Borgogna e i prezzi inaccessibili della punta della piramide: come i produttori stanno migliorando l’offerta per il consumatore medio

Borgogna, non solo prezzi inarrivabili. Oltre la punta della piramide oramai inaccessibile per un comune mortale, i produttori della regione lavorano per migliorare la qualità dell'offerta per il consumatore medio.

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La Notizia

I vini di Borgogna sono oggi arrivati ad essere, per la maggioranza dei consumatori e appassionati, decisamente proibitivi. Di sicuro se si fa riferimento ai nomi più blasonati che ormai si rivolgono quasi esclusivamente a collezionisti e clienti che non rispecchiano la figura del “bevitore medio”. Ma come sempre, soprattutto nel mondo del vino, molto dipende da specifiche geografiche, nomi, annate e provenienza; quindi se è vero che dalla Borgogna arrivano alcuni dei vini più costosi al mondo, è altrettanto vero che si può anche bere bene senza ipotecare la propria casa.

Ma per capirne di più, dagli albori in cui la magnificenza della Borgogna nacque, fino alle dinamiche oggi innescatesi, abbiamo interpellato Romina Romano, country manager Italia di Les Grands Chais de France, gruppo nato in Alsazia nel 1979, fondato e gestito da Famille Helfrich. L’ascesa è iniziata nel 1981, e oggi Les Grands Chais de France possiede domaine di proprietà nei territori più vocati per la produzione di vini fermi e Crémants, dalla Valle della Loira a Bordeaux, e dal Languedoc – Roussillon, Provenza e Valle del Rodano, fino in Borgogna, nonchè in Jura e Alsazia. È il primo esportatore di vino francese nel mondo, con più di 170 Paesi raggiunti, e partner privilegiato di produttori importanti delle zone più prestigiose di Francia. Una voce sicuramente importante per esplorare il mondo della Borgogna.

Qual è stato il percorso della Borgogna vinicola che nel tempo l’ha portata ad essere la regione del vino più famosa al mondo?

Nel Medioevo, con l’avvento del Cristianesimo, i monaci contribuirono ad elevare professionalmente il lavoro della vigna. A quel tempo, il Cristianesimo stava esplodendo in tutta la Francia. Il vino diventa allora una bevanda sacra: simbolo del sangue di Cristo, è un elemento essenziale nella celebrazione dei riti cristiani. In questi tempi la religione occupa un posto essenziale: vescovi e monaci svolgono un ruolo sociale crescente. Le comunità religiose della Borgogna ricevono donazioni dalla nobiltà locale, spesso sotto forma di terra. Stabiliscono vasti possedimenti, ampliati con l’acquisto di nuovi appezzamenti. A poco a poco, i vini della Borgogna diventano una delle principali risorse politiche ed economiche; strumento di potere e prestigio, vengono consumati in tutta Europa sotto il regno dei potenti duchi di Borgogna, che ne fanno un dono d’elezione. A partire dal XIV secolo, i duchi di Borgogna, proprietari di numerosi vigneti, sperimentarono una grande prosperità economica e politica: il vino diventa allora un attributo di potenza e ricchezza, un simbolo di gusto e raffinatezza. Nei secoli poi la Borgogna si è affermata come la regione vinicola per eccellenza e di riferimento in Francia, con una selezione di parcelle portata all’estremo con 1247 climats.

Quali sono le caratteristiche del terroir di Borgogna che permettono alle uve Chardonnay e Pinot Noir di esprimersi in maniera così eccellente?

