Il 5 marzo Beefbar Milano ha ospitato la tappa italiana del Rare Tour dei World’s 101 Best Steak Restaurants: una serata a otto mani con alcuni tra i migliori interpreti della carne in Italia.
L'evento
Giovedì 5 marzo il Beefbar di Milano ha ospitato la tappa italiana del Rare Tour, il progetto internazionale legato alla classifica dei World’s 101 Best Steak Restaurants che riunisce alcuni dei protagonisti più autorevoli della scena steakhouse mondiale. Per l’occasione, il ristorante milanese ha organizzato una cena a otto mani che ha visto ai fornelli quattro interpreti della carne d’eccellenza, chiamati a costruire un percorso gastronomico comune ma di certo non ordinario. La serata si è svolta nella scenografica cappella dell’ex Seminario Arcivescovile che oggi ospita Beefbar all’interno di Portrait Milano, spazio che per una sera si è trasformato in un punto di incontro tra territori, diverse visioni della carne. L’evento arriva in un momento significativo per il brand: nel 2025 Beefbar si è infatti confermato per il terzo anno consecutivo come primo classificato nella categoria Multiple Outlets dei World’s 101 Best Steak Restaurants, riconoscimento che premia i migliori gruppi internazionali specializzati nella ristorazione dedicata alla carne.

Beefbar e gli chef ospiti della serata
La cena ha riunito quattro realtà presenti nella prestigiosa classifica internazionale, dando vita a un dialogo gastronomico tra territori diversi ma accomunati dalla stessa attenzione e passione per la materia prima. Accanto allo chef Mauro Mancano, alla guida della cucina di Beefbar Milano, sono intervenuti tre chef ospiti provenienti da ristoranti italiani inclusi nella classifica dei World’s 101 Best Steak Restaurants. Lorenzo Aniello, de I Due Cippi dal 1976 a Saturnia ha portato in tavola pane, salsiccia e pecorino (uno dei due amuse bouche), la millefoglie di Chianina con ricciola dell’Argentario, caviale e il secondo piatto di bue piemontese e vacca di Chianina (dry aged 60 giorni) alla brace, servita con giardiniera BBQ, purè con burro d’alpeggio e fondo di manzo.

Luca Brasi, de La Braseria a Osio Sotto ha esordito con i tortelli di mandorle amare, fondo brudo di bue al tartufo nero bergamasco e ha chiuso le sue portate con la trionfale brace insieme a I Due Cippi. Vincenzo Dilorenzo, del ristorante Regina Bistecca a Firenze ha proposto la verticale di lampredotto con salsa verde e salsa piccante per poi passare ai ravioli di piccione con burro al timo, uno dei piatti più godibili della serata.


I padroni di casa hanno invece presentato alcuni grandi classici del BeefBar di Milano: Beefy Bravas, un boccone di patata con tartare e caviale; il delizioso panettone salato passato alla griglia e servito con prosciutto di kobe, per poi chiudere con il dolce, la celebre marbled chocolate bar da condivisione per il tavolo. Dalla Maremma alla Lombardia fino alla Toscana, la serata ha messo in in tavola diversi approcci alla carne, tra classici e interpretazioni contemporanee. Ad accompagnare il percorso gastronomico è stata una selezione di vini firmata Petra Montebamboli, partner della serata. Il pairing, studiato insieme all’Head Sommelier di Beefbar Milano Gabriele Pica, ha valorizzato ogni portata del menu e ha offerto anche l’occasione per presentare alcune nuove etichette del progetto Montebamboli, nato dalla visione della famiglia Moretti nelle Colline Metallifere della Costa Toscana, dove i vigneti si trovano a circa 400 metri di altitudine.

