Cucina della tradizione romagnola, protagonista di 4 Ristoranti e Parmigiano Reggiano al centro dell’identità gastronomica.
*Contenuto con finalità promozionali
Foto: CineFood
A Ravenna, Trattoria al Cerchio rappresenta un esempio concreto di cucina tradizionale che negli anni ha mantenuto la stessa direzione fatta di piatti classici, ingredienti di prossimità e ambiente familiare. Il locale apre nel maggio del 1994 grazie ai genitori di Letizia Campedelli, entrambi autodidatti, con il padre in sala e la madre in cucina. L’obiettivo iniziale era semplice: proporre una trattoria autentica, basata su preparazioni casalinghe e materie prime affidabili.



Letizia cresce letteralmente all’interno del ristorante e da quindici anni ne cura l’intera gestione, mantenendo l’impostazione originaria. Le ricette arrivano dalla storia familiare, tramandate dalla nonna alla madre, che oggi continuano a definire l’identità della trattoria. La partecipazione al programma televisivo 4 Ristoranti di Alessandro Borghese ha portato Trattoria al Cerchio sotto i riflettori con la vittoria nella puntata dedicata a Ravenna, con i cappelletti al ragù come piatto special, una delle preparazioni più rappresentative della tradizione locale. Trattoria al Cerchio resta però ancorata alla dimensione della cucina classica e tradizionale in cui il valore della qualità si misura nella costanza delle esecuzioni e nella scelta dei fornitori, gli stessi fin dall’apertura.

Letizia Campedelli, la voce di Trattoria al Cerchio
Qual è la storia della trattoria?
Trattoria al Cerchio è nata nel maggio del ’94, quindi sono 32 anni. Io avevo 6 anni e sono cresciuta qui dentro. Per i miei genitori era il primo approccio al mondo della ristorazione. Mia mamma ha sempre lavorato un po’ in cucina, però in questa maniera così professionale era la prima volta. È autodidatta, non viene da una scuola, ma è molto brava. Mio padre faceva l’assicuratore, ma ha sempre avuto nel cassetto la passione per il cibo e il desiderio di aprire un ristorante, una trattoria per l’esattezza. Io sono sempre stata qui, ho sempre dato una mano e da 15 anni è diventato il mio lavoro principale. Oggi la trattoria la gestisco a 360 gradi. Mio padre è sempre stato in sala e mia madre in cucina, è stato così fin dall’inizio.

Che tipo di cucina fate?
I piatti vengono tutti dalla storia di mia madre, sono ricette tramandate da mia nonna. È una cucina di tradizione, una cucina classica. Abbiamo anche alcuni piatti fuori dalla Romagna, ma sono sempre cose che piacciono a noi. Oltre ai classici della tradizione romagnola, mettiamo in tavola quello che piace a noi, come ad esempio il fegato alla veneta oppure il prosciutto crudo San Daniele tagliato al coltello.


Quali sono i piatti che vi raccontano meglio?
Le paste. Sono tutte fatte a mano e sono quelle che raccontano meglio la nostra identità. Il cappelletto, al ragù o in brodo, è uno dei piatti che più ci rappresenta. Anche le carni sono molto importanti per la nostra identità, lavoriamo bene sul castrato alla griglia e, in stagione, facciamo il castrato con i gobbi, cioè i cardi, un piatto che si faceva molto tempo fa nella nostra zona ed è davvero molto buono.

Come cambia la proposta con le stagioni?
La base del menu è quella dal 1994. I clienti che vengono qui cercano i piatti che sanno di trovare sempre. Anche i fornitori sono gli stessi da tanti anni, magari abbiamo aggiunto qualche nuova collaborazione, ma la base è rimasta invariata. Abbiamo lo stesso macellaio dal 1994 perché teniamo moltissimo alla materia prima. Tra inverno ed estate cambia qualcosa, inseriamo piatti un po’ più leggeri quando fa caldo e ogni tanto proponiamo qualche fuori menu legato alla stagionalità. Ma i grandi classici non escono mai dalla carta.



Com’è stata l’esperienza di 4 Ristoranti?
È stata bellissima, molto intensa, ma la rifarei assolutamente. È stato bello confrontarsi con altri ristoratori della zona. È un’esperienza che ti rimane dentro e che ti fa capire tante cose del lavoro che fai, nel bene e nel male. Io sono molto contenta di aver partecipato e ne vado fiera. La vittoria è stata una grande soddisfazione personale, perché è un programma che ho sempre guardato e stimato.
Parmigiano Reggiano: identità romagnola e gesto di ospitalità

Alla Trattoria al Cerchio il Parmigiano Reggiano è parte integrante della cucina quotidiana e contribuisce a definire l’identità dei piatti più rappresentativi. Il cappelletto, simbolo della tradizione ravennate, prevede qui un ripieno a base di Parmigiano Reggiano 24 mesi, ricotta, sale, pepe e noce moscata. In questa preparazione il formaggio non è solo un ingrediente, ma un elemento strutturale che determina equilibrio e riconoscibilità del gusto. Fin dall’apertura, il Parmigiano Reggiano viene grattugiato al momento direttamente al tavolo, una scelta introdotta dal padre di Letizia nel 1994. Un gesto semplice, ma significativo: restituisce al cliente un’esperienza domestica, rafforza il legame con la tradizione e garantisce qualità aromatica e consistenza ottimale.


Il Parmigiano Reggiano compare anche in altre preparazioni della trattoria, come nell’impasto delle polpette con sugo di piselli e viene servito in purezza nel piatto di formaggi misti. Il suo utilizzo riflette un approccio coerente con la cucina del locale: pochi elementi, riconoscibili, scelti per continuità e affidabilità. In una trattoria dove il menu cambia poco nel tempo e dove i fornitori restano gli stessi da decenni, il Parmigiano Reggiano rappresenta un punto fermo. Un ingrediente quotidiano che contribuisce a mantenere stabile il legame tra memoria familiare, territorio e identità gastronomica.
Contatti e info
Trattoria al Cerchio
Via Cerchio, 13 – Ravenna
Tel. 0544 217396