Nel 2016 Michele Pascarella vendeva pizze da una Ape Piaggio trasformata in forno itinerante per le strade di Londra. Dieci anni dopo Napoli on the Road è al primo posto della classifica 50 Top Pizza World 2026, davanti a New York e Milano.
La storia di Michele Pascarella comincia con tre ruote, un forno a legna e una pizza venduta per strada. Nel 2016 Napoli on the Road era ancora un progetto mobile: una Ape Piaggio modificata per portare un piccolo pezzo di cultura napoletana nei mercati, agli eventi e lungo le strade di Londra. Dieci anni più tardi quella stessa idea è diventata una pizzeria con tre indirizzi nella capitale britannica e, soprattutto, il nome che occupa il primo posto della 50 Top Pizza World 2026, la prestigiosa classifica internazionale che il 15 settembre, al Teatro Mercadante di Napoli, ha incoronato Napoli on the Road come migliore pizzeria del mondo secondo il ranking. Un percorso che ha qualcosa di cinematografico, soprattutto perché la partenza racconta una dimensione molto lontana dai premi. Da quel food truck sono arrivati prima i locali fissi di Chiswick e Richmond, poi il terzo ristorante nel quartiere di Soho. Una crescita progressiva, costruita nell'arco di un decennio, che oggi trova il proprio punto più alto in una classifica nella quale Napoli on the Road ha superato alcuni dei nomi più riconoscibili della scena internazionale della pizza.

Dieci anni per arrivare al primo posto
Il primo posto del 2026 arriva dopo una progressione che aveva già portato Pascarella ai vertici della scena europea. Napoli on the Road è stata infatti indicata come migliore pizzeria d'Europa nel 2024, 2025 e 2026, una continuità che rende il risultato mondiale meno simile a un exploit isolato e più leggibile come il punto d'arrivo di un percorso costruito negli anni. Anche i riconoscimenti personali raccontano la crescita del pizzaiolo. Nel 2023 Pascarella ha ricevuto il premio di Best Pizza Maker, mentre nel 2025 la sua Ricordi d'Infanzia è stata scelta come Pizza of the Year. La pizza premiata è ancora oggi presente nel menu e porta sul disco di pasta un ragù di manzo cotto lentamente, fonduta di Parmigiano-Reggiano, Parmigiano grattugiato, basilico e olio extravergine. Un insieme che parte da sapori fortemente riconoscibili e li concentra in una pizza costruita attorno alla profondità del ragù e alla componente lattica del formaggio. La filosofia di Pascarella, almeno attraverso ciò che emerge dall'offerta di Napoli on the Road, non si esaurisce però nella riproposizione di un repertorio napoletano codificato. Il pizzaiolo lavora anche sulla stagionalità e sull'utilizzo di prodotti provenienti tanto da produttori italiani quanto britannici. È una scelta che racconta bene la traiettoria della pizzeria: un'identità italiana sviluppata lontano dall'Italia, dentro una città internazionale e attraverso un rapporto sempre più stretto con il territorio nel quale il progetto è cresciuto.


Da Londra a New York, passando per Milano
La classifica 2026 mette Napoli on the Road davanti a una serie di indirizzi che rappresentano alcuni dei poli più importanti della pizza contemporanea. Al secondo posto compare Una Pizza Napoletana di Anthony Mangieri a New York, mentre il terzo gradino è occupato da Confine, il progetto milanese di Francesco Capece e Mario Ventura. La classifica prosegue poi con una particolarità: il quarto posto è condiviso da I Masanielli – Francesco Martucci di Caserta e Seu Pizza Illuminati di Roma. Al quinto si trovano invece Pizzeria Sei di Los Angeles e Tony's Pizza Napoletana di San Francisco. Seguono Leggera Pizza Napoletana di São Paulo al sesto posto, RistoPizza by Napoli sta ca di Tokyo al settimo, Baldoria di Madrid all'ottavo, The Pizza Bar on 38th di Tokyo al nono e Razza di Jersey City al decimo. Un elenco che restituisce una geografia della pizza ormai decisamente internazionale, nella quale il modello napoletano viaggia, si adatta e assume forme differenti a seconda delle città. In questo scenario la storia di Napoli on the Road acquista un significato particolare: il progetto è nato fuori dall'Italia e proprio fuori dall'Italia ha trovato la propria dimensione, fino a conquistare il vertice di una classifica mondiale.

La fotografia che emerge dalla classifica è quindi quella di una pizza sempre meno confinata a una sola geografia. Londra, New York, Milano, Caserta, Roma, Los Angeles, San Francisco, São Paulo, Tokyo, Madrid e Jersey City compongono una mappa nella quale le pizzerie italiane o di ispirazione italiana sono diventate interlocutrici di una scena gastronomica globale. E al vertice, quest'anno, c'è una storia cominciata su tre ruote. Una Ape Piaggio attraversava Londra con un piccolo forno e un'idea ancora tutta da verificare; dieci anni dopo, quella stessa insegna è salita sul palco di Napoli per ritirare il riconoscimento che la porta al primo posto della classifica mondiale. Napoli on the Road è diventata grande restando fedele al nome con cui aveva iniziato il viaggio: una pizza napoletana che, prima ancora di trovare una casa, aveva scelto la strada.