Il 14 gennaio 2026 è andato in scena al Park Hyatt di Milano un dialogo tra chef, aziende e mondo dello sport. Ecco com’è andata l’iniziativa promossa da Koppert Cress, Agugiaro & Figna Molini, Acqua Valverde, Coppini Arte Olearia e Ambrogio Sanelli.
Mentre scorre il countdown verso le Olimpiadi invernali di Cortina-Milano e l’intera area si prepara a vivere ciò che Torino ha vissuto 20 anni fa, nel cuore della città meneghina, all’interno della sala Duomo del lussuoso Park Hyatt è andato in scena un incontro e un dialogo sullo stato di salute della cultura gastronomica nel mondo dello sport, ma non solo. L’incontro ha fatto emergere contenuti, idee ed esperienze, sottolineando l’importanza della nutrizione consapevole e della ricerca gastronomica per un miglioramento del benessere della persona e, per gli atleti, della performance sportiva.
L’evento
La giornata è iniziata con il benvenuto di Nicola Ultimo, F&B manager della struttura, poi Valeria Ciardiello, giornalista e presentatrice televisiva, ha condotto una tavola rotonda sul tema Cibo, eccellenze della ristorazione, benessere e performance.
In questa prima fase hanno preso la parola: Stefano Tirelli, ideatore e fondatore delle Tecniche Complementari Sportive, di cui è anche docente presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore dal 2004, Alessandra Rubini, già responsabile del corso “Health & Performance Chef” di ALMA e F&B Manager IVH for OnLocation Official Hospitality Provider Milano Cortina 2026, Giulia Ghiretti, nuotatrice paralimpica, detentrice di 30 titoli tra Paralimpiadi, Mondiali ed Europei, Rossella Dodi, biologa nutrizionista, nutrizionista del settore giovanile del Parma Calcio 1913, Alessio Gallelli Pastry Chef Park Hyatt Milano, Alessandro Gilmozzi, chef patron di El Molin di Cavalese ristorante insignito di una Stella Michelin e della Stella Verde.

Ogni partecipante ha portato la sua esperienza e sono emerse interessanti riflessioni su temi come la scelta di materie prime che favoriscono la performance fisica e mentale; il ruolo della filiera, l’importanza e la prospettiva della cucina sostenibile per lo sport, come e se comunicare il valore nutrizionale a clienti e atleti, e infine le linee guida per una “cucina sportiva e performante” nella ristorazione di qualità contemporanea.

I gruppi di lavoro
È poi seguito un momento di confronto che ha coinvolto gli chef ospiti, dove ognuno di loro ha portato la propria esperienza e visione, come Cesare Battisti (Ratanà), Claudio Sadler (Sadler), Edoardo Tizzanini (DaV by Da Vittorio Louis Vuitton), Davide Galbiati (DaV by Da Vittorio), Luca Sinisi (Moebius e Lubna), Gabriele Conte (Moebius tapa bistrot), Raffaele Lenzi (Il sereno Al Lago), Sauro Ricci (Joia), Massimo Guffanti (patron de la Tenuta de l’Annunziata) - e dell’area alpina - come Riccardo Forzan (Hotel La Perla), Attilio Galli (Al Persef), Michele Talarico (Tea del Cosmo) e i rappresentanti delle aziende promotrici Koppert Cress, Agugiaro & Figna Molini, Acqua Valverde, Coppini Arte Olearia e Ambrogio Sanelli.

È stato un vero e proprio hackathon gastronomico con quattro gruppi di lavoro, ognuno dei quali ha approfondito un tema specifico: il Real food, la scelta delle materie prime per la miglior performance mentale e fisica, la trasformazione tra gusto e valore nutrizionale del prodotto, il rapporto tra il buono, l’esperienziale e il nutrizionale; natura e/o chimica nel senso della sostenibilità fra natura e chimica (dalla chimica dei micro e macronutrienti fino ai prodotti industriali nella cucina dello sport); le 3 C della percezione - Cibo, Cultura e Cervello - come cambia la percezione del cibo in base alle influenze culturali, mentali e rispetto alle interferenze ambientali; come e cosa comunicare nei menù, anche relativamente ai valori nutrizionali, per atleti e clienti.

L’obiettivo raggiunto è stato lo sviluppo di riflessioni operative su come le materie prime, insieme a tecnica, attrezzatura e conoscenze dello chef, possano diventare parte attiva per benessere e sostenibilità, in linea con i valori della cucina italiana contemporanea.
Il manifesto
La conclusione dei lavori ha portato alla redazione di un vero e proprio manifesto, un messaggio di impegno che guarda al futuro senza limitarsi alla sola vetrina olimpica:
“Noi qui presenti, in rappresentanze ognuno delle aree di eccellenza che rappresenta fra cucina, scienze dell’alimentazione, sport e formazione, condividono l’importanza di adoperarsi attivamente affinché i concetti emersi si trasformino in prassi virtuose, non solo per gli atleti, ma anche per i clienti. L’obiettivo è far emergere un contenuto concreto, positivo per il fruitore, capace di rendere giustizia a chi, ogni giorno, seleziona, conserva, trasforma e somministra cibo che racchiude il valore di tutto ciò che resta fuori dal piatto, ma ne costituisce il cuore”.
