È giunto ancora una volta il momento in cui il lavoro silenzioso degli ispettori prende forma pubblica, trasformandosi in nomi, indirizzi, segnalazioni che raccontano una scena in movimento, meno urlata e più concentrata sulla sostanza del gesto culinario. Dieci nuovi ristoranti entrano nella Guida MICHELIN Italia, dieci storie differenti per vocazione, linguaggio e maturità, accomunate da una qualità riconoscibile e da un’idea chiara di ospitalità e cucina.
Gli indirizzi selezionati compaiono sul sito e sull’app della Guida con la dicitura “Novità”, segno di un lavoro costante che attraversa l’anno e restituisce una fotografia aggiornata del Paese, lontana dalle logiche dell’evento e più vicina a quelle della continuità. A emergere, in questo gruppo eterogeneo, è una pluralità di approcci: dal fine dining più raccolto alla trattoria storica, dal bistrot contemporaneo alle tavole che rielaborano il territorio con sguardo personale.
The Tasting Room by Marcello Corrado – Merano (BZ)

La soglia di The Tasting Room by Marcello Corrado introduce a un’esperienza calibrata su misura, dove la dimensione intima diventa parte integrante del racconto gastronomico. All’interno di Villa Eden, una saletta raccolta con appena quattro tavoli, illuminata da riflessi dorati e dalla luce soffusa delle candele, costruisce un tempo sospeso, quasi rarefatto, che prepara all’ascolto della cucina (vi abbiamo raccontato qui l'esperienza). Lo chef Marcello Corrado firma un percorso degustazione dove ogni piatto dialoga con il territorio e con la sua biodiversità, restituendo una cucina che alterna leggerezza e profondità, precisione tecnica e libertà creativa controllata. Accanto al menu principale, “EDEN ESSENCE” seleziona alcuni passaggi emblematici di OTTO ELEMENTI, condensandone l’anima in una sequenza più essenziale ma altrettanto evocativa. Il servizio accompagna con discrezione e attenzione costante, contribuendo a una sosta gastronomica di grande finezza, dove nulla appare accessorio.
Casa Romano – Alzano Lombardo (BG)

Sessant’anni di storia familiare rappresentano il punto di partenza, non di arrivo, per Casa Romano. Il ristorante, affacciato sulla piazza e a lungo dedicato ai grandi banchetti, ha attraversato una trasformazione guidata dalle nuove generazioni, fratelli e cugini che hanno ridisegnato spazi e visione. Oggi l’ambiente è elegante, luminoso, aperto sul paesaggio grazie alle ampie vetrate, mentre in cucina Luca Adobati, poco più che trentenne, mette a frutto un percorso costruito anche attraverso esperienze all’estero. La proposta segue il ritmo delle stagioni, organizzata in un menu alla carta contenuto e in un percorso degustazione a sorpresa di sette portate. I piatti si distinguono per colore, precisione e gusto netto, come dimostra la ricciola accompagnata da una trilogia di funghi profumata e avvolgente, oppure il finale che gioca sulle consistenze della mela sfogliata, del gelato al fieno e dello zabaione. Durante la settimana, il pranzo si adatta a tempi più rapidi con un business lunch pensato per mantenere qualità e misura.
Deschevaliers – Napoli (NA)

A Napoli, lungo una delle strade più sensibili alla ricerca gastronomica, Deschevaliers prende forma sotto la guida di Nino Di Costanzo, chef pluristellato che qui firma un progetto di fine dining inserito negli spazi raffinati di un hotel internazionale. L’ambiente si muove su coordinate contemporanee: luci morbide, arredi essenziali, opere di artisti locali che dialogano con lo spazio senza sovrastarlo. La cucina racconta la napoletanità attraverso nomi dialettali e una costruzione visiva attuale, capace di evocare la memoria senza irrigidirla. I piatti mantengono un legame riconoscibile con la tradizione, arricchito da dettagli moderni che lavorano su colori e consistenze. Il servizio accompagna con puntualità e misura, restituendo un’esperienza coerente, dove il racconto del territorio assume una voce personale e riconoscibile.
Trattoria del Bollito – Alba (CN)

Ad Alba, Trattoria del Bollito accoglie con un’atmosfera che invita alla permanenza, fatta di sale in legno, gesti familiari e un servizio dinamico, sempre cortese. Dalla cucina arrivano profumi che parlano piemontese con chiarezza, mentre la carta dei vini, costruita con attenzione, celebra le Langhe e le loro molteplici espressioni. Il piatto simbolo resta il bollito della tradizione, servito secondo rito con carni miste, verdure e i tre accompagnamenti classici: salsa verde, cren e salsa rossa. Accanto, emergono preparazioni come i tajarin al coniglio e nocciole, dove la pasta sottile incontra la delicatezza della carne e la croccantezza del frutto secco in un equilibrio rassicurante, capace di conquistare senza forzature.
Nero&Oro – Napoli (NA)

