Assaggiati 46.000 vini in 3 mesi: per Forbes la guida Vini d’Italia del Gambero Rosso è la migliore del Paese

È considerata la migliore guida enologica del Bel Paese secondo Forbes, che racconta in che modo la guida vini d'Italia del Gambero Rosso interagisce con gli Stati Uniti e con tanti altri paesi nel mondo.

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La Notizia

Esattamente un anno fa, in occasione dell’uscita della trentatreesima edizione della guida del Gambero Rosso prendeva il via il Tre Bicchieri Tour. Iniziato a Tokyo nell’Ottobre scorso, è stato interrotto a causa della pandemia dopo le tappe di Los Angeles, San Francisco e Napa Valley di inizio Marzo. Il tour è un vero e proprio roadshow dei migliori vini italiani, selezionati dalla Guida del Gambero Rosso, considerata – specie in Nord America – la migliore d’Italia in fatto di enologia, quella ormai famosa per i Tre Bicchieri, il massimo riconoscimento attribuito ai migliori vini d’Italia. Nel tour, insieme ai vini, sono sempre previsti anche interventi dei produttori, masterclass e degustazioni e avrebbe dovuto continuare fino a giugno. Confinato per ragioni di pandemia al solo mondo virtuale, i curatori della Guida si sono subito adattati, trasformando l’evento in una degustazione virtuale di vini su Zoom. Lorenzo Ruggeri, vice-curatore della Guida e conduttore di alcune degustazioni trasmesse per via digitale, ha spiegato che il team della redazione, guidato dai redattori senior Marco Sabellico e Gianni Fabrizio e affiancato da quest’anno da Giuseppe Carrus, ha selezionato da tutta Italia diversi vini da presentare. «L’idea di fondo era quella di riassumere un viaggio tra alcuni stili di vino tradizionali e moderni, prodotti da cantine di piccole e medie dimensioni, passando da uve autoctone a quelle internazionali con un forte senso del luogo di produzione», ha aggiunto.

I vini sono stati raccolti e spediti a cinquanta professionisti del settore vinicolo in diverse zone del Mondo, in preparazione dell’evento di degustazione. Il Gambero Rosso ha inoltre ospitato un rappresentante per cantina al momento della degustazione dal vivo. Ogni produttore ha così fornito una serie di riferimenti sulla cantina, l’annata e il vino; mentre i media, i sommelier e gli altri operatori del settore hanno degustato, fatto domande e preso diligentemente appunti per un evento che alla fine ha soddisfatto tutti. I vini scelti hanno messo chiaramente in mostra la diversità delle uve coltivate e degli stili di produzione in Italia. «La selezione è stata scelta per far capire quello che sta avvenendo oggi in Italia nel mondo del vino», sottolinea Ruggeri. Da rare varietà autoctone, a splendidi bianchi, i vini hanno raccontato le brezze mediterranee, le montagne innevate, i borghi medievali collinari e rinviato anche alla grande tradizione gastronomica del Bel Paese.

A un anno di distanza, in un clima in cui ancora prevale l’incertezza, il Gambero Rosso non perde il coraggio e presenta a Roma, negli studios di Cinecittà, la trentaquattresima edizione della pubblicazione. «Questa è la Guida dei record – sottolineano Carrus, Fabrizio e Sabellico, curatori del volume – In un anno caratterizzato da difficili (se non drammatiche) tensioni che hanno scosso – e continuano a farlo – il mondo, e di conseguenza anche quello del vino, il comparto enologico italiano e la squadra di appassionati degustatori che sono il fulcro di questa pubblicazione hanno risposto in maniera esemplare. È il modo migliore per testimoniare la straordinaria vitalità dell’Italia del Vino che si conferma Paese leader per esportazioni anche nel difficile 2020. Innanzitutto, abbiamo assaggiato molti vini in più rispetto alle scorse edizioni. Circa 2000. Questo vuol dire che la nostra pubblicazione viene vissuta dal mondo della produzione come un supporto irrinunciabile. Assaggiare oltre 46mila vini è stata un’impresa incredibile, se consideriamo la complessità del panorama italiano, da Pantelleria al Ticino (che pur essendo in Svizzera rientra nella Guida) e le condizioni in cui abbiamo dovuto operare. E allora ecco un altro record, quello delle pagine, che dopo l’indispensabile aumento di foliazione arriva a 1056. Tutto questo ha portato il totale delle aziende recensite alla cifra stellare di 2645, oltre 100 in più dello scorso anno. Un risultato impensabile 34 anni fa quando veniva stesa la prima edizione con 465 aziende e circa 1400 vini degustati. In questa edizione troverete valutati ben 24.638 vini. Non ci avremmo scommesso nemmeno noi durante i mesi del lockdown (o meglio: clausura) quando ci interrogavamo sull’effettiva possibilità̀ di realizzare l’edizione 2021. Ora capirete che se nel mondo Vini d’Italia viene definita “The Italian Wine Bible” forse un motivo c’è. La nostra Guida viene tradotta ogni anno in inglese, tedesco, cinese e giapponese ed è uno strumento irrinunciabile per appassionati e operatori professionali di tutto il mondo.» Il testo è un estratto della presentazione al volume, presentato Venerdì 16 Ottobre e riproposto Sabato 17 e Domenica 18, per poter dare a tutti la possibilità di partecipazione, senza violare le normative vigenti che la pandemia impone. Come ogni anno sono stati assegnati alcuni premi speciali, che rappresentano il meglio del meglio della produzione italiana fotografata dal Gambero Rosso. Ecco quelli della Guida Vini d’Italia 2021 e le motivazioni sempre estratte dall’introduzione al volume:

