Guida Michelin

Michelin 2026, la Francia ha un nuovo 3 stelle! Brillano anche gli italiani da Martino Ruggieri a Davide Sessa

di:
La Redazione
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Nella cornice monegasca, tra l’azzurro del Mediterraneo e il prestigio del Principato, la Guida Michelin ha svelato l’edizione 2026 della "Rossa" di Francia. Un’annata che celebra la resilienza del territorio e l'audacia di una cucina capace di farsi interprete dei paesaggi più intimi e autentici.

Sebbene la selezione di quest'anno abbia segnato alcuni addii e declassamenti storici — a conferma di un rigore che mira all'eccellenza — il messaggio di Gwendal Poullennec è chiaro: la Francia resta il cuore pulsante della gastronomia mondiale, un laboratorio a cielo aperto dove le radici locali incontrano visioni imprenditoriali di rara sensibilità.

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Chi è il nuovo 3 stelle francese? L’Olimpo di Jongieux: Il trionfo de Les Morainières

L'emozione più pura di questa edizione porta il nome di Les Morainières, unica nuova insegna a fregiarsi dell'ambitissima terza stella. Situato nel minuscolo borgo di Jongieux, in Savoia, questo ristorante è la creatura di Michaël Arnoult e di sua moglie Ingrid. Quella che era nata nel 2005 come una semplice locanda, è stata trasformata dallo chef in un santuario della precisione e del gusto, dove l'arredamento minimalista lascia che a parlare sia la vista mozzafiato sui vigneti e sulla valle del Rodano.

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Matthieu Cellard

La cucina di Arnoult è un dialogo costante con i produttori locali, un’ode alla stagionalità che trasforma selvaggina, agnello da latte e i tesori ittici delle acque dolci in capolavori d'equilibrio. Il giudizio Michelin non lascia spazio a dubbi: la sua è una delle migliori espressioni gastronomiche delle pendici sabaude. Emblematico è il piatto a base di gamberi di fiume del Rodano, serviti in tartare e accompagnati da un burro montato al mandarino e calendula: una creazione che racchiude in sé la finezza del gesto tecnico e l'intensità della materia prima, elevando il ristorante nel ristretto club dei 31 tristellati di Francia e Monaco.

Una geografia in movimento: dai nuovi premi ai declassamenti

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L’edizione 2026 della Guida Michelin France fotografa un panorama in profonda trasformazione: 62 nuove stelle totali, di cui 7 nuovi ristoranti con due stelle e ben 54 che ottengono il loro primo macaron. Un dinamismo che convive con la severità degli ispettori, testimoniata dalla perdita della terza stella per lo storico L’Ambroisie a Parigi e del declassamento de Le Suquet di Sébastien Bras. In questo scenario, la Guida Michelin continua a celebrare l'autenticità. Come sottolineato durante la cena di gala ospitata da Alain Ducasse al Louis XV, il valore della gastronomia francese risiede oggi più che mai nella capacità di restare fedeli al territorio, trasformando ogni pasto in un racconto fatto di volti, stagioni e una instancabile ricerca della perfezione.

I premi speciali

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Valery Hache-AFP

Il futuro della cucina francese trova un nuovo alfiere in Quentin Pellestor-Veyrier (Maison Pellestor Veyrier), insignito del premio come Giovane Chef 2026 contestualmente alla sua prima stella. Il prestigio del servizio e della sommellerie è stato invece incarnato da figure come l'italiano Marco Tognon a Montecarlo e Camille Gouyer a Parigi, mentre la cantina trova i suoi nuovi riferimenti in Anne Humbrech ed Edmond Gasser. Un momento di particolare solennità ha riguardato il riconoscimento allo chef mentor, assegnato quest'anno al leggendario Pierre Gagnaire, premiato per il suo instancabile impegno nella formazione delle nuove leve. Infine, lo sguardo della "Rossa" si conferma attento all'etica e alla dolcezza: 14 nuove Stelle Verdi celebrano l'impegno ecosostenibile dei ristoratori, mentre il premio Passione Dessert rende omaggio a 10 maestri pasticceri capaci di trasformare il fine pasto in un'opera d'arte.

L’estro italiano: dal laboratorio di Martino Ruggieri a Le K2 Altitude

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Tra le novità più vibranti della guida, brilla la stella (anzi, la riconferma di un percorso d'eccellenza) di un italiano che ha saputo conquistare il cuore della capitale francese: Martino Ruggieri. Nella sua nuova e raffinata sede al Palais Royal, Ruggieri si è imposto come una delle personalità culinarie più audaci del momento.

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La critica Michelin ne loda la capacità di "scrollarsi di dosso le ragnatele della tradizione", definendo il suo ristorante un vero e proprio laboratorio creativo. Il menu di Ruggieri non è una semplice lista di portate, ma un viaggio che inizia con poesie in versi liberi dai titoli evocativi. La sua cifra stilistica risiede in abbinamenti che sfidano le convenzioni — si pensi all’incontro tra riccio di mare e foie gras o tra animelle di vitello e alghe — sostenuti da salse decise e sapori che colpiscono dritto all'anima. 

Altra novità di rilievo, Le K2 Altitude con Guillaume Duchemin, Sebastiern Vauxion e l'italiano Davide Sessa.

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Il neostellato fra i monti offre "una cucina profondamente radicata nei classici della tradizione francese, reinventata con precisione, creatività ed eleganza moderna, dall'antipasto al dessert, dove patrimonio storico e visione contemporanea si uniscono nel piatto". 

Riconfermata infine la stella anche ad una delle migliori coppie italiane all’estero: Aurora Storari e Flavio Lucarini di Hémicycle.

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