Riccardo Giraudi, fondatore di Beefbar e il progetto del brand
In occasione della serata abbiamo incontrato Riccardo Giraudi, CEO di Giraudi Group e fondatore di Beefbar, per parlare dell’evoluzione del brand e del rapporto con la cultura della carne.
Vent’anni di attività: quali sono state le sfide più importanti di questo percorso?
"Ce ne sono state molte. La sfida più grande non è stata il Covid, che è stato evidentemente un momento difficile per tutti, ma piuttosto qualcosa che affrontiamo ogni giorno: mantenere il brand giovane. È una sfida quotidiana perché il nostro prodotto principale, la carne, è per definizione un prodotto molto tradizionale, che in sé offre poche possibilità di innovazione. A parte l’educazione sull’origine o sulla qualità delle carni, non ci sono grandi cambiamenti strutturali. Per questo il vero lavoro è mantenere il brand attuale e rilevante nel tempo. Io dico spesso che esistono marchi straordinari che possono restare identici per cento anni senza cambiare una virgola. E poi esistono brand che, se non evolvono, muoiono. Beefbar appartiene alla seconda categoria: non possiamo permetterci di smettere di evolverci. Il nostro obiettivo è reinterpretare i codici della steakhouse in modo più moderno, più contemporaneo, anche più femminile. Il design, l’atmosfera, l’esperienza complessiva hanno un ruolo importante, direi al pari del prodotto".


Negli ultimi anni si è parlato molto di cucina vegetale. Come avete vissuto questo “fenomeno”?
"Negli ultimi anni abbiamo assistito a un calo molto evidente del veganismo. Per un certo periodo sembrava un movimento destinato a crescere senza limiti, ma alla fine si è rivelato in gran parte una moda. Cinque o sei anni fa, sicuramente, noi eravamo una realtà che proponeva i prodotti meno amati in termini di percezione pubblica. La carne è probabilmente il prodotto con la peggior comunicazione possibile. Non siamo mai stati molto bravi a raccontarlo, anche perché veniamo da una cultura più commerciale che narrativa. C’erano lobby molto forti che spingevano in quella direzione, ma alla fine il mercato si è dimostrato più piccolo di quanto molti pensassero. Io stesso avevo iniziato a lavorare su un progetto chiamato Leaf Bar, un concept vegetale che era ormai strutturato, ma poi ho deciso di fermarmi perché non ci credevo più. Credo invece che vedremo crescere un altro tipo di prodotto: la carne coltivata o alcune proteine alternative, probabilmente sotto forma di macinato o ingredienti trasformati, più che come tagli interi. Nel frattempo stiamo osservando qualcosa che conosciamo bene: il ritorno al principio “meno ma meglio”. Si consuma meno carne, ma si sceglie di qualità più alta. Può sembrare una frase fatta, ma ha una logica molto concreta. Alla fine, credo che rimarremo carnivori".

Beefbar è primo da tre anni consecutivi nella categoria Multiple Outlets dei World’s 101 Best Steak Restaurants. Qual è il segreto?
"Non credo esista un vero segreto. Se dovessi dirlo in poche parole, direi il team. Abbiamo un team straordinario e lavoriamo continuamente su nuove idee. La classifica distingue tra ristoranti stand-alone e multiple outlets, cioè gruppi con più sedi. In questa seconda categoria siamo primi per il terzo anno consecutivo, ma non penso che sia qualcosa che dipenda da una singola direzione. Credo conti molto il glamour del brand, il contrasto tra l’esperienza che offriamo e quella delle steakhouse più tradizionali. E poi c’è una cosa fondamentale: continuare a cercare il prodotto migliore e non smettere mai di innovare. La chiave è quella di non pensare mai di essere arrivati. Non dobbiamo mai sentirci davvero “numero uno”".


Come cambia il rapporto con la carne nei diversi Paesi in cui siete presenti?
"La differenza principale riguarda la quantità di carne che si consuma. Negli Stati Uniti, per esempio, se ne mangia molta di più rispetto all’Europa. Poi cambiano molto le abitudini di cottura. Nei Paesi arabi, per esempio, la carne viene spesso mangiata molto cotta. In quel contesto funzionano molto bene carni più marezzate: il grasso aiuta a mantenerle tenere anche con cotture più lunghe. Mi ci è voluto del tempo per capirlo davvero. In generale, però, l’amante della carne è simile in tutto il mondo. In Argentina, per esempio, la carne viene cotta un po’ di più rispetto all’Europa, ma non ci sono differenze radicali. Le variazioni riguardano soprattutto la marezzatura e il rapporto con il grasso: in alcuni Paesi non vogliono vedere il grasso nel piatto, in altri invece è considerato un elemento fondamentale. Ma alla fine rimane che la cosa più apprezzata è sempre una buona bistecca".

Contatti e info
BeefBar Milano
Corso Venezia, 11
Tel. 02 5003 7500
Web site: https://beefbar.com/milano/