Eventi

Food Garden: l’evento con top chef, artigiani e DJ che ha portato 1000 persone in un paesino romagnolo

di:
Lucia Facchini
|
Copertina food garden

Negli spazi agresti di Food Garden ci si ritrova a fare la fila per un piatto a pochi centimetri dai maestri del fine dining italiano e, due minuti dopo, a chiacchierare di fermentazioni con un giovane casaro venuto dall'entroterra. Sullo sfondo, un festival gastronomico che fa della convivialità la sua forza trainante: ecco la nostra intervista a Filippo Polidori, ideatore del format con Andrea Ancarani e la “coppia stellata” de Il Piastrino.

“Al Food Garden non esistono filtri né gerarchie. La vera forza è trasformare la qualità in un linguaggio comune, capace di unire persone diverse attorno alla stessa esperienza”. Ha le idee chiare, Filippo Polidori, quando racconta il mood di un evento che negli anni ha saputo creare sinergie gastronomiche completamente nuove. Ed è proprio questa impressione di fluidità e immediatezza ad accogliere gli ospiti non appena arrivano nel parco de Il Piastrino di Riccardo Agostini, adagiato tra le colline dell’Alta Valmarecchia. Chiunque sia abituato alla scaletta dei consueti food festival qui resta spiazzato, ma solo per un attimo, prima di seguire quella scia conviviale che fa cadere tutti i paletti dello show tout court.

FOOD GARDEN 2026 21
 
food garden 2026 1
 

Dentro l'evento, oltre l'evento: dai grandi chef agli artigiani 

Nella dimora agreste di Pennabilli non ci sono muri divisori né barriere di plexiglass a separare la star del fornello dall'appassionato. C’è il profumo dell'erba scaldata dai primi raggi di agosto, il vapore delle postazioni dei cuochi, il tintinnio dei calici e un'energia elettrica nell'aria. Il bello è che ci si ritrova a fare la fila per un piatto a pochi centimetri dai maestri del fine dining italiano e, due minuti dopo, a chiacchierare di fermentazioni con un giovane casaro venuto dall'entroterra.

food garden 2026 3
 
FOOD GARDEN 2026 24
 
food garden 2026 5
 

Una sinergia palese -va detto- sin dal debutto della manifestazione. Eppure, il 2026 si è distinto per la presenza un "magic trio"; vedere per la prima volta insieme nella stessa kermesse Carlo Cracco, Massimo Bottura e Giancarlo Perbellini, calati nella semplicità di un prato collinare, ha restituito al cibo il suo significato più autentico: quello di atto spontaneo. Accanto a loro, decine di altri chef, vignaioli e artigiani hanno improntato un percorso capace di fondere genio e metodo, cura e improvvisazione.

food garden 2026 6
 
food garden 2026 7
 

Un sentire profondo dove il cibo s'intreccia alla memoria del luogo, poiché Food Garden ha voluto rinsaldare la connessione col paese e la sua storia sostenendo l’Orto dei Frutti Dimenticati di Tonino Guerra, simbolo poetico e culturale di Pennabilli. Un modo per ricordare che l'alta cucina ha sempre bisogno di radici vere da cui trarre forza. “I momenti emozionanti sono stati tanti”, ci ha raccontato proprio Filippo Polidori a margine della serata. “Anzitutto, l’incontro tra giovani produttori, fornai e casari- ragazzi che hanno scelto di tornare alla propria terra- e alcuni dei più grandi chef del nostro paese. Vedere questi artigiani riconosciuti e ascoltati con rispetto è stato molto potente. Poi, lo scambio diretto: un cuoco che si ferma al banco, assaggia un prodotto e ascolta la storia di chi lo ha creato. È lì che Food Garden diventa reale, perché si costruisce un ponte tra chi produce e chi interpreta il cibo”.

