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Michelin: “Torneranno di moda piatti pop e servizio informale”. Ecco i trend 2026

di:
La Redazione
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copertina oeufs mayonnaise

La gastronomia mondiale sta vivendo una fase di profonda introspezione. Se il passato recente è stato dominato da tecnicismi estremi e presentazioni architettoniche, il 2026 segna il ritorno a un'umanità culinaria più autentica. Secondo gli ispettori della Guida MICHELIN, che ha riassunto qui i nuovi trend globali, stiamo entrando in un'era in cui il "meno" diventa finalmente "più", con un focus rinnovato sulla sostanza e sulla connessione emotiva tra sala e cucina.

Il nuovo volto dell'accoglienza: tra "Bistronomia" e convivialità

Il trend più dirompente del 2026, racconta l’autrice Lanie Goodman, riguarda l'atmosfera che respiriamo una volta seduti a tavola. Si assiste a una vera e propria rinascita dei classici popolari: piatti iconici come la blanquette di vitello o le intramontabili oeufs mayonnaise (in copertina) tornano protagonisti, spogliati da eccessive rivisitazioni e celebrati nella loro gloriosa semplicità. Alcuni esempi di locali "new classic"? Bistrot Le Héron al Moulin de Cambelong, valida alternativa all'insegna interna stellata, oppure Bidou, che interpreta a Kuala Lumpur il comfort transalpino.

bidou 2
Bidou
Bistrot le Heron piatto
Bistrot Le Héron

Parallelamente, il servizio in sala sta cambiando pelle:

  • Servizio al bancone: Sempre più diffuso, dal Québec a Reykjavik, abbatte le barriere tra brigata e ospite, offrendo un’esperienza diretta e senza filtri.
  • L'eleganza del carrello: In controtendenza, torna il fascino del servizio au guéridon, dove il taglio della carne o la finitura del pesce avvengono sotto gli occhi del commensale, trasformando il servizio in un rito interattivo.
  • Informalità professionale: Soprattutto nel Nord Europa, il personale si sente libero di esprimere la propria personalità attraverso tatuaggi o stili personali, garantendo un’accoglienza che Michelin definisce di "disarmante autenticità".
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Frantzén

Il ritorno del fuoco: l’arte della fiamma viva

La tecnologia cede il passo all'elemento primordiale. Gli chef stanno riscoprendo la cottura su braci, legna e pietre calde. Non è solo una questione di sapore affumicato, ma di precisione: dall’uso del pregiato carbone binchotan giapponese alla maestria delle parrillas argentine, il fuoco viene utilizzato per esaltare la purezza della materia prima, rendendo ogni boccone un'esperienza ancestrale e potente.

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Don Julio

Tradizione 2.0: memorie di famiglia e ingredienti "selvaggi"

In Europa dell'Est e in Asia, la tendenza è quella di guardare ai ricettari delle nonne con occhi nuovi. Le ricette del cuore vengono alleggerite e rifinite: un polpettone casalingo diventa un’opera d’arte grazie a un tocco di burro al tartufo, mentre le aringhe si sposano con delicate note di sidro. In Cina, cresce la febbre per gli ingredienti selvatici di montagna, come i funghi matsutake, che portano nel piatto il sapore crudo e affascinante della natura incontaminata.

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Il BABA a Breslavia

La profondità del gusto: umami e amaro

Il palato dei gourmet nel 2026 si sposta verso territori meno rassicuranti ma più complessi. L'umami e le note amare (radicchio, indivia, alghe) sono i nuovi pilastri della costruzione del gusto. Il tè emerge come ingrediente tecnico d'eccellenza: non più solo bevanda, ma elemento capace di donare tannini e aromi eleganti a brodi, carni e frutti di mare senza appesantire il piatto finale.

plates london
Plates London

Il tempo come chiave di volta delle ricette

La velocità della vita moderna si scontra con una cucina che sa aspettare. La frollatura del pesce e le fermentazioni lente (spesso basate sul koji) sono tecniche ormai indispensabili per ottenere profondità aromatiche irraggiungibili con le cotture espresse. Gli chef utilizzano il tempo per trasformare gli scarti in risorse e per intensificare il carattere di ogni ingrediente, dimostrando che la pazienza è, a tutti gli effetti, una tecnica culinaria.

Sushi Anaba di Copenhagen
Sushi Anaba

Nuovi centri di gravità: l’ascesa di Bangkok

Mentre Francia e Giappone restano i fari della tecnica, il 2026 vede Bangkok consacrarsi come nuova mecca della ristorazione globale. La capitale thailandese sta attirando una schiera di chef internazionali pronti a mescolare le radici locali con visioni contemporanee, creando un ecosistema gastronomico vibrante e in continua evoluzione.

K by Vicky Cheng
 K by Vicky Cheng a Bangkok

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