“Ho perso l’uso del polso preparando 400 dolci al giorno”. La pastry chef di Heston Blumenthal chiede un risarcimento di 200mila sterline

L’ex pastry chef di Heston Blumenthal descrive il Fat Duck come un’autentica fabbrica del dolore: “Ho perso l’uso del polso a causa dei gesti ripetitivi e l’eccessivo carico di lavoro”. Il ristorante potrebbe essere costretto a risarcirla con una somma di 200mila sterline.

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La notizia

Quasi non bastassero i variegati fermi pandemici, la crisi finanziaria e delle vocazioni, Heston Blumenthal si ritrova con un’altra gatta da pelare. Sharon Anderson, pastry chef al Fat Duck dal 2014 al 2015, ha deciso di portarlo in tribunale. Ma non si tratta di molestie: piuttosto di una richiesta di risarcimento da ben 200mila sterline. Secondo l’atto di accusa, la donna avrebbe riportato seri danni dalla ripetizione di gesti come imbustare ogni giorno 400 dolcetti con le pinze, confezionare 180 carte da gioco in cioccolato e circa 550 caramelle di whisky.

Sharon Anderson- Foto postata dalla pastry chef
Crediti The Fat Duck

Situazione che sarebbe addirittura peggiorata nello spin off australiano del ristorante, a causa delle temperature torride che facevano sciogliere il cioccolato, costringendola a produzioni ancora maggiori. Il risultato sarebbe il costante dolore al polso che la affligge, impossibilitandola a sollevare pesi, guidare e perfino cucinare.

Sharon Anderson- Crediti Champion News
Crediti Levon Biss-The Observer

Quello al Fat Duck sarebbe stato un lavoro troppo accelerato, difficile e ripetitivo, simile piuttosto a un interminabile turno in fabbrica secondo i suoi avvocati. La difesa, dal canto suo, sostiene che si trattasse di mansioni conformi in tutto e per tutto alla routine di un fine dining, intervallate peraltro da pause congrue. Mancherebbe inoltre l’evidenza medica del danno riportato. L’udienza è stata aggiornata al mese di maggio.

Heston Blumenthal- Crediti Rex Features

Che la ripetizione di gesti possa causare seri danni alla salute è un fatto ben noto agli operatori della gastronomia, come i barman e i camerieri di una volta, con le loro fruste nelle mani. Per questo si tratta di una causa dirompente nel settore, che certifica ancora una volta, se ce ne fosse bisogno, il fatto che il clima è cambiato e con la crisi delle vocazioni e la great resignation certe forme di sacrificio vanno definitivamente archiviate. Nonostante tutto, è altresì vero che la cucina conserva tutto il suo appeal mediatico, come prova la costante ricerca di scandali mediatici in stile sesso, droga e sfruttamento.

Fonte: theguardian.com

Foto dello chef in copertina: Crediti Alice Connan