Varcare la soglia di questo edificio coloniale dalle sfumature carminio, adagiato lungo la costa di Newport, significa abbandonare i ritmi frenetici del presente. Qui, fra travi in legno e il tepore dei camini scoppiettanti nelle serate più rigide, prende vita l'anima della White Horse Tavern. I tavoli, vestiti di lino e avvolti dalla luce tremolante delle candele, fanno da palcoscenico a un'esperienza in cui il buon gusto si intreccia con la memoria.
Il locale
L'offerta gastronomica è un omaggio tanto alla dispensa naturale del Rhode Island quanto alle radici anglosassoni del locale. La brigata di cucina seleziona materie prime di prossimità — pescato locale freschissimo, formaggi di fattura artigianale e mieli del territorio — per affiancarli ai monumenti della tradizione british. Che siate attratti dalla sontuosità di un Filetto alla Wellington (proposto a 59 dollari) o dalla rassicurante rusticità delle Scotch eggs (le celebri "uova alla scozzese"), il risultato è una sinfonia di sapori capace di appagare chiunque. Non è un caso che gli avventori premino costantemente il locale per il suo servizio ineccepibile e per la squisita interpretazione della cucina tradizionale del New England.


Eppure, l'ingrediente più affascinante che si degusta tra queste mura è il peso della storia. Oggi la White Horse Tavern vanta con orgoglio il blasone di decimo ristorante più longevo a livello globale e assoluto decano del Rhode Island, richiamando appassionati da ogni angolo del mondo. Nata originariamente nel 1652 come sfarzosa residenza privata del facoltoso mercante Francis Brinley, la struttura mutò pelle nel 1673, tramutandosi in una vivace locanda. In un’epoca avara di piazze pubbliche, mentre il porto di Newport brulicava di commerci e velieri, questa taverna si elevò a vero e proprio fulcro civico. Le sue sale ospitarono le sedute dell'Assemblea Generale della Colonia, i dibattimenti del Tribunale Penale e le assemblee del Consiglio Cittadino. Quegli stessi legni furono poi mute testimoni dei tumulti della Guerra d'Indipendenza, quando, sul finire degli anni '70 del Settecento, offrirono rifugio alle truppe di occupazione britanniche e ai lealisti.


A differenza di istituzioni come l'Union Oyster House di Boston — che vanta un servizio ininterrotto dal 1826 — il percorso di questa gemma di Newport ha conosciuto una parentesi di silenzio. Dopo anni di chiusura, il locale è però sbocciato a nuova vita grazie a un restauro magistrale intrapreso nel 1954, riaccendendo i propri fornelli tre anni più tardi, nel 1957. Oggi, insignita del prestigioso titolo di Monumento Storico Nazionale, la White Horse Tavern ha saputo cristallizzare il proprio fascino antico mantenendo intatti i dettagli architettonici originali. Accomodarsi ai suoi tavoli trascende il semplice atto della cena: è un privilegio raro, un viaggio dove la grande storia d'America si lascia assaporare, magistralmente, un boccone alla volta.
