V e il VII secolo a.C., potrebbero aver bevuto vini greci.

Alcuni ricercatori sono andati ancora più a ritroso per scoprire ulteriori dettagli relativi alla storia del vino, e uno studio pubblicato nel 2017 ha certificato il ritrovamento di prove che testimoniavano l’esistenza di attività legate alla viticoltura già 6.000 anni a.C., in quella che corrisponde all’odierna Georgia.

Fonte: decanter.com