Con 1247 climats (tutti AOP), l’eccezionale terroir della Borgogna si esprime attraverso due vitigni “Re”: Pinot Nero e Chardonnay. Varietà che si fondono meravigliosamente con i terreni argillosi-calcarei della regione e hanno questa incredibile capacità di comunicare tutte le peculiarità e le differenze che esistono tra un vigneto e l’altro, tra un appezzamento e l’altro. In Borgogna, il Pinot Nero ha molte sfumature, a seconda del terroir. A Marsannay inizia la Côte de Nuits, molte sono le rinomate denominazioni lungo questa costa, in particolare: Nuits-Saint-Georges, Gevrey-Chambertin, Chambolle-Musigny. Il Pinot coltivato su terreni con marne calcaree dà vita ai vini rossi più strutturati della Borgogna come Romanée, Romanée-Conti, Chambertin, Musigny. La Côte de Beaune regala vini di grande portata, Corton, Beaune premier crus, Pommard. Dà origine a vini grintosi, con aromi tipici di marasca, mora, ribes fragola, lampone, peonia, talvolta speziati, per poi evolvere nel tempo su note di cuoio e sottobosco. Questa varietà elegante è apprezzata dai palati più raffinati e, invecchiando, sa stupire i wine lover più esigenti.

Lo Chardonnay è, invece, il vitigno a bacca bianca più famoso al mondo. Originario della Borgogna, questa varietà  dà vita a vini finissimi che esprimono aromi di fiori bianchi (acacie), nocciole, mandorle, brioches e agrumi quando il vino è giovane. Qui si esprime meravigliosamente e vengono prodotti grandi vini (Meursault, Montrachet), in Côte de Beaune e Chablis, per esempio, questo vitigno apprezza i terreni argillosi-calcarei. In Borgogna viene invecchiato in botti di rovere e gli aromi variano a seconda dei terroir: miele, burro in Côte d´Or, pietra focaia, frutti bianchi (pera, pesca, litchi) a Chablis.

 

Ma la Borgogna è davvero inaccessibile al consumatore medio che vuole bere i suoi vini? Come e perchè si è arrivati ad avere i prezzi attuali?

La Borgogna offre una gamma di vini molto ampia con una classificazione in 4 categorie: Denominazioni regionali (Bourgogne Chardonnay), Villages (Chablis), Premiers Crus (Chablis Premier Cru Beauroy) e Grands Crus (Chablis Grand Cru Bougros). Questa classificazione rende la Borgogna accessibile a tutti i consumatori e a tutti i portafogli, dal momento che i prezzi vanno da 5 (per i beaujolais) a migliaia di euro. Tuttavia, i prezzi dei vini sono aumentati negli ultimi anni, da un lato a causa del calo delle rese in parte dovuto al susseguirsi delle estati siccitose e, dall’altro, a causa della crescente domanda nella regione.


Forse, però, non è così per tutta la Borgogna, potremmo fare qualche distinzione territoriale e soprattutto tipologia di vino?

Sono numerose le proposte nelle sue denominazioni, che permettono ad ogni consumatore di scoprire la tipicità dei suoi vini. Le denominazioni regionali e dei villaggi offrono questa grande diversità a livelli di prezzo abbastanza paragonabili ad altre regioni francesi o italiane. In Italia il nostro Chablis base si attesta intorno ai 22 euro ed è un ottimo punto di partenza per scoprire la scala qualitativa dei vini di Borgogna.

 

Quali sono le migliori annate degli ultimi decenni e a quali prezzi possono arrivare?

A causa dei suoi imprevisti climatici, in particolare gelate primaverili ed episodi di grandine, la Borgogna ha sempre dovuto affrontare grandi sfide durante ogni annata, soprattutto perchè per la fragilità di un vitigno come il Pinot Nero. Oggi, con il riscaldamento globale, si raggiunge la piena maturità più regolarmente ma anche prima. In quest’ultimo decennio abbiamo osservato annate di grande qualità e ricchezza aromatica. Possiamo dire che le annate 2015, 2018, 2019 e 2020 sono annate piuttosto solari, mentre le 2013, 2014, 2016 e 2017 sono più tradizionali con maggiore freschezza e tensione. L’uniformità e la standardizzazione sono parole bandite dal vocabolario degli enologi della Borgogna!