Il fenomeno inarrestabile del gin italiano: sono più di 300 le etichette made in Italy

Si contano ormai più di 300 etichette made in Italy e anche se c'è chi pensa che il mercato sia ormai saturo, c'è da scommettere che la gloria del gin non scemerà presto.

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La Storia

Se l’Italia era conosciuta fino a poco tempo fa per la grappa e i liquori, oggi c’è un nuovo prodotto per cui essere orgogliosi: il gin. Si contano ormai più di 300 etichette made in Italy e anche se c’è chi pensa che il mercato sia ormai saturo, c’è da scommettere che la gloria del gin non scemerà presto.

Una rinnovata passione per il gin tonic conferma, infatti, che i produttori devono continuare a lavorare per mantenere l’ottimo livello qualitativo ottenuto in questi anni. Grazie alle piccole distillerie specializzate, infatti, ogni prodotto ha sfumature caratteristiche che lo rendono unico.

 

Il gin nella storia

Tanti nomi per un solo distillato dalla storia affascinante e un po’ misteriosa: Jenever, Peket,  Genièvre Holland o Dutch Gin, tra gli altri.

Esistono diverse teorie sulla sua nascita ma la più accreditata riferisce che l’invenzione del distillato si debba al professor Francisco Della Boe, docente di Medicina e Fisica presso l’Università di Leyden, in Olanda, dove nel 1600 inventò un rimedio contro i disturbi di stomaco. Era fatto da alcol di grano e bacche di ginepro: la ricetta base del gin.

Anche se nacque come olio terapeutico, presto iniziarono a produrlo in distilleria e dall’Olanda il gin arrivò in Inghilterra grazie a due importanti eventi: la Guerra dei Trent’anni – durante cui gli Olandesi erano famosi per assumere il “Dutch courage” – e l’avvento di Guglielmo d’Orange, grande estimatore del gin, sul trono d’Inghilterra.

Un anno dopo il suo insediamento vietò l’importazione di distillati stranieri, per combattere il cognac francese, e consigliò di utilizzare le eccedenze dei cereali per la produzione di gin.

 

Tipologie di Gin

Il Gin, per definizione e regolamento, è una bevanda spiritosa ottenuta mediante aromatizzazione di alcol di origine agricola con bacche di ginepro. Nella sua produzione possono essere utilizzate soltanto sostanze aromatizzanti naturali oppure identiche a quelle naturali. In alternativa si possono utilizzare delle preparazioni aromatiche, ma il gusto di ginepro deve essere predominante.

Il titolo alcolometrico volumico minimo del Gin distillato è di 37,5 % vol. Il Gin ottenuto unicamente aggiungendo essenze o aromi all’alcol etilico di origine agricola non è Gin distillato.

Capita la regola base, si può giocare con le spezie dando vita a un distillato con nuove sfumature di sapore ma esistono due grandi famiglie:

  • Gin Inglesi: due i metodi per realizzarlo; il primo è tradizionale nel quale rientrano il London dry Gin e il Plymouth Gin, ottenuti attraverso ridistillazione. Il secondo metodo è conosciuto come compounding e prevede l’aromatizzazione con gli oli essenziali delle componenti aromatiche.

  • Gin olandesi: chiamati genever, sono ottenuti partendo da una miscela di cereali, mais, segale e malto d’orzo. Attraverso una prima distillazione, si ottiene un alcol di cereali puro che viene poi ridistillato in presenza delle componenti botaniche. I Gin olandesi di solito titolano meno di 40°, hanno gusto intenso e un colore che può raggiungere il dorato; la qualità più pregiata è lo Schiedam Gin, nato nell’omonima cittadina a poca distanza da Rotterdam, famosa per i mulini che un tempo servivano proprio per la macinazione dei cereali diretti nelle distillerie.

 

I Gin italiani da assaggiare

Tra i tanti ottimi Gin in commercio, vorrei soffermarmi su alcune etichette italiane un po’ particolari, che dovete assolutamente provare.

Di casa al Barz8, uno dei cocktail bar migliori di Torino, il Be8 è stato concepito per la miscelazione. Otto botaniche tra cui, la dominante, il cardamomo. Le note balsamiche miste al sottobosco sono sorprendenti.

Gadir è invece un Gin biologico prodotto dall’infusione a freddo di capperi, bacche di ginepro ed essenze mediterranee. La chiara sapidità si mescola con un più esotico coriandolo, che dà freschezza.

Il Wolfrest Gin nasce nelle Langhe e profuma di tartufo e nocciole. Questi aromi distintivi non potevano esprimere meglio un territorio unico al mondo.

Un sorso di Marconi 46 è come passeggiare nel bosco. La nota balsamica è data da due pini diversi, il Mugo e il Cembro: un omaggio all’altopiano di Asiago, da cui provengono i produttori.

Gli ingredienti di Diogeo inneggiano alle colline su cui nasce: Moscato, menta fresca, timo e altre erbe piemontesi che vengono distillate poche ore dopo la raccolta; un vero e proprio sorso di Langhe per un Gin che promette di stupire per caratteristiche organolettiche e qualità.