Chi sono i viticoltori che oggi plasmano i vini di Bordeaux? Dietro a ogni etichetta c'è il lavoro di persone che affrontano le sfide del clima e della terra, unendo competenze tecniche e tradizioni di famiglia. Ecco i 10 produttori protagonisti nelle tenute più importanti della regione secondo la Guida Michelin.
1. Marielle Cazaux (Château La Conseillante – Pomerol)

Partita come aspirante profumiera e con una formazione in biologia e matematica, Marielle Cazaux gestisce la tenuta di Pomerol dal 2015, portando un profilo da enologa di precisione. Cresciuta in una famiglia di agricoltori nelle Landes, la sua filosofia punta a un intervento misurato in cantina, riducendo l'uso di solfiti aggiunti e lieviti esogeni. Allo stesso tempo, utilizza droni e strumenti di analisi per monitorare le condizioni delle viti e ottimizzare la gestione del vigneto.
2. Mathieu Bessonnet (Château Pontet-Canet – Pauillac)

Nativo di Pessac e forte di un percorso internazionale con esperienze professionali in Marocco, Australia e Armenia, Mathieu Bessonnet è arrivato a Château Pontet-Canet diventandone direttore tecnico nel 2020. Nella tenuta si segue un rigoroso approccio biodinamico: l'uso di trattori leggeri limita la compattazione del suolo, mentre le colture di copertura aiutano a gestire l'impatto delle ondate di calore e della siccità.
3. Thomas Duroux (Château Palmer – Margaux-Cantenac)

Ingegnere agrario con esperienze lavorative in Sudafrica, California e Ungheria, Thomas Duroux guida Château Palmer dal 2004, portando la tenuta verso la certificazione biodinamica nel 2018. Ha introdotto una gestione orientata alla biodiversità che unisce la viticoltura all'arte e alla musica, prevedendo la presenza di animali nei filari e la piantumazione di alberi da frutto, affiancando alla produzione di vino anche attività culturali come la fotografia e la produzione di musica jazz.
4. Lorenzo Pasquini (Château d'Yquem – Sauternes)

Enologo di origine italiana con un percorso internazionale in diverse tenute di prestigio, Lorenzo Pasquini è il primo direttore non francese a guidare il mito del Sauternes in qualità di direttore operativo di Château d'Yquem dal 2020. Sotto la sua guida, la tenuta ha completato la transizione verso l'agricoltura biologica. Il lavoro in vigna unisce il rispetto per la tradizione locale alla ricerca di soluzioni per rafforzare le difese naturali delle piante.
5. Pierre Graffeuille (Château Montrose – Saint-Estèphe)

Con un solido background nelle tenute storiche della Rive Gauche e un approccio da custode della tradizione del Médoc, Pierre Graffeuille dirige Château Montrose dal 2022. La sua gestione si concentra sulla valorizzazione della singola parcella, riducendo la ricerca di grandi volumi a favore di una maggiore precisione nella vinificazione. L'obiettivo è esprimere le caratteristiche del terroir della tenuta adattandosi alle sfide climatiche.
6. Frédéric Faye (Château Figeac – Saint-Émilion)

Ingegnere agrario ed enologo senza radici dinastiche nel settore, Frédéric Faye ha vissuto una scalata notevole entrando a Château Figeac nel 2002 come stagista per poi diventare amministratore delegato nel 2013. Ha guidato la modernizzazione della cantina e la gestione parcella per parcella, valorizzando i terreni ghiaiosi della tenuta e portando l'azienda alla storica promozione al vertice della classificazione di Saint-Émilion nel 2022.
7. Guillaume Pouthier (Château Les Carmes Haut-Brion – Pessac)

Ex giocatore di rugby con un passato nel settore commerciale e nel marketing di lusso, Guillaume Pouthier è entrato a Les Carmes Haut-Brion nel 2012 per dare una svolta alla produzione. Insieme alla proprietà ha ridefinito il lavoro in vigna e in cantina, introducendo fermentazioni a grappolo intero e una gestione mirata dell'affinamento, all'interno di una struttura architettonica avveniristica progettata per la vinificazione per gravità.
8. Joséphine Duffau-Lagarosse (Château Beauséjour – Saint-Émilion)

A soli 30 anni, ingegnere con formazione in viticoltura, Joséphine Duffau-Lagarosse rappresenta una giovane erede in prima linea dopo una complessa battaglia legale e familiare conclusasi nel 2021 che le ha permesso di riprendere in mano la tenuta di famiglia. Con il supporto di professionisti del settore, sta guidando Château Beauséjour verso la conversione biologica, puntando sulla precisione nella gestione dei terreni calcarei.
9. Stephen Carrier (Château de Fieuzal – Pessac-Léognan)

Con una formazione commerciale e un'esperienza internazionale tra Nord America, Europa e Asia nei mercati dei vini pregiati, Stephen Carrier porta a Château de Fieuzal una visione globale del mercato. Il suo lavoro si concentra sulla valorizzazione dei terroir ghiaiosi della tenuta e sulla promozione dei vini a livello globale, unendo la conoscenza dei mercati esteri alla tradizione della produzione bordolese.
10. Damien e Mélanie Barton Sartorius (Château Léoville Barton – Saint-Julien)

Discendenti della decima generazione di una dinastia fondata a Bordeaux quasi tre secoli fa, Damien e Mélanie Barton Sartorius gestiscono le tenute di famiglia insieme alla madre Lilian, garantendo una continuità familiare attiva dal 1725. La loro linea di condotta prevede la riduzione degli input chimici in vigna e un adattamento graduale alle variazioni climatiche, con l'obiettivo di preservare lo stile classico e la longevità dei vini di Saint-Julien senza cedere alle mode.