 

«Il premio Rosso dell’Anno va a una sontuosa edizione del Barolo Ornato, la 2016, di Pio Cesare. Un vino di finezza, eleganza e longevità spettacolari che sarà bello seguire nel corso degli anni e che incornicia una prestazione superlativa non solo di questa firma storica ma di tutta la Langa.

Il Bianco dell’Anno viene dalla Valle d’Aosta: è il Sopraquota 900 ’19 della Rosset Terroir. Un vino di finezza indicibile figlio di una viticoltura davvero eroica. Le Bollicine dell’Anno sono appannaggio della Lombardia con l’Oltrepò Pavese Pinot Nero Dosaggio Zero Farfalla Cave Privée ’11 della Ballabio, un marchio storico di Casteggio brillantemente riportato in auge dalla famiglia Nevelli.

Il Rosato dell’Anno è il Cerasuolo d’Abruzzo Piè delle Vigne ’18 di Luigi Cataldi Madonna. Un Rosato di fascino e pienezza – di struttura e colore – figlio della grande tradizione abruzzese reinterpretato alla luce della moderna scienza enologica. Il Vino da Meditazione dell’Anno (quest’anno non è dolce…) è una spettacolare Vernaccia di Oristano Antico Gregori della Contini.

Il millesimo è il 1976. Non è un refuso. Il vino è memorabile. Il Miglior Rapporto Qualità Prezzo va infine al Friuli Pinot Bianco ’19 di Vigneti Le Monde. Un grande bianco friulano accessibile a tutti. Il Premio per il Progetto Solidale, un riconoscimento cui teniamo molto, quest’anno va ancora in Friuli, a Villa Russiz, un’azienda che è anche una fondazione, che mantiene in vita da decenni la casa famiglia Adele Cerruti per minori in difficoltà. Il Premio per la Viticoltura Sostenibile va a una grande azienda siciliana, la Firriato, che oltre a proporre grandi vini, da sempre è impegnata su questo difficile fronte. Il Viticoltore dell’Anno… è donna. Antonella Lombardo nella sua azienda di Bianco, nella Riviera dei Gelsomini, in Calabria, realizza vere perle enologiche e segue ogni fase della lavorazione, dalla potatura della vigna alla cantina.

La Cantina Emergente è la Ridolfi a Montalcino. Tre Bicchieri per la prima volta a uno straordinario Brunello di Montalcino ’15 e un ambizioso progetto in crescita. Il nuovo Premio Speciale Cooperativa dell’Anno va alla San Michele Appiano in Alto Adige. Ci è sembrato importante assegnare un riconoscimento al mondo della cooperazione e nessuna cantina più di questa poteva onorarlo con altrettanta autorevolezza. Infine il premio alla Cantina dell’Anno va al Gruppo Santa Margherita della famiglia Marzotto, che riunisce griffe di assoluto spessore del panorama italiano, dalla Ca’ del Bosco alla Cà Maiol in Lombardia, la Kettmeir in Alto Adige, Lamole di Lamole in Chianti Classico e Mesa in Sardegna. Ognuna di queste ci ha presentato vini di livello eccellente, a cominciare dalla casa madre.»

 Fonte: Forbes e Gambero Rosso