L’hotel più bello di Trieste: il Grand Hotel Duchi D’Aosta diventa 5 stelle e riapre l’Harry’s Bistrò

Affacciato su una delle più belle piazze del mondo, Piazza Unità d’Italia, Il Grand Hotel Duchi D’Aosta si appresta a diventare 5 stelle dopo un’accurata ristrutturazione. Nel frattempo in attesa della riapertura del ristorante 2 stelle Michelin Harry’s Piccolo, riapre l’Harry’s Bistrò.

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La Notizia

C’è un’aria di potente rinnovamento in quello che era e sarà l’hotel più bello di Trieste, l’unico in Piazza Unità d’Italia, una delle più belle del mondo e la più grande in Europa affacciata sul mare. Il Grand Hotel Duchi D’Aosta tornerà ad accogliere i suoi ospiti in agosto con una stella in più (sarà quindi un cinque stelle) e il fascino di una ristrutturazione importante che vedrà rinnovate le aree comuni e alcune stanze. Di certo la sua aura di caldo luogo confortevole ne uscirà accresciuta, grazie agli interventi operati sulla base dei progetti dell’architetto milanese Egidio Panzera nel rispetto della storicità del luogo e del suo essere in Friuli Venezia Giulia.

Il nuovo general manager, l’ischitano Antonello Buono, uomo di grande esperienza nel settore, ha detto: “Sarà una bella sfida. Sono stato chiamato dall’attuale proprietario Alfredo Rubino, con il quale è nata da subito un’ottima intesa, a proseguire l’opera di rivalutazione di questo gioiello, iniziata già con la Famiglia Benvenuti Il Grand Hotel Duchi d’Aosta, così come la stessa città di Trieste, ha delle potenzialità inespresse che noi intendiamo sfruttare appieno; per questo, non vediamo l’ora di iniziare questa bella avventura e vincere la scommessa di portare a Trieste un’hotellerie di nicchia e di altissimo livello”.  

 

Dal lato della ristorazione, i lavori ancora in corso hanno indotto Matteo Metullio e Davide De Pra, tandem di assi dei fornelli alla guida di una cucina che si è meritata la seconda stella Michelin, ad attendere l’apertura dell’hotel prima di muoversi con Harry’s Piccolo, il ristorante fiore all’occhiello, iniziando il 4 giugno con il Bistrò. Racconta Matteo: “Riaprire il Piccolo sulla piazza sarebbe un azzardo e non potremmo garantire lo standard abituale: troppe variazioni di temperatura, un po’ di normale confusione sulla piazza; ci si poteva provare con l’aperitivo o con il dessert, ma un servizio completo ci espone a troppe variabili. Del resto con lo strascico della pandemia molti ospiti ci chiedono di stare all’esterno e il Piccolo va vissuto dentro”.

Poco male, perché il menu del Bistrò non sarà per niente banale, fermo il fatto che il personale di servizio, a partire da Elena Brussa Toi a sovrintendere fino alla brigata di cucina, è sempre quello a due stelle e la pasticceria arriverà dal laboratorio di casa, così come saranno alti la cura dei dettagli e l’attenzione alle materie prime. “Certo non ci saranno amuse bouche e piccola pasticceria, ma gli ospiti che vorranno comunque avvicinarsi al mood del Piccolo saranno accontentati con la presenza di qualche piatto simbolo come, ad esempio, il risotto proposto nel menu degustazione (il notevole Harrysotto 2014 con acqua di pomodoro, plancton, acciughe, basilico capperi n.d.r.). Un modo per “toccare” il ristorante principale, perché in ogni caso terremo un livello alto che accontenterà tanto chi vuole assaggiare un paio di piatti quanto chi vorrà addentrarsi nel menu Ricordi di 5 portate”.

In carta si leggono cose interessanti, tra le quali l’insalata di astice con stracchino di capra, zucchine in carpione e gelatina di mela verde o il carbonaro d’Alaska con topinambur, daikon e scarola riccia o il piccione “all’arancia”. In attesa arrivi agosto ci sarà da divertirsi, insomma: “Siamo molto carichi già adesso, ma non vediamo l’ora arrivi il momento di accogliere i clienti al Piccolo, stiamo studiando per far crescere ancora il livello”. Ne vedremo delle belle, allora.