Attualità enogastronomica

The Penrose Room, il locale che accetta solo uomini in giacca: “Il dress code non muore mai”

di:
Elisa Erriu
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copertina penrose room dress code

Al nono piano del Broadmoor di Colorado Springs, la Penrose Room conserva un rituale che altrove appartiene ormai alla memoria: per entrare in sala gli uomini devono indossare la giacca.

La giacca arriva prima del menu. Non è soltanto una questione di dress code, né una regola pensata per selezionare chi può sedersi nella sala della Penrose Room, ristorante del Broadmoor di Colorado Springs. È il primo gesto di una cena costruita attorno all'idea che andare al ristorante possa ancora avere una sua ritualità, fatta di tempi, attenzioni e piccoli codici condivisi. La si indossa, si prende posto, e qualcosa nel ritmo della serata cambia.

Al nono piano dell'hotel, con una vista che abbraccia buona parte del Colorado, la Penrose Room ha riaperto lo scorso anno dopo un'importante ristrutturazione, aggiornando gli spazi e rendendo più contemporaneo anche il menu. La sua storia, però, comincia nel 1961 e alcuni dei suoi gesti più riconoscibili sono rimasti intatti: il Beef Wellington viene ancora tagliato davanti al cliente, la Baked Alaska viene flambata al tavolo e il servizio conserva quella cura quasi cerimoniale che un tempo apparteneva alla grande ristorazione alberghiera.

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A guidarlo c'è Joseph Freyre, general manager della Penrose Room da oltre quindici anni e vincitore del MICHELIN Guide Colorado Service Award 2026. Per lui, il fascino del ristorante sta proprio nella possibilità di far convivere due epoche attraverso la stessa esperienza, come ha dichiarato qui proprio alla Rossa. «È una bellissima esperienza perché permette di vivere contemporaneamente il vecchio e il nuovo mondo, e di percepire entrambi attraverso lo stesso servizio al tavolo», racconta.

La giacca come rito

La regola è precisa: per accedere alla sala da pranzo gli uomini devono indossare una giacca. Chi preferisce farne a meno può accomodarsi al bar, dove vengono proposti lo stesso menu e lo stesso servizio. Una soluzione che rende il dress code meno rigido e, allo stesso tempo, ne conserva il significato. Perché la giacca, alla Penrose Room, non sembra essere pensata come una barriera. È piuttosto una piccola trasformazione. Un abito diverso per un momento diverso, il segnale che la cena sta per cominciare e che vale la pena concederle un tempo separato dal resto della giornata.

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«Questa è la tradizione. L'esperienza che si vive qui è unica, ed è contagiosa: quando indossi la giacca, l'esperienza si eleva», spiega Freyre. E racconta un dettaglio curioso: gli ospiti, anche quelli che inizialmente potrebbero considerare la regola un'imposizione, finiscono generalmente per apprezzarla. La giacca diventa parte dell'esperienza anziché un semplice requisito. In un'epoca nella quale molti ristoranti hanno progressivamente allentato i codici dell'alta ristorazione, rendendo la sala più informale e il rapporto con il cliente più diretto, la scelta della Penrose Room assume quasi il valore di una dichiarazione. Non serve trasformare ogni cena in una cerimonia, ma recuperare alcuni gesti può cambiare il modo in cui la si vive.

 A tavola Freyre parla di «vecchio e nuovo mondo», ma senza suggerire una contrapposizione: alcune preparazioni conservano esattamente il loro rituale mentre la cucina intorno a loro cambia. «Sono piatti tradizionali, classici, fanno parte di ciò che avevamo prima, ma li abbiamo mescolati con quello che oggi chiamiamo New World della cucina. Presentiamo quindi il vecchio e il nuovo, mentre la presentazione del vecchio rimane la stessa: viene servito, cotto e preparato al tavolo».

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Un servizio che si fa quasi invisibile

Per Freyre, il paradosso di un grande servizio sta proprio nella sua capacità di farsi dimenticare. «Il servizio è pensato per essere il più discreto possibile, per essere notato il meno possibile dall'ospite, così che possa vivere un'esperienza che sembri meno mediata dal personale di sala». La professionalità, in questo caso, non cerca il centro della scena. Lo lascia al cliente, al piatto, alla bottiglia di vino, alla vista che si apre dalla sala e a quei pochi momenti nei quali il cameriere torna protagonista perché deve tagliare, versare o flambare qualcosa davanti al tavolo.

La sala prima di tutto

La storia professionale di Freyre comincia lontano dal Colorado. Arrivato negli Stati Uniti dal Perù nel 1979, iniziò a lavorare a New York mentre imparava l'inglese. Quello che inizialmente era un lavoro è diventato progressivamente una carriera, passando da New York a Miami, dal Fontainebleau all'Arizona, fino all'approdo al Broadmoor. Oggi la sua idea di servizio parte soprattutto dall'esempio. «Il modo migliore per guidare una squadra è dare l'esempio. Cerchi di costruire un team nel quale tutti abbiano la stessa mentalità e lo stesso obiettivo», racconta. Un approccio che alla Penrose Room si traduce in una sala estremamente coordinata, nella quale ogni gesto deve sembrare naturale proprio perché dietro c'è una preparazione precisa. E la giacca, in questo sistema, finisce per essere qualcosa di più di un capo d'abbigliamento. È il primo atto della cena, quello che precede persino il vino e il menu. Una volta indossata, l'ospite ha già accettato una regola diversa da quella della quotidianità. Poi arrivano il Wellington tagliato al tavolo, il fuoco della Baked Alaska, la bottiglia aperta con il rituale di servizio e una cucina che guarda al presente. La Penrose Room costruisce così la propria contemporaneità anche attraverso ciò che sceglie di conservare.

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