Milano torna a fare da laboratorio per le nuove tendenze del food & beverage con un’apertura che promette di riscrivere le regole della degustazione. In via Savona 17, nel vivace tessuto meneghino, ha ufficialmente debuttato Reverso, il primo smart wine bar d’Italia. Un locale pensato per abbattere ogni barriera e timore reverenziale legato al mondo del vino, fondendo la libertà della tecnologia digitale con il piacere autentico della convivialità.
Un'idea nata tra amici e viaggi
Dietro questo concept inedito e brevettato c'è una storia di passione e amicizia. A idearlo è stato Francesco Baccaglini, avvocato e commercialista con la valigia in mano, che durante un soggiorno a Londra è rimasto affascinato dai dispenser di vino intelligenti. Al suo ritorno ha coinvolto nel progetto Matteo Colafrancesco e Stefano Santi, unendo professionalità e background differenti. Come amano raccontare con ironia, invece dei classici tre amici al bar, qui sono tre amici che hanno letteralmente creato un bar per celebrare il vino senza l'ansia del giudizio.
La tecnologia al servizio del calice: cento etichette e un sommelier IA
Il cuore pulsante del locale è una scenografica parete retroilluminata dotata di wine dispenser di ultima generazione. Qui trovano spazio cento etichette in contemporanea, pronte per essere degustate al calice in assoluta autonomia. La cantina complessiva vanta oltre 1.500 bottiglie in continua evoluzione, selezionate dal capo sommelier Francesco Venezia: un viaggio che spazia equamente tra grandi classici italiani, eccellenze internazionali (Borgogna, Bordeaux e Champagne), vini naturali, referenze no/low alcol e una chicca di sakè. I prezzi variano dai 2 ai 200 euro, con schede tecniche fisiche e digitali per ogni bottiglia.

Ma la vera rivoluzione tecnologica è il sommelier virtuale: una chat interattiva basata sull'intelligenza artificiale pensata per guidare i clienti meno esperti o semplicemente curiosi. L’AI dialoga con l’ospite, interpreta i suoi gusti del momento e consiglia il calice ideale, azzerando la paura di sbagliare o di subire il giudizio della sommellerie classica. Nota di merito: la tecnologia non sale in cattedra da sola. A completare l'offerta ci sono professionisti in carne e ossa, pronti a intervenire in qualsiasi momento. Inoltre, chi si innamora di un vino bevuto al tavolo può acquistarlo da asporto: se la bottiglia viene comprata dopo la degustazione, il costo del tasting viene interamente scalato dal prezzo finale.
Dal calice al piatto: tapas e contaminazioni milanesi
A completare l'esperienza sensoriale ci pensa la proposta gastronomica guidata dallo chef Matteo Giovanoli (classe 1988 e fondatore di Autentico Bistrot), presente in prima persona nella cucina del locale. Partendo dall'idea di un consumo dinamico e fluido, il menu punta su una formula a base di tapas e piccoli piatti ideali per essere condivisi e abbinati a più calici nel corso della serata.

Il fil rouge della cucina è una milanesità rivisitata che dialoga apertamente con suggestioni dal mondo. Esempio lampante è il piatto Rotta verso Est, un connubio originale tra noodles di grano, crema di carote, speck d’anatra, gambero e fonduta di pecorino: una cucina concreta e priva di inutili esercizi di stile.
I giovani bevono meglio: il nuovo volto dei consumi
Aperto sette giorni su sette, dal pranzo fino al dopo-cena, Reverso apre una finestra importante sul futuro del settore enologico e sul rapporto delle nuove generazioni con il calice. Come sottolinea Baccaglini, l’idea che i giovani non amino più il vino è un falso mito: oggi si beve semplicemente con maggiore consapevolezza. Meno quantità, più qualità, con una forte attenzione alla sostenibilità, alla genuinità del prodotto e a uno storytelling trasparente.
A Milano, insomma, il futuro del vino è già iniziato: un calice alla volta, guidati dall'intuito umano e, perché no, da un tocco di intelligenza artificiale.