food garden 2026 2
 
FOOD GARDEN 2026 25
 

Il ritmo di Food Garden: assaporare un sound diverso 

Mentre la serata scivola via tra una degustazione e un calice di bolle, la musica alza gradualmente il tono, rivelandosi non il classico sottofondo, bensì l'asse attorno a cui ruota la festa. E il momento che fa esplodere la notte arriva quando in consolle sale Benny Benassi. Vedere uno dei migliori DJ al mondo regalare al pubblico un set intimo “effetto vinile” ha sintetizzato in un attimo l'essenza del festival: la capacità di abbattere ogni rigidità per liberare in corsa l'emozione. Pochi secondi e il parco de Il Piastrino si è trasformato in un'unica pista da ballo a cielo aperto, dove oltre mille persone -senza distinzione d'età o di giacca- hanno ballato insieme fino a tarda notte.

FOOD GARDEN 2026 20
 
FOOD GARDEN 2026 19
 

“Vedere un gruppo umano così grande muoversi all'unisono sulle note di Benny Benassi è stato qualcosa di fortissimo. Al Food Garden la musica non è un contorno: ha lo stesso valore del cibo e del vino. Il cibo crea una tavola, la musica crea uno spazio emotivo comune. E quando questo accade, la comunità diventa viva”. Guardando al domani, l'obiettivo è molto distante dal rincorrere i grandi numeri. Piuttosto, agli organizzatori preme conservare questo spirito di condivisione. “La prossima edizione sarà un ulteriore passo in avanti nei contenuti e nella qualità delle relazioni”, ci anticipa Polidori. “Non vogliamo semplicemente moltiplicare l’evento durante i mesi, perché la sua forza sta anche nell’attesa che genera. Piuttosto, ci piacerebbe far vivere Food Garden tutto l’anno attraverso la sua comunità: creare una rete reale che continui a incontrarsi e sostenersi anche fuori dalla manifestazione in sé”.

FOOD GARDEN 2026 13
 

L'idea di Food Garden: come si è arrivati fin qui?

Food Garden, in fondo, ha un'origine genuina, nata dalla visione di chi questo posto lo vive nel quotidiano. Claudia Bucci e lo chef Riccardo Agostini, anime de Il Piastrino, ricordano con affetto come tutto sia partito oltre dodici anni fa quasi per scommessa, dalla voglia di condividere con gli amici lo scouting gastronomico compiuto durante i loro viaggi. Un sogno che negli ultimi due anni, con l'ingresso di Filippo Polidori e Andrea Ancarani, si è espanso fino ad accogliere un parterre di nomi di spicco della ristorazione e un palco pieno di vitalità.

FOOD GARDEN 2026 17
 

A fine serata, quando le luci sul prato iniziano ad abbassarsi e si cammina verso le auto con le scarpe un po' impolverate (ma il cuore leggero), il senso di ciò che è avvenuto emerge dritto dai commenti dei presenti. Come ama riassumere Claudia Bucci in una frase, “Il Food Garden è un posto dove puoi conoscere persone speciali”. E lo chef Riccardo Agostini le fa eco con la soddisfazione negli occhi: “La cosa bella è vedere le persone andare via chiedendoci già quando sarà la prossima data, quando sarà il prossimo momento in cui ci ritroveremo. Questa è la cosa che ci rende più felici”.

Food Garden: il sito web

il piastrino food garden 6
 

Ultime notizie

mostra tutto

Rispettiamo la tua Privacy.
Utilizziamo cookie per assicurarti un’esperienza accurata ed in linea con le tue preferenze.
Con il tuo consenso, utilizziamo cookie tecnici e di terze parti che ci permettono di poter elaborare alcuni dati, come quali pagine vengono visitate sul nostro sito.
Per scoprire in modo approfondito come utilizziamo questi dati, leggi l’informativa completa.
Cliccando sul pulsante ‘Accetta’ acconsenti all’utilizzo dei cookie, oppure configura le diverse tipologie.

Configura cookies Rifiuta
Accetta