Nell’entourage dell’enologia mondiale, esistono bottiglie che smettono di essere semplice vino per farsi leggenda, reliquie di un’era che non tornerà. È il caso del Romanée-Conti 1945, che lo scorso 31 marzo, sotto le luci dell’asta newyorkese La Paulée organizzata da Acker, ha polverizzato ogni precedente record, venendo aggiudicato per la cifra astronomica di 812.500 dollari (circa 750.000 euro).
Un’eredità millesimale tra storia e rarità
Ciò che giustifica un simile investimento — superiore di quasi il 50% rispetto al record del 2018 — non è solo il blasone del Domaine, ma l'essenza stessa di quel liquido. Il 1945 rappresenta il "canto del cigno" delle vecchie vigne francesi: fu infatti l'ultima vendemmia prodotta dai ceppi originari prima del reimpianto totale dovuto alla piaga della fillossera. Di quell'annata eroica e sofferta furono prodotte appena seicento bottiglie, rendendo ogni esemplare superstite un frammento irripetibile di storia vitivinicola.

Il prestigio della provenienza: la collezione Drouhin
A nobilitare ulteriormente questo lotto specifico è stata la sua impeccabile genealogia. La bottiglia proveniva infatti dalla cantina privata di Robert Drouhin, patriarca della Maison Joseph Drouhin e custode della tradizione borgognona. In un mercato dove la tracciabilità è il sigillo del valore, il pedigree "Drouhin" ha garantito uno stato di conservazione perfetto, elevando l'oggetto a pezzo d'arte da collezione.

Il trionfo della Côte de Nuits
Il Domaine de la Romanée-Conti, guidato nel tempo da figure mitiche come Aubert de Villaine e Madame Lalou Bize-Leroy, si conferma così l’epicentro del desiderio per i collezionisti globali. Sebbene l'asta abbia visto protagonisti altri giganti — come un Mathusalem di La Tâche 1971 o una cassa di Romanée-Conti 1999, entrambi battuti per 325.000 dollari — è stato il 1945 a svettare come monarca assoluto della serata.
Un mercato in ascesa verticale
L'evento di La Paulée si è concluso con un volume d'affari superiore ai 25 milioni di dollari, segno tangibile di quanto la Borgogna sia oggi il bene rifugio per eccellenza. Tra le vigne della Côte de Nuits, il Pinot Nero non è più solo un vitigno, ma un linguaggio universale di lusso, pazienza e prestigio che, anno dopo anno, continua a superare i propri confini.
