Daniel Boulud, lo chef stellato difende il foie gras: “È un prodotto unico”

L’America è scossa dalle polemiche per l’attivazione della legge che vieta il foie gras, contrastata da numerosi chef locali. Interviene anche Daniel Boulud: “Ha un gusto unico, si usa da sempre”.

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La notizia

Foie gras sì o foie gras no? Sono anni che cuochi, ristoratori e clientela non riescono a trovare una risposta a questa domanda. Tra questi, c’è anche Daniel Boulud, chef pluripremiato che gestisce sette ristoranti a Manhattan, tra cui Daniel, 2 stelle Michelin, sulla East 65th. È proprio lui a sollevare un dubbio: le oche non sono gli unici animali ad avere un’alimentazione controllata, o meglio, forzatamente indotta. “È così anche per mucche, polli, maiali e altri animali da allevamento”. Allora perché bloccare la produzione del pregiato paté? Ci sono problemi più grandi in America di cui preoccuparsi rispetto al foie gras”, puntualizza.

Dal 2019 il Congresso Europeo si era espresso a sfavore della produzione del famoso fegato d’oca, proibendola di fatto in 29 paesi. A meno che non sia una “pratica comune” per gli allevamenti e che questi rispettino il benessere degli animali. Una postilla che ha sollevato altri dubbi, soprattutto da parte degli attivisti per i diritti degli animali. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, gli chef di Manhattan si rifiutano di accettare l’abolizione del fegato d’oca. Non è la prima volta che si oppongono e lottano per il diritto di offrirlo ai propri clienti.

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Di recente alcuni tra loro hanno sostenuto una causa intentata da due fattorie dello stato settentrionale, La Belle e Hudson Valley Foie Gras, che cercano di annullare il divieto alla produzione di foie gras, che entrerà in vigore a novembre. “Nel momento in cui è partita la causa, l’abbiamo inviata a tutti i nostri clienti del ristorante, a tutti gli chef interessati al foie gras“, ha affermato Ariane Daguin, fondatrice di D’Artagnan, una distribuzione nazionale di carne e selvaggina con sede nel New Jersey. “C’erano persone che ci dicevano: ‘Come posso aiutarvi?’ E’ un ottimo segno, ci hanno dimostrato che vogliono che continuiamo a produrre foie gras”.

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Penso che il divieto di vendita coglierà di sorpresa molti residenti di New York”, ha affermato l’avvocato Edward Phillips, che rappresenta le fattorie nella causa della Corte Suprema di Manhattan. “La pandemia è iniziata poco dopo che il consiglio comunale ha emanato la legge locale 202 alla fine del 2019. Comprensibilmente, i ricordi di questa legge sbagliata saranno ormai sbiaditi“. Ciò che sostengono le fattorie è che saranno costrette a licenziare centinaia di lavoratori, se il divieto entrerà in vigore. E in realtà non sono in pochi a richiedere il fegato d’oca: Marco Moreira, chef e proprietario del ristorante francese Tocqueville vicino a Union Square, ha dichiarato che stanno lavorando a un nuovo menu in cui è previsto il foie gras. E non cambieranno idea, dato che è un ingrediente che hanno sempre avuto.

Foie Gras della Valle dell’Hudson fiammeggiato al Mezcal, mais e sumac, shiso viola- Crediti Eddy Leroux

“Il foie gras è stato una prelibatezza per migliaia di anni, ha sostenuto Boulud. “Penso che la gente ami il fatto che sia delicato, ricco, incomparabile in termini di consistenza e sapore“. Come chef Boulud, la pensano diversi ristoratori che sperano che questo divieto venga annullato. “Abbiamo ancora qualche mese”. Il Dipartimento statale dell’agricoltura e dei mercati, che in una prima opinione ha ritenuto che il divieto violerebbe la legge statale, ha affermato che sta ancora rivedendo la questione e presto stabilirà un verdetto.

Fonte: nypost.com

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Foto di copertina: crediti Daniel Restaurant