Non è la trama di una serie noir, ma il clamoroso blitz che ha fatto tremare i collezionisti e gli amanti del buon bere. Nel cuore pulsante di Monforte d’Alba, una delle capitali indiscusse dei grandi rossi piemontesi, l'eccellenza enologica è diventata la preda perfetta per un manipolo di "ladri sommelier". A finire nel mirino di una banda ultra-specializzata è stata la storica cantina Conterno Fantino, spogliata in un solo colpo dei suoi gioielli più preziosi: oltre tremila bottiglie di pregiatissimo Barolo, per un valore complessivo che supera centinaia di migliaia di euro.
La notizia
A far scalpore, più che l'entità del bottino, è la fredda accuratezza del raid. Scoccata la mezzanotte – per l'esattezza alle 23:58 – quattro uomini incappucciati e protetti da guanti scuri si sono insinuati tra le vigne, sbucando dal buio come spettri. Nessuna irruzione rumorosa, nessuna forzatura scomposta. Una volta dentro i magazzini, i malviventi hanno operato con un livello di conoscenza logistica quasi chirurgico: hanno messo in moto i muletti dell'azienda stessa e, per circa tre ore, hanno selezionato rigorosamente le casse più pregiate, a partire dal leggendario Vigna Sorì Ginestra, vera e propria icona desiderata dalle aste internazionali. La fuga è stata un saggio di astuzia e coordinazione. Caricate le casse sui furgoni della cantina, i ladri hanno spinto i veicoli a motore spento lungo il viale d'accesso, muovendosi nel silenzio assoluto per non svegliare i residenti. Soltanto all'imbocco della strada provinciale il rombo dei motori ha segnato la scomparsa definitiva del prezioso carico.

Un'azione da veri professionisti che ricalca da vicino altri inquietanti precedenti avvenuti di recente nel settore vinicolo di alta gamma, come il furto subìto pochi mesi fa dalla cantina Banfi. Tra le piste principali al vaglio dei carabinieri, impegnati ad analizzare ogni singolo fotogramma della videosorveglianza, c'è infatti l'ipotesi del furto su commissione: un mercato nero d'élite pronto a ricettare etichette mitiche destinate ai cantinati invisibili di facoltosi acquirenti privati. Nelle Langhe resta l'amaro in bocca per una ferita profonda, inflitta a una delle icone più luminose del Made in Italy nel bicchiere.

La cantina: un’icona dei rossi piemontesi
Fondata nel 1982 dall'unione d'intenti tra Claudio Conterno e Guido Fantino, la cantina Conterno Fantino di Monforte d'Alba rappresenta una delle realtà più prestigiose e all'avanguardia dell'intera denominazione. Custode di cru leggendari come Sorì Ginestra, Mosconi e Castelletto, l'azienda si distingue non solo per l'altissima qualità espressiva e la spiccata longevità dei suoi Barolo, ma anche per una rigorosa filosofia biologica e sostenibile che guida la gestione dei suoi circa 25 ettari di vigneto. Nelle Langhe resta l'amaro in bocca per una ferita profonda, inflitta a una delle icone più luminose del Made in Italy nel bicchiere.