Nero&Oro nasce dal desiderio di un giovane chef napoletano di dare forma a un’idea personale di cucina, all’interno di uno spazio intimo e curato, collocato tra le vie che collegano il Vomero alla riviera di Chiaia. L’ambiente invita alla concentrazione, mentre i piatti portano in tavola colori intensi e profumi mediterranei, arricchiti da tocchi contemporanei che raccontano ricerca e carattere. La proposta si articola in due percorsi degustazione alla cieca, pensati per affidarsi alla sorpresa, oppure in una carta che bilancia terra e mare con attenzione al dettaglio. Gli ingredienti emergono con chiarezza, attraversati da lievi accenti esotici che ampliano il registro sensoriale. La cantina privilegia le etichette campane, con aperture su richiesta, costruendo un dialogo armonico tra calice e piatto.
La Piazzetta Lake Como – Cernobbio (CO)

Tra le vie di Cernobbio, La Piazzetta Lake Como propone un bistrot moderno dall’anima accogliente, dove suggestioni rétro si intrecciano con arredi contemporanei e dettagli personalizzati. All’ingresso, una saletta con banco bar introduce a un momento più informale, dedicato ad aperitivi e cocktail, mentre durante la bella stagione il dehors esterno diventa uno spazio privilegiato, accompagnato dalla brezza del lago. In cucina, una brigata giovane interpreta i sapori mediterranei attraverso ricette contemporanee e profumate. Piatti come “Pappa e Gambero”, con gamberi in crosta su pappa al pomodoro e basilico, o il “Tagliolino ai tre pomodori”, raccontano una semplicità studiata, capace di esaltare la materia prima con equilibrio e misura.
Coro – Orvieto (TR)

Nel centro di Orvieto, Coro trova casa all’interno della chiesa sconsacrata di San Giuseppe, spazio che unisce suggestione architettonica e stile moderno. La cucina dello chef Ronald Bukri costruisce piatti dal carattere contemporaneo, intrecciando memoria, contaminazioni e una visione personale che lavora sulla sintesi. La proposta si distingue per una costruzione attenta dei sapori e delle texture, come dimostra la meringata con pompelmo rosa, neroli e vaniglia, un dolce essenziale che gioca sulla freschezza agrumata e sulle note floreali, chiudendo il percorso con leggerezza e precisione.
Gasthaus Lamm – San Martino in Passiria (BZ)

Dal 1777, Gasthaus Lamm rappresenta una presenza stabile nel centro storico di San Martino in Passiria. La gestione familiare ha preservato l’identità della trattoria, mantenendo intatte le atmosfere tirolesi, tra legni caldi e ambienti raccolti. La cucina propone una carrellata di specialità locali, interpretate con rispetto e solidità tecnica. L’agnello, omaggio al nome del locale, convive con la capra, la trota della Val Passiria, il bue della Val Sarentino, lo speck e i grandi classici come lo strudel. Piatti che parlano di montagna con voce autentica, accompagnati da porzioni generose e da una continuità rara.
Il Frate – Urgnano (BG)

Nel 2025 Il Frate celebra cento anni di attività, custodendo una storia familiare che ha attraversato generazioni senza perdere coerenza. Oggi ai fornelli c’è Lorenza, erede di una tradizione che profuma di Emilia e Piacenza, la stessa che sua madre ha tramandato con cura. I piatti arrivano in tavola generosi, costruiti su sapori riconoscibili e gesti precisi. La carta dei vini, ora digitale, conta circa 350 etichette, con una prevalenza di referenze del Nord Italia e alcune aperture internazionali. In sala, Giorgio guida gli abbinamenti con competenza e discrezione, trasformando ogni scelta in un dialogo armonico con la cucina.
Bottega del Re – Genova (GE)

Nel quartiere residenziale di Albaro, Bottega del Re accoglie con un cortiletto estivo profumato di fiori e ambienti interni che mescolano fascino rustico e dettagli eleganti. La cucina, firmata dal giovane chef Orlandi, costruisce un percorso tra terra e mare, seguendo la stagionalità e la qualità della materia prima. Ogni piatto racconta una scelta consapevole, come la “quaglia della bottega”, farcita con una giardiniera di verdure croccanti e aromatiche, capace di sprigionare intensità e precisione al palato. Il consiglio resta quello di lasciare spazio ai dessert, pensati come un finale morbido e sorprendente.