Attualità enogastronomica

Gaggan Anand: “Vietati i cellulari nel mio gourmet: i clienti vivono per i social, non è sano”.

di:
La Redazione
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Dall'India a Bangkok, il rivoluzionario della cucina asiatica impone il "digital detox" per salvare il romanticismo della tavola. Nel 2026, il lusso sarà (finalmente) l'attenzione.

Il "cooksical" del silenzio: perché Gaggan Anand ha dichiarato guerra agli smartphone

"Abbiamo smarrito il romanticismo." Con queste parole, che risuonano come un manifesto di resistenza culturale, Gaggan Anand ha deciso di spegnere i riflettori dei social media nel suo tempio del gusto a Bangkok. Il genio ribelle, la cui insegna ha svettato in cima alla Asia’s 50 Best Restaurants 2025, non accetta più che il bagliore bluastro di uno schermo offuschi l’incanto dei suoi piatti. Il verdetto per il 2026 è definitivo: fotocamere e smartphone sono banditi.

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Per Anand, la deriva è chiara: siamo passati dal piacere della degustazione al dovere della documentazione. In un’era in cui si vive per postare, lo chef indiano rivendica il diritto di farci vivere il momento. Una cena da Gaggan non è una lista di desideri da spuntare su Instagram, ma un'immersione totale che non ammette distrazioni digitali.

Un teatro per soli quindici spettatori

L'annuncio del divieto si inserisce in una metamorfosi più profonda del concept. Nel nuovo anno, il ristorante si farà ancora più intimo e radicale: solo 15 coperti per garantire un’esclusività quasi sacrale. L'esperienza, un vero e proprio "Cooksical" (musical culinario) della durata di tre ore, vedrà lo stesso Gaggan guidare gli ospiti attraverso una narrazione fatta di aneddoti, provocazioni sonore e sapori d'avanguardia.

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Il divieto ha anche una funzione pragmatica: proteggere l'effetto sorpresa. In un mondo di spoiler gastronomici, Anand vuole che ogni portata resti un segreto fino al momento del servizio, permettendo alla musica e al racconto di fondersi in una performance che non può essere catturata da un sensore digitale.

La resistenza dei maestri: una tendenza globale

Gaggan non è solo in questa crociata contro l'iper-connessione. Si unisce a una schiera di puristi che comprende leggende come Sukiyabashi Jiro, il re del sushi che da tempo proibisce ogni scatto, e Joakim Almquist di Punk Royale, dove il distacco dallo smartphone è parte integrante dell'esperienza d'avanguardia tra Stoccolma e Londra. Se alcuni colleghi scelgono la via della confisca forzata all'ingresso, altri, come il rinomato Vincent Moissonnier, suggeriscono una via più diplomatica fatta di silenzio e discrezione. Tuttavia, il messaggio che arriva dalle alte sfere della gastronomia è univoco: l'eleganza risiede nel saper mettere via il telefono.

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Oltre Bangkok: il 2026 di Gaggan

Il nuovo corso di Anand non si ferma alla capitale thailandese. Il 2026 segnerà anche il tanto atteso sbarco in India, con l'apertura di una nuova sede che promette di ridefinire i confini della cucina nel suo paese d'origine. È una sfida al mercato e alle abitudini moderne: nell'epoca dell'oro per gli influencer, il miglior ristorante dell'Asia sceglie di diventare invisibile ai feed, ma indelebile nella memoria dei sensi. Perché, come suggerisce lo chef, un selfie non disturba se rimane un'eccezione isolata, ma la vera magia accade solo quando l'unica connessione attiva è quella tra il palato e l'anima del cuoco.

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